25/09/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



 
10/03/2010 09:00 La giunta militare birmana ha varato una nuova legge che vieta la candidatura a tutti coloro che stanno scontando una pena detentiva
Myanmar, Aung San Suu Kyi non potrà presentarsi alle elezioni elegislative

Aung San Suu Kyi, leader della Lega nazionale per la democrazia (Lnd), principale partito d'opposizione della Myanmar, non potrà presentarsi alle elezioni.
Due giorni fa il governo militare birmano ha promulgato una legge in base alla quale chiunque stia scontando una pena detentiva, non possa appartenere a un partito politico e, di conseguenza, presentarsi alle elezioni. La leader della Lnd, premier Nobel per la pace, sta attualmente scontando una condanna di 18 mesi agli arresti domiciliari, che terminerà nel mese di ottobre.

Secondo quanto riferito dalla stampa locale, oltre ad Aung Suu Kyi, la nuova legge elettorale ha escluso dalle elezioni più di 2.100 prigionieri politici, i membri degli ordini religiosi e gli stranieri che non possono presentarsi con nessun partito.
Ieri gli Stati Uniti avevano avanzato alcune perplessità sulla regolarità e la credibilità delle legislative in Birmania, dove le votazioni sono state soppresse da oltre vent'anni.

 
26/02/2010 17:00 La leader democratica dovrà restare agli arresti domiciliari ancora fino al prossimo novembre
Tribunale birmano rigetta ricorso di Aung San Suu Kyi

Una corte birmana ha rigettato questa mattina il ricorso presentato dalla leader democratica Aung San Suu Kyi contro i suoi arresti domiciliari.

La richiesta di Suu Kyi era relativa agli ulteriori 18 mesi di detenzione per aver accolto nella sua casa un cittadino americano lo scorso agosto. L'avvocato di Suu Kyi, Nyan Win, ha dichiarato che il giudice non ha reso note le motivazioni per il rigetto del ricorso. In realtà diplomatici e attivisti prevedevano già ampiamente il verdetto del giudice, dal momento che il sistema giudiziario del Myanmar è pesantemente condizionato dalle interferenze del regime militare. Due mesi fa il Ministro degli Affari Interni Maung Oo ha dichiarato che Aung San Suu Kyi sarà rimessa in libertà il prossimo novembre, alla scadenza dei suoi arresti domiciliari. Dichiarazione che Suu Kyi ha interpretato come un segno di disprezzo nei confronti della corte, che non aveva ancora esaminato il suo appello. L'ambasciatore britannico Andrew Heyn ha osservato che le prossime elezioni, le prime negli ultimi venti anni, non potranno essere credibili se non saranno liberati Aung San Suu Kyi e gli altri prigionieri politici. In realtà le elezioni, non ancora fissate ufficialmente, appaiono perlopiù un tentativo della giunta militare di far apparire democratico il paese, continuando tuttavia ad esercitare uno stretto controllo sulla popolazione civile. Con l'ennesima condanna, la giunta punta a tenere la leader democratica ai margini della vita politica del paese, soprattutto in previsione delle stesse elezioni. Aung Din, direttore esecutivo dell'organizzazione statunitense Campaign for Burma, ha dichiarato che la sentenza della corte era tutt'altro che inattesa, proprio perché nessun giudice oserebbe contrastare la volontà dei generali.

 
25/02/2010 19:00 Ennesimo atto di violenza contro gli immigrati, a due giorni dalla denuncia di Human Rights Watch
La polizia thailandese uccide tre migranti birmani e ne ferisce altri cinque

Tre persone sono state uccise e cinque ferite dalle truppe thailandesi, che hanno aperto il fuoco su un veicolo che trasportava migranti birmani a Ranong, in una provincia nel sudovest del paese al confine con il Myanmar. Un ufficiale della polizia ha riferito che i militari hanno sparato dapprima alle ruote del veicolo, che non si era fermato all'alt rischiando di travolgere gli agenti. L'autista thailandese rischia le accuse di tentato omicidio e di favoreggiamento del'immigrazione clandestina; anche i sopravvissuti potrebbero essere accusati di tentata immigrazione illegale. L'incidente è avvenuto appena due giorni dopo il rapporto di Human Rights Watch che critica la Thailandia per il trattamento riservato agli immigrati, molti dei quali birmani. Il rapporto denuncia infatti che i migranti provenienti da Myanmar, Cambogia e Laos sono sottoposti a minacce, detenzioni illegali, lavoro forzato e violenze fisiche, spesso commessi da pubblici ufficiali che operano nella totale impunità. Ranong, che si trova a mezzora di navigazione dal porto birmano di Kawthaung, è uno dei maggiori punti di ingresso dei migranti birmani; in Thailandia ve ne sono più di un milione, che lavorano nel turismo, nell'edilizia e nell'industria, spesso illegalmente.

 
25/01/2010 11:00 Lo ha riferito il ministro dell'Interno Maung Oo
Myanmar, Aung San Suu Kyi potrebbe tornare libera a novembre

La leader dell'opposizione birmana Aung San Suu Kyi tornerà in libertà il prossimo novembre, quando scadranno i suoi arresti domiciliari. Lo ha riferito il ministro degli Interni il generale Maung Oo in un incontro con funzionari birmani. Suu Kyi tornerà libera solo un mese dopo lo svolgimento delle prime elezioni parlamentari da vent'anni a questa parte.

 
14/01/2010 15:00 Avrebbero accettato soldi da un partito bandito in patria
Myanmar, lavori forzati per tre attivisti del partito della Suu Kyi

Tre attivisti della Lega Nazionale per la Democrazia (Lnd), il principale partito di opposizione alla giunta militare birmana, guidato da Aung San Suu Kyi, sono stati condannati a tre anni di lavori forzati.

Secondo la corte della capitale Rangoon che li ha condannati, i tre membri di Lnd (Tin Shwe Gyo, Ma Cho e Sein Hlaing) sono colpevoli di aver violato la legge sull'associazionismo, accettando denaro da un membro del partito Liberated Areas, bandito dalle autorità birmane.
"Non c'erano né testimoni né documenti validi a sostegno delle accuse", ha affermato il legale dei tre attivisti, Kyaw Ho, pronto a portare il caso in appello, "sono stati condannati. Nonostante i giudici non siano riusciti a provare le accuse mosse contro di loro".
I tre, arrestati nel marzo scorso, non potranno beneficiare di uno sconto sulla pena ai lavori forzati in virtù del periodo già trascorso in carcere. la condanna non pare un buon segno per il partito guidato dalla Suu Kyi, attualmente agli arresti domiciliari, in previsione delle elezioni che dovrebbero tenersi a ottobre.

 
04/01/2010 16:00 Il generale Shwe annuncia il voto entro l'anno, ma non cambia posizione sulla leader Suu Kyi
Myanmar, la giunta fissa le elezioni per il 2010

Il generale Than Shwe, capo della giunta militare del Myanmar, ha confermato oggi che il regime birmano intende convocare elezioni nel corso di quest'anno.

