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L'Onu si sveglia Intanto il mondo intero sta scoprendo il dramma del popolo birmano dopo 45 anni
di dittatura e anche ai livelli più alti si cerca di passare all'azione contro
la dittatura militare. Il Consiglio di Sicurezza Onu si deve riunire d'urgenza
alle 15, ora di New York (le 21 italiane), secondo quanto annunciato dal ministro
degli Esteri francese Bernard Kouchner. La Francia in settembre presiede il Consiglio
di Sicurezza.
Una carneficina"I corpi speciali antisommossa dell'esercito hanno sparato alla cieca contro
la folla e poi si sono ritirati. Dalle 13 -ora birmana- non stanno più presidiando
la piazza della pagoda Sule"; dice Aye, dalla redazione di'Democratic Voice of Burma'(DvB). La repressione più dura nella giornata si era avuta appunto nella piazza
del Municipio di Rangun e della pagoda di Sule, dove la 'Divisione 77', un corpo addestrato negli ultimi mesi proprio per reprimere proteste di massa,
ha sparato con i mitra contro migliaia di manifestanti inermi. Fonti interne all'Alleanza
dei monaci hanno confermato a DvB da Rangun che i religiosi morti, dopo la carneficina
di Sule, sono almeno cinque per quel singolo massacro, ma giungono notizie di
altri morti in seguito ai pestaggi in altre parti della città. I testimoni, anche
alcuni turisti presenti, hanno parlato di "decine di corpi abbandonati per terra".
Alla domanda se qualcuno si stia prendendo cura dei feriti, Aye ha ribadito che
"i soldati si sono ritirati, la gente comune sta provvedendo alla rinfusa a portare
i feriti in ospedale".
Calma, per ora, nel resto del Paese "Non ci risultano, alle 14 ora norvegese, altri scontri nel resto della Birmania
- ha detto Aye - e speriamo che i militari non attacchino, perchè a Mandalay (seconda
città del Paese e della rivolta, ndr) la situazione sembra tranquilla, ma fino
al pomeriggio c'erano molte migliaia di manifestanti per le strade". Manifestazìioni
che non potrà vedere Aung San Suu Kii, la pasionaria della rivolta birmana, che
da ieri mattina si trova nel carcere di Isien, poco fuori Rangun, dove i militari
l'hanno tradotta dagli arrsti domiciliari per evitare ogni contatto con i dimostranti
e perché la sua figura stava diventando un catalizzatore delle proteste.
La Divisione 77 "Non sappiamo per ora se il loro nome in codice è esattamente questo, così li
hanno chiamati i nostri contatti, per quel che hanno sentito dai militari - ha
spiegato Aye delle truppe speciali antisommossa che hanno aperto oggi il fuoco
sui manifestanti inermi - Sappiamo per certo che sono quelle truppe che ricevono
da mesi un addestramento specifico mirato a reprimere rivolte di questo tipo.
Non sappiamo se sia il Battaglione 22, normalmente dispiegato nei territori Karen
per combattere la guerriglia indipendentista. "Ma potete comunque dire che rimarrano
fedeli ai loro generali?" abbiamo chiesto da PeaceReporter. "Questo sicuramente, sono preparati per questa eventualità, obbediranno sempre
agli ordini della Giunta", ha risposto Aye.
Non li fermerete "La protesta non si ferma; il popolo birmano è infuriato con i militari" spiega
Aye, al telefono. "Non possiamo certo assicurare che la Giunta militare cadrà
nei prossimi giorni - ha continuato - ma posso garantire che abbiamo con loro
un contatto molto frequente, e ci hanno detto di essere determinati a portare
la loro lotta fino in fondo, e al momento la loro lotta è per il popolo birmano,
che non ne può più dei militari".Gianluca Ursini
Parole chiave: Monaci buddisti, Democratic voice of Burma, Giunta militare, Consigilio Sicurezza Onu, Rangun, pagoda Sule, pagoda Shwedagon, Ursini