"La road map in sette passi decisa dallo stato per far emergere una nazione pacifica, moderna e sviluppata è il solo processo per la transizione alla democrazia. Il programma verrà realizzato passo dopo passo", ha affermato il generale in una lettera aperta, pubblicata oggi sul quotidiano di Stato Nuova luce del Myanmar in occasione del 62esimo anniversario dell'indipendenza dalla Gran Bretagna.
La lettera non da indicazioni precise sulla data o le modalità delle elezioni. Il voto si baserà sulla costituzione del 2008, che riserva un'ampia porzione di seggi del parlamento ai militari e alle fazioni leali al regime birmano. Le ultime elezioni si svolsero nel 1990 e furono annullate dalla giunta dopo la vittoria della Lega Nazionale per la Democrazia di Aung San Suu Kyi. La nuova costituzione esclude dai pubblici uffici chiunque sia stato sposato con uno straniero: un articolo tagliato su misura per Suu Kyi, vedova del britannico Michael Aris, e comunque da anni costretta agli arresti domiciliari.

 
16/12/2009 09:00 Il Premio Nobel per la pace è uscita per alcune ore dalla sua residenza
Myanmar, San Suu Kyi incontra leader del suo partito

La giunta militare birmana ha autorizzatto la leader dell'opposizione Aung San Suu Kyi a incontrare, all'esterno della residenza dove sconta gli arresti domiciliari, alcuni tra i piu' anziani membri del suo partito. La Premio Nobel e' stata trasferita nella foresteria di Rangoon dove si sono svolti i colloqui, i primi avvenuti quest'anno con l'esecutivo della Lega Nazionale per la Democrazia, all'esterno della sua abitazione o della prigione. Un mese fa, la 'pasionaria' birmana aveva chiesto in una lettera al leader dei militari, il generale Than Shwen, che le consentisse di avere un incontro con i membri del suo partito, alcuni dei quali versano in gravi condizioni di salute e hanno anche 85 anni.

 
13/11/2009 12:00 Ancora poco chiare le cause della condanna
Myanmar, Aung San Suu Kyi presenta appello contro l'ultima condanna

Aung San Suu Kiy 64enne leader dell'opposizione del Myanmar ha presentato questa mattina presso l'Alta Corte del Paese, l'appello contro la condanna a 18 mesi di arresti domiciliari, inflitta dal tribunale nel mese di agosto.
Di fatto la nuova condanna impedirebbe al premio Nobel per la Pace di candidarsi alle elezioni che si terranno l'anno prossimo. Nel 1990 il partito di Aung San Suu Kiy vinse la tornata elettorale ma il risultato fu annullato dalla giunta militare.
Aung San Suu Kiy ha già trascorso più di 14 anni agli arresti e l'ultima condanna inflitta, 18 mesi appunto, è giunta nel mese di agosto dopo che un cittadino Usa John William Yettaw era entrato nella sua casa senza permesso. Una vicenda che non è mai stata chiarita del tutto.

 

 
28/10/2009 17:45 Anche la madre del giovane si trova in carcere per aver manifestato il suo dissenso
Myanmar, chiede liberazione dei detenuti politici: condannato a 15 anni di reclusione

Quindi anni di reclusione per aver chiesto alle autorità del Myanmar la liberazione dei detenuti politici tramite uno striscione. Questa l'esemplare condanna che i giudici del regime hanno inflitto a un giovane studente del Myanmar, Tin Htut Paing, attivista nella difesa dei diritti umani.
L'udienza si è svolta a porte chiuse e nemmeno i familiari del giovane hanno ottenuto il permesso di entrare nell'aula. Il processo era iniziato nell'aprile scorso.
Secondo le informazioni diffuse dai media birmani all'estero, il ragazzo sarebbe stato accusato di quattro reati fra cui quello di associazionismo illegale.
Anche la madre del ragazzo Daw Nge, membro della Lega Nazionale per la Democrazia, la principale formazione politica d'opposizione del Paese, è in carcere e sta scontando una pena di sei anni di reclusione per aver manifestato il suo dissenso durante le manifestazioni del 2007.
Secondo i ben informati sarebbero più di 2.100 i prigionieri politici nel paese asiatico. Fra loro oltre 200 monaci buddisti.

 

 
22/10/2009 19:30 Le nazioni del Sud-Est Asiatico premono anche per la liberazione Suu Kyi
Myanmar, Asean chiede regolari elezioni nel 2010

Elezioni libere e corrette il prossimo anno: è quanto chiede al Myanmar l'Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico, che comprende 10 paesi dell'area. "Hanno detto molte volte che le elezioni dell'anno prossimo saranno inclusive, libere e regolari. Ma questo è ancora da vedere" ha dichiarato il ministro degli esteri thailandese, Kasit Piromya, a margine dell'incontro con i suoi omologhi dell'Asean.
Myanmar ha sottoscritto lo scorso anno l'accordo per entrare a far parte di quella che sarà la Comunità integrata Asean a partire dal 2015. Ma in questo modo ha dovuto impegnarsi per una maggior tutela dei diritti umani, a cominciare dalla liberazione di Aung San Suu Kyi. La cui prigionia è stata prolungata di ulteriori 18 mesi a partire da agosto, escludendola di fatto dalla competizione elettorale.
La Commissione Asean per i diritti umani, che dovrebbe monitorare la situazione, ha ricevuto critiche da molti osservatori poiché comprende al suo interno rappresentanti dello stesso Myanmar, che nei fatti è anche il maggior protagonista delle violazioni che si vorrebbero scongiurare.

 
15/10/2009 16:35 Gli attivisti avrebbero confessato dietro violenta tortura
Myanmar, 11 attivisti condannati perché tentano manifestazioni anniversario rivoluzione zafferano

Undici attivisti, tra cui un monaco birmano, sono stati condannati a pene detentive dai cinque ai dieci anni di reclusione da una corte del distretto di Rangoon. Tre dovranno scontare dieci anni perché accusati di aver violato sia la legge sugli esplosivi che quella sulle associazioni illegali. Capo d'accusa, quest'ultimo, imputato alle altre otto persone, condannate quindi a cinque anni.
La corte si è riunita all'interno del carcere Insein e ha condannato in contumacia due monaci buddisti, Ashin Pyinnya Jota e Ashin Sandardika. Questi ultimi sono entrambi membri di All Burma Monks Alliance (Abma), l'organizzazione religiosa che ha avuto un ruolo di primo piano durante la 'rivoluzione zafferano' e che oggi si impegna a sostenere i monaci buddisti birmani anche fuori dai confini del Paese. Tre degli attivisti, Ashin Sandimar, Wunna Nwe e Tun Lwin Aung stavano già scontando pene comprese tra gli otto e i 13 anni per aver violato le norme sull'associazionismo. Assistance Association for Political Prisoners (Aapp) ha condannato con forza le sentenze. Secondo l'associazione con sede in Thailandia, le ammissioni di colpevolezza da parte degli imputati sarebbero state ottenute attraverso "ripetute torture durante gli interrogatori".

Secondo le testimonianze raccolte dall'agenzia birmana in esilio 'Irrawaddy', nell'ultimo mese numerosi attivisti politici, anche reclusi, avrebbero tentato di organizzare iniziative per ricordare il secondo anniversario dalle rivolte pacifiche condotte dai monaci buddisti nell'autunno del 2007. Iniziative, però, che si sono scontrate con la repressione militare birmane. Dall'inizio di settembre a oggi, infatti, almeno 30 monaci buddisti sarebbero stati arrestati dalle forze di sicurezza per evitare possibili manifestazioni di piazza. Secondo Aapp, sono 224 i monaci tra i 2.119 prigionieri politici detenuti nei penitenziari dell'ex-Birmania. All'inizio di settembre, l'Spdc (State Peace and Development Council, il governo birmano), ha concesso un'amnistia, ma tra i 7.114 detenuti liberati solo 127 sono da considerare prigionieri politici. Tra questi, anche quattro monaci.

 
02/10/2009 08:00 Questo impedirà al Premio Nobel per la pace di partecipare alle elezioni del prossimo anno
Birmania, confermati altri 18 mesi di arresti domiciliari per Aung San Suu Kyi

Aung San Suu Kyi, la leader dell'opposizione birmana, rimane agli arresti domiciliari. Lo ha deciso oggi un tribunale della giunta militare del Myanmar, respingendo il suo appello contro la sentenza con cui lo scorso agosto il premio Nobel per la pace è stata condannata ad altri 18 mesi di detenzione per aver violato i termini degli arresti domiciliari dopo che un cittadino statunitense (condannato ma poi rilasciato su pressione Usa) cercò di raggiungere a nuoto la sua abitazione. Una sentenza che ha lo scopo di impedire alla Suu Kyi, che ha trascorso agli arresti 14 degli ultimi 20 anni, di partecipare alle elezioni che la giunta militare si e' impegnata a convocare il prossimo anno.
"L'appello e' stato respinto, ma ci rivolgeremo alla Corte suprema" ha fatto sapere l'avvocato di Suu Kyi e portavoce della Lega nazionale per la democrazia, Nyan Win, dopo la bocciatura del tribunale di secondo grado. La prima condanna a tre anni di lavori forzati era stata convertita in un anno e mezzo di arresti domiciliari, stessa pena inflitta a due collaboratrici dell'attivista. Anche le due donne si sono viste respingere l'appello che avevano presentato.

 
17/09/2009 18:30 Ancora nessuno ha rivendicato gli attacchi
Myanmar, sette esplosioni a Yangon

Sette piccoli ordigni di fabbricazione artigianale sono esplosi oggi nei sobborghi di Yangon, la maggiore città della Birmania, senza però causare feriti.
Cinque esplosioni si sono verificate nella zona industriale di Hlaing Tharyar, nella zona occidentale di Yangon, un'altra è stata registrata in un sobborgo settentrionale, Shwepaukan, mentre l'ultima è avvenuta presso il Mingaladon Industrial Park. I primi sei ordigni sono esplosi appena prima dell'alba, il settimo alle dieci di questa mattina.
Sebbene nessuno abbia ancora rivendicato la paternità degli attacchi, le autorità ritengono che essi possano essere collegati ad una protesta politica. Venerdì sarà infatti il secondo anniversario delle manifestazioni popolari del 2007 - quando una folla capeggiata da monaci buddhisti scese in piazza per chiedere un cambiamento in senso democratico del regime del Paese e si scontrò contro una brutale repressione - nonché il ventunesimo anniversario della presa del potere da parte dei militari. Domani verrà presentato anche un nuovo appello contro la sentenza dello scorso 11 agosto, che costringeva il premio nobel per la pace, Aung San Suu Kyi, agli arresti domiciliari per altri diciotto mesi.
Gli attacchi terroristici sono rari in Myanmar: l'ultimo risale a sei mesi fa, quando una bomba esplosa in un albergo uccise un uomo e ferì altre tre persone.

 
17/09/2009 18:30 Human Rights Watch chiede che siano rilasciati anche i prigionieri politici
Myanmar, amnistia per più di 7 mila detenuti

La giunta militare del Myanmar concederà un'amnistia a 7.114 detenuti in tutto il Paese per buona condotta e motivi umanitari. L'annuncio è stato dato dalla televisione di Stato, anche se non è ancora chiaro se tra i beneficiari del provvedimento ci saranno anche dei prigionieri politici.
L'ultima amnistia concessa dalla giunta risale allo scorso mese di febbraio, quando 6.313 prigionieri, per lo più criminali comuni ma anche una ventina di oppositori politici, furono rilasciati.
Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite si aspettava da luglio questo provvedimento, una manovra che permetterà agli ex detenuti di partecipare alle elezioni politiche, le prime in vent'anni, in programma per il prossimo anno.
Soltanto ieri Human Rights Watch aveva lanciato una campagna per il rilascio di tutti i prigionieri politici, il più noto dei quali è il premio Nobel per la pace Aung San Suu Kyi. Le organizzazioni per la difesa dei diritti umani ritengono che negli ultimi due anni il numero degli oppositori imprigionati, che comprende anche partecipanti a pacifiche manifestazioni a favore della democrazia, sia più che raddoppiato, arrivando a oltre 2.200.

 
07/09/2009 17:00 Il progetto priverebbe il Myanmar delle sue ricchezze e frutterebbe ai militari 29 miliardi di dollari
Myanmar, attivisti chiedono alla Cina di fermare la costruzione di un gasdotto

Lo Shwe Gas Movement, un gruppo di attivisti esiliati in Bangladesh, India e Tailandia, ha lanciato un appello alla Cina per fermare la costruzione di un gasdotto che dovrebbe consentire a Pechino di sfruttare i giacimenti off-shore del Myanmar.
Gli attivisti sostengono che la popolazione del Myanmar ha enormi problemi di approvigionamento energetico e che, se il governo esportasse le risorse del paese invece di metterle a disposizione della gente, si potrebbe arrivare a insurrezioni nel paese.
Il movimento avverte anche la Cina che le recenti azioni militari, portate avanti dal governo contro gruppi ribelli, sono la prova che il regime non è in grado di garantire la sicurezza di investimenti esteri.
La pipeline di 4000 chilometri dovrebbe essere realizzata dalla China National Petroleum Corporation e garantire un introito alla giunta del Myanmar di circa 29 miliardi di dollari in 30 anni.
Di recente, decine di migliaia di profughi si erano rifugiati in Cina a seguito di scontri in Myanmar. In quell'occasione Pechino, per non creare incidenti col partner economico, aveva aiutato gli sfollati ma senza dichiararli ufficialmente  "rifugiati" e senza permettere l'accesso a  organizzazioni umanitarie internazionali.

 
28/08/2009 17:00 Scontri tra le truppe governative e l'etnia cinese Kokang
Myanmar, migliaia di profughi verso la Cina

Nuovi scontri tra i militari del Myanmar e alcuni gruppi armati di etnia Kokang hanno costretto migliaia di civili a fuggire verso la Cina.

Secondo le stime dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, nello stato cinese di Yunnan sarebbero giunti, solo nelle ultime settimane, oltre 30 mila.

Il governo della Repubblica Popolare ha chiesto alle autorità di Naypyidaw di proteggere la maggioranza cinese che vive nella regione di Shan, nel Myanmar orientale, dove pare che da tempo fosse in atto una progressiva invasione dal parte delle truppe governative. La scintilla che avrebbe fatto scattare le violenze sarebbe stata l'attacco di una fabbrica, usata dai gruppi etnici Kokang per riparare le armi, da parte dell'esercito birmano che riteneva venisse usata per produrre droga.

I rifugiati sono stati temporaneamente accolti in sette diversi campi, il maggiore del quale ospita più di cinque mila persone, dove hanno ricevuto cibo, acqua e alloggi temporanei.

Nel frattempo la Cina ha iniziato a mobilitare le proprie truppe, per rafforzare la difesa delle frontiere ed evitare che gli scontri coinvolgano anche la regione dello Yunnan.

 

 
28/08/2009 13:30 La condanna a 18 mesi di carcere impedirebbe alla leader di avere un ruolo alle prossime elezioni
Myanmar, gli avvocati di Suu Kyi ricorreranno in appello

I legali del premio Nobel per la pace Aung San Suu Kyi hanno annunciato che intendono ricorrere in appello contro la condanna a 18 mesi di arresti domiciliari  inflitta alla loro cliente.
Il reato da lei commesso consiste nell'aver ospitato senza autorizzazione lo statunitense John Yettaw. Suu Kyi aveva ricevuto al primo processo una condanna a tre anni di lavori forzati, poi il generale Than Shwe ha ridotto la pena sia a lei che a Yettew, espulso dal paese.
Suu Kyi ha trascorso in detenzione 14 degli ultimi 20 anni. Il sua partito, la National League for Democracy, aveva vinto le elezioni del 1990 ma la giunta militare al governo respinse i risultati e arresto Suu Kyi.

 
14/08/2009 11:30 Rimane l'indignazione internazionale per la condanna alla leader dell'opposizione Aung San Suu Kyi
Myanmar, senatore statunitense incontrerà leader della giunta militare

Il senatore statunitense, Jim Webb, è arrivato oggi alla capitale del Myanmar dove si incontrerà con il leader della giunta militare birmana, generale Than Shwe.

Secondo quanto riferisce il quotidiano New York Times, Webb viaggia in maniera indipendente e "non porta un messaggio dell'amministrazione Usa" anche se ha partecipato un briefing organizzato dal dipartimento di Stato prima di partire. La visita si produce in mezzo delle critiche internazionali per la condanna a 18 mesi di arresti domiciliari inflitta alla leader dell'opposizione, Aung San Suu Kyi. Webb è il primo senatore statunitense a visitare il Paese e il primo funzionario di Washington che incontrerà il generale Than Shwe.

 

 
13/08/2009 15:00 La Cisl denuncia: 'L'Italia importa materie prime dalla Birmana attraverso la Cina'
Birmania, l'Italia compra loro tek tramite la Cina

L'Italia importa materie prime dalla Birmania, secondo quanto sostiene la responsabile del Dipartimento Affari internazionali della Cisl, Cecilia Brighi.

Intervistata alla Stampa, Brighi assicura che le sanzione economiche contro la giunta birmana non producono alcun effetto perché "non c'è nessuno che verifichi la loro effettiva applicazione". Dopo di che "anche l'Italia continua a importare materie prime dalla Birmania, come per esempio il tek, attraverso la copertura di società cinesi". Secondo la sindacalista, "la comunità internazionale alza la voce per chiedere il rilascio di Aung San Suu Kyi ma è tutto fiato sprecato". "Tanto sono ben coperte dalla Cina, dalla Russia e dell'India che paralizzano l'attività del Consiglio di Sicurezza", spiega Brighi. Perché le cose cambino "è necessario sostenere le associazioni democratiche del Paese e il governo birmano in esilio".

 

 
12/08/2009 13:30 Cina, Russia, Vietnam e Libia bloccano il documento e prendono tempo.
Myanmar, Consiglio Onu studia possibili misure contro la giunta

La leader dell'opposizione in BirmaniaLa tanto paventata possibilità che il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite prendesse misure contro la giunta del Myanmar in seguito alla condanna a18 mesi di reclusione, da scontare agli arresti domiciliati, per Aung San Suu Kyi è stata smorzata sul nascere. Nessuna misurta contro il regime di Rangoon, quindi, considerando che l'organismo Onu non è stato in grado di redigere un documento critico nei confronti della giunta militare. Sembra che a bloccare la possibile risoluzione siano state le perplessità di Cina, Russia, Vietnam e Libia che avrebbero voluto inviare il documento nei rispettivi paesi prima di discuterlo.
Susan Rice, rappresentante statunitense presso l'Onu ha fatto sapere che Washington avrebbe intenzione di proporre una dichiarazione da parte dei 15 membri del Consiglio in cui si condanna la giunta del Myanmar per aver deciso il prolungamento degli arresti domiciliari per la leader dell'opposizione.
Aung San Suu Kyi farà appello contro la nuova condanna.

 

 
11/08/2009 09:30 La giunta ha commutato la pena a 18 mesi di arresti domiciliari
Myanmar, Aung San Suu Kyi condannata a tre anni di reclusione

La corte birmana ha giudicato la leader dell'opposizione Aung San Suu Kyi colpevole di aver violato la legge sulla sicurezza con una sentenza che la condanna a tre anni di reclusione, poi commutata dalla giunta militare al potere a 18 mesi di arresti domiciliari.

Il verdetto di colpevolezza emesso oggi per Aung San Suu Kyi (che rischiava fino a cinque anni) dalla corte birmana non ha destato sorprese: il caso è infatti, secondo critici del regime, fabbricato ad arte dalla giunta militare al potere per tenere la dissidente lontana dalla scena polirica anche in vista delle elezioni previste per il prossimo anno. L'accusa e la condanna di oggi per violazione della legge sulla sicurezza, si riferiscono all'episodio dello scorso maggio che vide protagonista un pacifista americano, John Yettaw, che a nuoto riuscì a raggiungere l'abitazione della premio Nobel e vi rimase due giorni. In questo modo Aung San Suu Kyi, secondo la corte, avrebbe violato i termini degli arresti domiciliari. La stessa corte ha inoltre emesso oggi una sentenza nei confronti di Yettaw condannandolo a sette anni di lavori forzati.

 
31/07/2009 09:00 I giudici dicono di dover riesaminare il fascicolo del processo
Myanmar, rinviato ad agosto il giudizio per Aung San Suu Kyi

Il verdetto per il processo alla leader dell'opposizione birmana, Aung San Suu Kyi, previsto per oggi, è stato rinviato al prossimo 11 o 12 agosto.

Il premio nobel per la Pace 1991 è accusata di aver violato gli arresti domiciliari. Lo rende noto un responsabile della giunta birmana. I giudici si giustificano dicendo di dover ancora "riesaminare il fascicolo", afferma il diplomatico che ha assistito alla breve seduta di oggi nel tribunale della prigione d'Insein, a nord di Rangoon. Per tutta la mattina la sicurezza era stata rinforzata attorno al penitenziario dove Suu Kyi è rinchiusa dal 14 maggio scorso. Il rischio è di dover scontare fino a cinque anni di carcere per aver ospitato in casa un americano di 53 anni, John Yettaw, che in circostanze misteriose era riuscito a raggiungerla durante i sui arresti domiciliari a Rangoon.

 
23/07/2009 14:35 Gli Stati Uniti avevano chiesto l'espulsione del Myanmar dell'Asean in risposta al processo di Aung San Suu Kyi
Myanmar, l'Asean respinge l'imposizione di sanzioni alla giunta militare

L'Associazione delle Nazioni del sud-est asiatico, Asean, non espelleranno la Birmania dell'organizzazione come aveva chiesto ieri il segretario di Stato Usa, Hillary Clinton.

Clinton, durante il summit dell'Asean in Thailandia, aveva chiesto la liberazione della leader democratica Aung San Suu Lyi, accusata di violazione degli arresti domiciliari. Secondo il primo ministro thailandese Abhisit Vejjajiva, sebbene l'Asean e l'Occidente "abbiano gli stessi obiettivi, non possono attuare la stessa politica". Secondo Vejjajiva, "non ci sono abbastanza motivi per farlo". "Abbiamo già fatto tutto quello che possiamo nell'ambito del meccanismo Asean", ha aggiunto il premier thailandese. Inoltre, Vejjajiva ha respinto l'imposizione di sanzioni al Myanmar, come quelle applicate dagli Stati Uniti e dai Paesi dell'Unione Europea. "Ci auguriamo che la leadership birmana riconosca che ha molto da guadagnare nell'adesione alla comunità internazionale, prendendosi cura della propria popolazione e del posizionamento del Myanmar sulla via della democrazia".

 
10/07/2009 16:45 Chiamata a testimoniare una militante del partito della San Suu Kyi
Myanmar, si concluderà il 24 luglio il processo a Aung San Suu Kyi

Al termine dell'udienza di questa mattina durata ben sette ore, l'avvocato difensore della leader dell'opposizione alla giunta del Myanmar, Aung San Suu Kyi, ha fatto sapere che il processo contro la donna premio Nobel per la Pace 1991, si concluderà il prossimo 24 luglio.
Durante il processo è stata chiamata a testimoniare un avvocato, Khim Moe Moe, membro del partito della San Suu Kyi, la Lega Nazionale per la Democrazia.
Khim Moe Moe è uno dei due testimoni della difesa chiamati a testimoniare. Per l'accusa, invece, è previsto il passaggio davanti alla corte di 14 testimoni.
Aung San Suu Kyi è accusata di violazione degli arresti domiciliari per aver fatto entrare in casa senza permesso un cittadino statunitense, John William Yettaw. I fatti risalgono all'11 maggio scorso.

 

 
03/07/2009 14:20 Il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, si trova oggi in visita ufficiale nel Paese
Myanmar, la giunta militare rinvia il processo di Suu Kyi alla prossima settimana

La Corte che si occupa del processo alla leader dell'opposizione Aung San Suu Kyi ha aggiornato oggi l'udienza alla prossima settimana, attribuendo la decisione a un errore amministrativo.

La decisione delle autorità di Myanmar avviene nello stesso giorno della visita ufficiale nel Paese del Segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon. Ban ha avuto oggi un colloquio con il capo della giunta militare birmana, il Generale Than Shwe, secondo quanto riferisce l'agenzia stampa France Press. "E' la mia seconda visita nel suo Paese e sono molto contento di continuare le nostre discussioni", ha affermato Ban all'inizio del suo incontro. La scorsa settimana, Ban aveva chiesto la liberazione di Suu Kyi e gli atri prigionieri politici che ci sono nel Paese.
Suu Kyi è stata accusata di aver violato i termini degli arresti domiciliari e potrebbe essere condannata a 5 anni di carcere.

 

 
30/06/2009 16:30 Il segretario generale dell'Onu visiterà il Paese tra il 3 e il 4 luglio
Myanmar, Ban Ki-Moon incontrerà i leader della giunta militare

Il Segretario generale dell'Onu, Ban Ki-Moon, visiterà nei prossimi giorni il Myanmar per chiedere riforme politiche urgenti e la liberazione di tutti i prigionieri politici inclusa Aung San Suu Kyi.

Ban arriverà venerdì prossimo in Myanmar. Secondo quanto ha detto il portavoce di Ban, Michele Montas, il Segretario dell'Onu si incontrerà con il governo della giunta militare. In visita ufficiale oggi in Giappone, Ban ha detto che "la giunta militare del Myanmar" dovrebbe rilasciare tutti i prigionieri politici, incluso Aung San Suu Kyi", premio Nobel per la Pace e leader del partito dell'opposizione. Aung San Suu Kyi si trova in prigione nella carcere di Yangon in attesa del processo per la violazione degli arresti domiciliar dopo l'entrata di un cittadino americano nel suo domicilio.

 

 
29/06/2009 12:40 Gli avvocati potranno presentare soltanto due testimoni nel processo
Birmania, la Corte Suprema respinge i testimoni dalla difesa di Suu Kyi

La Corte Suprema del Myanmar ha respinto il ricorso presentato dagli avvocati della leader dell'opposizione, Aung San Suu Kyi, dopo la decisione di impedire loro di presentare più testimoni nel processo per la violazione dei termini degli arresti domiciliari.

Gli avvocati della Premio Nobel per la Pace dunque potranno soltanto presentare due testimoni e non quattro, come volevano. Dall'inizio del processo lo scorso mese di maggio, la Procura ha presentato circa venti testimoni, la maggior parte agenti di polizia.
Come testimoni da parte dalla difesa di Suu Kyi ci saranno Tin Oo, vice presidente della Lega nazionale per la democrazia (Lnd), e anche lui agli arresti domiciliari, e il giornalista Win Tin, prigioniero politico liberato lo scorso anno.
Se fosse dichiarata colpevole, Suu Kyi potrebbe essere condannata a una pena fra i tre e i cinque anni di prigione e non potrà partecipare alle elezioni parlamentari del prossimo anno. Il processo riparte il prossimo 3 luglio.

 

 
25/06/2009 14:00 I tunnel verrebbeero costruiti con l'ausilio e la tecnologia della Corea del Nord
Myanmar, in costruzione centinaia di rifugi a prova di bomba

La giunta militare del Myanmar starebbe costruendo una serie di rifugi a prova di bomba con l'aiuto della Corea del Nord.

La notizia è stata diffusa dalla tv "Democratic Voice of Burma", con sede a Oslo, che ha mostrato le immagini dei tunnel in costruzione. Secondo il canale televisivo gestito da dissidenti in esilio, sarebbero tra i 6-800 i tunnel in costruzione, con enormi prese dell'aria, riserve di cibo e connessione a fibre ottica, in grado di dare rifugio a centinaia di persone per diversi mesi. La costruzione dei rifugi sarebbe costata miliardi di dollari, con finanziamenti arrivati anche dall'estero. Bertil Linker, un giornalista che vive a Bangkok, che per primo ha avuto le immagini dei tunnel, sostiene che ufficiali dell'esercito nord coreano siano a capo dei lavori e che la consulenza venga pagata in oro a Pyongyang.
Alcuni ufficiali dell'esercito birmano sarebbero stati arrestati in seguito alla diffusione delle immagini.

 

 
19/06/2009 10:00 Secondo l'Onu sono soprattutto donne e bambini che hanno dovuto scappare dalle razzie delle milizie Karen, alleate con il governo
Myanmar, migliaia di profughi Karen verso la Thailandia

Più di seimila persone, appartenenti alla minoranza Karen, hanno dovuto lasciare il Myanmar e cercare rifugio in Thailandia, a causa delle incursioni dell'esercito filo-governativo.

Secondo un rapporto, stilato dagli operatori dell'Alto Commissario Onu per i rifugiati, la gran parte dei profughi sarebbe composta da donne e bambini, scappati in fretta, con solo i vestiti che indossavano e pochissime masserizie. La maggior parte di loro ha trovato rifugio presso il tempio di Noh Bo, vicino alla città di Mae Sot, nella Thailandia occidentale. Altri, invece, hanno cercato riparo nei capanni usati dai contadini nella stagione del raccolto. L'esodo è iniziato nei primi giorni di giugno, quando i guerriglieri dell'esercito democratico buddista Karen, una fazione dell'esercito di liberazione nazionale Karen, ora alleata con il governo birmano, ha iniziato a razziare i villaggi e i campi di sfollati, in cerca di soldi e giovani da arruolare. Fonti locali denunciano anche il bombardamento del campo profughi di Ler Per Har e di colpi di artiglieria caduti al di là del confine, in Thailandia.
Analisti, esperti in politica birmana, ipotizzano che il nuovo attacco contro la popolazione Karen possa essere messo in relazione con il processo ad Ang Sang Suu Ki, per distrarre l'attenzione internazionale dalla dissidente premio Nobel, o al contrario, proprio perché la concentrazione dei media sull'evento ha reso possibile la nuova offensiva.
La popolazione Karen è in guerra con quella birmana, l'etnia più difusa in Myanmar, dal 1949, per la costituzione di uno stato indipendente nel nord est del Paese. Solo negli ultimi anni più di 100 mila persone hanno dovuto lasciare il Myanmar e cercare rifugio nei campi profughi dell'Onu in Thailandia.

 

 
11/06/2009 12:30 Ci sono 14 Paesi dove i bambini vengono utilizzati come soldati, secondo l'Onu
Birmania, Ban Ki-Moon condanna il reclutamento di bambini-soldati da parte della Giunta militare

Il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-Moon, ha condannato oggi il reclutamento dei bambini-soldato da parte della Giunta militare birmana.

Ban Ki-Moon ha chiesto al regime birmano di rispettare i diritti umani. Secondo quanto ha detto il segretario generale dell'Onu, "è fondamentale" risolvere il problema dei bambini-soldato in Birmania, e perciò ha chiesto al Consiglio di sicurezza "azioni decise contro chi viola le norme".
Secondo quanto riferisce il rapporto dell'Onu, ‘Bambini e conflitti armati', presentato recentemente, attualmente ci sono 14 Paesi dove, sia dagli eserciti o dai gruppi ribelli, i bambini vengono utilizzati come soldati. Il rapporto considera "gravi violazioni del diritto internazionale il reclutamento e l'impegno di bambini nei conflitti armati, la loro uccisione e mutilazione, gli stupri e le altre gravi violenze sessuali".

 
29/05/2009 18:30 Assicurano che no vi sono motivi legali per condannare alla Premio Nobel per la Pace
Myanmar, gli avvocati di Suu Kyi si augurano un esito ‘positivo' del processo

L'avvocato di Aung San Suu Kyi si dice "ottimista" e spiega che non ci sono "motivi legali" per condannare la leader dell'opposizione per violazione dei termini degli arresti domiciliari.

La leader della Lega nazionale per la democrazia rischia cinque anni di carcere a causa dell'intrusione di un cittadino statunitense nella sua abitazione. Secondo quando riferisce l'agenzia stampa AsiaNews, gli avvocati della Premio Nobel per la Pace si augurano un esito "positivo" del processo, anche se, riconoscono che non sia "facile che possa essere liberata". Uno dei suoi avvocati, Nyan Win, ha assicurato che "non vi sono i termini per condannarla" se "il processo è condotto secondo la legge".
Domani 30 maggio è il sesto anniversario del massacro di Depayin, in cui la giunta militare ha cercato di assassinare Aung San Suu Kyi.

 

 
22/05/2009 16:30 La giunta militare birmana: l'incidente è una cospirazione per "intensificare la pressione internazionale"
Myanmar, Aung San Suu Kyi si dichiara innocente

La leader dell'opposizione, Aung San Suu Kyi, ha dichiarato di essere innocente davanti al tribunale del carcere di Yangon, secondo quanto ha comunicato il suo avvocato.

"Non sono colpevole perché non ho commesso alcun reato", ha assicurato la premio Nobel per la Pace, in aula al processo in corso nel carcere Insein a Yangon.
Intanto, oggi la giunta militare birmana ha denunciato che la visita del cittadino statunitense nella casa di Suu Kyi è un complotto di forze ostili al governo. Secondo quanto ha assicurato il ministro degli Esteri, Nyan Wim, "l'incidente è stato orchestrato per intensificare la pressione internazionale" sul Paese.

 

 
22/05/2009 10:00 Mercoledì giornalisti e diplomatici avevano potuto assistere all'udienza
Il processo ad Aung San Suu Kyi torna a porte chiuse

Le autorità del Myanmar hanno nuovamente chiuso le porte agli osservatori internazionali, dopo che mercoledì scorso, all'udienza del processo contro Aung San Suu Kyi, avevano consentito la presenza di giornalisti e diplomatici.

La concessione era stata offerta per mitigare le critiche della comunità internazionale, ma oggi una fonte della giunta militare ha spiegato che "era solo per un giorno". Aung San Suu Kyi è nuovamente sotto processo per l'accusa di avere infranto gli arresti domiciliari, quando un americano è riuscito ad accedere alla sua abitazione attraversando a nuoto il lago. I difensori dell'ex premio Nobel intendono dimostrare che l'uomo non era stato invitato, ma ben difficilmente la leader dell'opposizione birmana potrà ricevere un giusto processo. I termini degli arresti domiciliari sarebbero scaduti il prossimo 27 maggio, e appare chiaro come il nuovo processo sia soltanto un pretesto per estendere la prigionia di Aung San Suu Kyi. Dopo avere vinto le elezioni nel 1990, la donna ha trascorso almeno 13 anni agli arresti, e le sue condizioni di salute non sono buone.

 

 
21/05/2009 16:30 Interdetto l'accesso in aula a osservatori e giornalisti. Il portavoce del governo: "La deroga era solo per ieri"
Birmania, il processo a Suu Kyi continua a porte chiuse

Le autorità birmane hanno fatto marcia indietro cambiando le carte in tavola sul processo a carico di Aung San Suu Kyi. Mentre nell'udienza di ieri era stato consentito l'accesso a osservatori internazionali e giornalisti, oggi il processo si è svolto a porte chiuse. Un portavoce del governo ha riferito che l'apertura a osservatori era stata stabilita solo per la giornata di ieri. Aung San Suu Kyi, leader di ProDemocracy è accusata di aver violato le condizioni e i termini dei suoi arresti domiciliari avendo ospitato un "visitatore" statunitense senza i necessari permessi. La difesa ha obiettato precisando che l'uomo, John Yettaw, arrivato a nuoto attraverso il lago, non era stato invitato e che Aung San Suu Kyi gli ha permesso di riminare solo perchè era esausto e doveva recuperare le forze. La 63enne Suu Kyi ha trascorso 13 degli ultimi 19 anni in stato detentivo.

 
20/05/2009 12:10
Myanmar, ammessi giornalisti al processo contro Aung San Suu Kyi

Forse con l'intenzione di placare le proteste internazionali per il nuovo arresto del premio Nobel Aung San Suu Kyi, la giunta militare al potere in Myanmar ha deciso di aprire le porte del carcere dove si svolge il processo, a giornalisti, media internazionali e ai diplomatici.
Le sedi diplomatiche sono state avvertite che un loro rappresentante sarebbe potuto entrare all'interno della famigerata prigione centrale a Rangoon dove la San Suu Kyi potrrebbe rischiare di passare altri anni di reclusione per aver violato la legge che regola la detenzione ai domiciliari.
"Sembra che vogliano migliorare all'estero l'immagine del processo" ha detto un diplomatico commentando la possibilità concessa ai giornalisti del Paese di seguire il dibattimento.

 
19/05/2009 17:00 L'organizzazione dei paesi del Sud-est asiatico hanno espresso grave preoccupazione
Myanmar, i paesi dell'Asean condannano il processo a Aung San Suu Kyi

I paesi del Sudest asiatico hanno espresso oggi "grave preoccupazione" per il processo alla leader dell'opposizione, Aung San Suu Kyi, che è iniziato ieri.

Suu Kyi è stata accusata di aver violato le condizione degli arresti domiciliari dopo che un uomo americano si è introdotto questo mese in casa sua.
L'Associazione delle Nazioni del Sudest Asiatico (Asean), che comprende 10 paesi, ha assicurato in una nota che il Myanmar "ha la responsabilità di proteggere e promuovere i diritti umani". L'Asean ha chiesto la liberazione della Premio Nobel della Pace. Alcuni critici assicurano che le accuse, che potrebbero costarle fino a cinque anni di carcere, hanno la intenzione di trattenere alla leader della Lega Nazionale per la Democrazia fino a dopo le elezioni del 2010.
Intanto, dall'Ue arrivano le prime sanzioni contro il governo militare del Myanmar, soltanto quattro giorni dopo dal rinnovo da parte degli Stati Uniti delle misure contro il Paese asiatico.

 

 
18/05/2009 09:48 Diversi ambasciatori europei hanno chiesto di assistere, ma è stato loro impedito
Birmania, iniziato processo a porte chiuse alla leader democratica Aung San Suu Kyi

Il processo contro la leader dell'opposizione democratica birmana, Aung San Suu Kyi, è iniziato questa mattina nel tribunale della prigione di Insein, a nord di Yangon.

Il penitenziario è circondato da truppe dell'esercito che non consentono l'ingresso a nessuno, nemmeno agli ambasciatori europei, tra i quali quello italiano, che hanno chiesto di poter assistere al processo.
Al di là delle transenne e delle barriere di filo spinato si sono radunate alcune decine di simpatizzanti della leader dissidente.
La premio Nobel per la pace e leader della Lega Nazionale per la Democrazia,San Suu Kyi, che rischia fino a cinque anni in cella per aver violato le condizioni degli arresti domiciliari consentendo, secondo l'accusa, l'intrusione a nuoto nella sua villa il 3 maggio del mormone americano John William Yettaw, ieri ha espresso l'intenzione di dichiararsi innocente, secondo quanto detto da uno dei suoi avvocati. Quest ultimo ha anche rivelato che sono migliorate le condizioni di salute della leader dell' opposizione.

 

 
14/05/2009 13:45 Il processo inizierà lunedì prossimo
Myanmar, Aung San Suu Kyi è in carcere

Aung San Suu Kyi, leader dell'opposizione birmana da anni agli arresti domiciliari è tornata oggi in carcere.


Suu Kyi è stata tradotta oggi dalla sua villa di Rangoon al carcere di Insein, a nord della città. Il suo processo inizierà lunedì prossimo.
La Premio Nobel per la Pace rischia almeno cinque anni di reclusione per violazione degli arresti domiciliari dopo l'intrusione di un presunto attivista statunitense nella sua casa alcuni giorni fa. John William era arrivato a casa della leader politica a nuoto e le aveva fatto visita. L'avvocato di Suu Kyi ha definito a William come "un imbecille" responsabile del nuovo arresto della leader dissidente.
Insieme a lei sono state incriminati anche due suoi collaboratori domestici.
Gli arresti domiciliari a cui Suu Kyi è sottoposta dal 2003 sarebbero scaduti il prossimo 27 maggio e il partito della leader, la Lega nazionale per la Democrazia, ha messo in relazione l'episodio con l'avvicinarsi delle elezioni del 2010, che la giunta militare birmana aveva promesso.

 

 
14/05/2009 08:10 Insieme a lei incriminate altre due persone
Myanmar, Aung San Suu Kyi incriminata, la conferma dal governo

Aung San Suu Kyi leader dell'opposizione birmana da anni agli arresti domiciliari sarà incriminata a causa della visita mai autorizzata di un cittadino americano. Insieme a Aung San Suu Kyi saranno incriminate altre due persone che lavorano a casa della donna.
John William Yeattaw, cittadino statunitense di 53 anni, nei giorni aveva attraversato a nuoto, senza autorizzazione, un laghetto artificiale che isola la casa del premio Nobel e le aveva fatto visita. Per questa ragione era stato immediatamente messo agli arresti dalle autorità di Rangoon.
La notizia dell'incriminazione di Aung San Suu Kyi è stata confermata da fonti vicine al governo birmano.

 

 
08/05/2009 10:30 L'ambasciata Usa non riesce a mettersi in contatto con l'uomo
Myanmar, nessun colloquio per l'americano arrestato ieri

Nonostante le numerose richieste giunte dalla rappresentanza diplomatica statunitense presente in Myanmar di poter incontrare e parlare con il cittadino statunitense arrestato ieri mentre stava attraversando a nuoto il laghetto che circonda l'abitazione di Aung San Suu Kyi, 63enne premio Nobel agli arresti domiciliari dal 2003, le autorità dell'ex Birmania non hanno dato ancora risposta.
Al momento non si conoscono i motivi che hanno spinto il cittadino Usa a dirigersi verso la casa della signora. Aung San Suu Kyi è segretario del maggior partito d'opposizione del Myanmar, la Lega Nazionale per la Democrazia.
Il periodo di detenzione ai domiciliari per la 63enne attivista politica dovrebbero terminare entro la fine di maggio di quest'anno.

 

 
07/05/2009 15:30 Arrestato uno statunitense che sarebbe riuscito a farle visita
Myanmar, irruzione della polizia nella casa-prigione di Aung San Suu Ki

La polizia birmana è entrata oggi nella casa in cui è rinchiusa, agli arresti domiciliari, Aung San Suu Ki, dopo il fermo di uno statunitense, trovato nei pressi della casa.

Una ventina di poliziotti hanno fatto irruzione, in mattinata, nella casa di Aung San Suu Ki, sulle rive del lago Inya, dopo che uno statunitense sarebbe riuscito a farle visita domenica pomeriggio.
La notizia dell'arresto dell'uomo, identificato come John William Yeattaw, è stata pubblicata dal quotidiano New Light of Myanmar, secondo il quale l'uomo sarebbe stato fermato nella nottata di martedì, mentre nuotava nel lago vicino alla casa con un bottiglione da 5 litri come galleggiante. Tutta la zona che circonda la casa della dissidente birmana è altamente controllata e militarizzata.
L'ambasciata statunitense a Rangoon ha fatto sapere di non essere stata informata e di non sapere nulla dell'accaduto.
Aung San Suu Ki, è stata posta agli arresti nel 1990, quando la giunta militare ha preso il potere dopo che il suo partito aveva vinto le elezioni generali. L'ultimo ordine d'arresto dovrebbe scadere alla fine di maggio, ma le autorità non hanno ancora comunicato se verrà prorogato o meno.

 

 

 

 

 
20/02/2009 18:00 Liberati per buona condotta subito dopo la partenza del relatore Onu per i diritti umani
Yangon: governo militare del Myanmar libera più di seimila prigionieri

Tomas Ojea Quintana, delegato per le Nazioni Unite ai diritti umani, aveva da poco lasciato il Paese dopo un viaggio di cinque giorni, durante i quali cui ha visitato i prigionieri politici nelle carceri birmane a Yangon.

Poco dopo la sua partenza è stato dato l'annuncio della liberazione di 6000 prigionieri per buona condotta. Unan Win, portavoce della Lega nazionale per la democrazia (NLD), all'opposizione, ha dichiarato di "non confidare che sarà effettivamente rilasciato un numero cospicuo di detenuti" aggiungendo che "nella precedente amnistia, lo scorso anno, sono stati rilasciati una dozzina prigionieri su oltre 9 mila che furono promessi dal governo". La giunta militare che governa il Paese dal 1962, nega l'esistenza di prigionieri politici sostenendo che nelle carceri si troverebbero solamente criminali comuni. Mrtv, la televisione filogovernativa ha detto che i prigionieri sono stati liberati per la "considerazione sociale delle loro famiglie" e ha invitato a partecipare alle elezioni previste per il 2010, conosciute perché parte della 'tabella di marcia per la democrazia' dell'ex-Birmania. I governi occidentali respingono il piano, giudicandolo una farsa.

 
24/12/2008 18:20 La denuncia viene da alcuni gruppi armati attivi nel nord del Paese
Myanmar: l'esercito incentiva coltivazione dell'oppio

La giunta militare al potere nel Myanmar starebbe incentivando la popolazione delle aree rurali a intraprendere la coltivazione del papavero da oppio. É la denuncia giunta oggi da parte di alcuni gruppi armati attivi nelle zone settentrionali del Paese.

Na notizia è stata comunicata all'agenzia birmana in esilio “Mizzima” da Ailong Khammwe, leader del Lahu Democratic Front (Ldf). Secondo Khammwe, “non solo l'esercito è sempre più coinvolto nella produzione e nel traffico illegale di oppio, ma sta incentivando la popolazione alla sua coltivazione”. Le zone in questione sarebbero le provincie di Mongsart e Mongtong, a est dello Stato di Shan. Non ci sono però conferme da parte di organi indipendenti. La coltivazione dell'oppio nell'ex Birmania risulta in netta crescita negli ultimi tre anni, mentre nel 2005 un gruppo armato dello Stato di Shan, United Wa State Army, ne aveva vietato la coltivazione. Una decisione che ha però incentivato il mercato clandestino, anche a causa della povertà molto diffusa tra la poplazione. I civili dello stato di Shan, spinti dai guadagni relativamente semplici starebbero convertendo le coltivazioni tradizionali in campi di oppio, a quanto pare anche col sostegno dell'esercito.

 
03/12/2008 13:45 Myanmar, oltre 2.100 i detenuti politici. Nel giugno 2007 erano 1.200
Myanmar, appello per la liberazione dei prigionieri politici entro fine anno

Su iniziativa di Kjell Magne Bondevik presidente dell'Oslo Center for Peace and Human Rights e ex primo ministro norvegese, 112 ex capi di Stato hanno redatto e firmato un appello da consegnare alle autorità del Myanmar affinchè vengano liberati entro la fine dell'anno i 2.100 detenuti politici ancora imprigionati, fra cui anche Aung San Su Kyi. L'Onu presieduta da Ban Kii Moon avrà un ruolo fondamentale nella vicenda. "Oggi siamo uniti nel chiedere all'Onu di agire e il primo passo verso la riconciliazione del Myamnmar è fissare una data per il rilascio di tutti i prigionieri politici". Il fatto che questo appello sia stato firmato da cosi tante personalità della politica internazionale dimostra "la portata storica del sostegno globale" ottenuto da questa iniziativa. Moltissime le personalità che hanno firmato il documento: Jacques Delors, Margaret Thatcher, Tony Blair, Jimmy Carter, Georger W. Bush sr., e per l'Italia Romano Prodi e carlo Azeglio Ciampi."Il popolo del Myanmar conta sul fatto che l'Onu intraprenda l'azione da tempo richiesta per ottenere la svolta di cui ha disperatamente bisogno per ristabilire la democrazia nel Paese e affrontare i seri problemi umanitari e di violazione dei diritti umani". Nell'ottobre 2007 il Consiglio di Sicurezza chiedeva alla giunta militare al potere in Myanmar il pronto rilascio di tutti i detenuti politici.

 

 
26/11/2008 10:40 L'Ong francese lancia l'allarme per la carenza di farmaci anti-retrovirali
Msf: 25mila persone rischiano di morire di Aids in Myanmar

 

Sono circa 25mila le persone che rischiano di morire di Aids l'anno prossimo, a casua della carenza di farmaci anti-retrovirali e dello stato di abbandono del sistema sanitario del Myanmar. Lo rivela oggi Medecins Sans Frontieres.

Frank Smithuis, capo della missione dell'organizzazione umanitaria nell'ex Birmania ha invocato un urgente intervento, sia da parte della giunta militare che dalla comunità internazionale, per arginare quella che ha definito “una delle peggiori crisi dell'Hiv in Asia”. Secondo Msf, la crisi potrebbe colpire l'80 percento delle 15 mila persone che hanno attualmente accesso ai farmati, oltre a quelle che già ora ne avrebbero bisogno, questi ultimi stimati intorno alle 76 mila persone. “Il sistema sanitario governativo non può farsi carico di un numero così alto di pazienti” ha commentato Smithuis. A causa dell'embargo internazionale contro la giunta militare, negli ultimi anni il Myanmar ha ricevuto quote di aiuti umanitari nettamente inferiori rispetto ai paesi dell'area. La quota di aiuti ricevuti dai birmani è stimata in 2,90 dollari pro-capite, confronto ai 50 dollari a testa ricevuti mediamente dagli abitanti del Laos e ai 23 destinati ai vietnamiti.

 
19/11/2008 17:45 Rivoluzione zafferano, fino a 65 anni di carcere
Myanmar, altri 6 manifestanti condannati dai tribunali 'segreti' della giunta militare

La protesta dei monaci nel 2007Altri sei attivisti sarebbero stati condannati a pene detentive dalle autorità del Myanmar. Arrestati il 28 ottobre 2007, Kyaw Soe, Tin Htu Aung e Kan Lan Khote, sono stati condannati a 33 anni di carcere al termine di un processo che si è svolto a porte chiuse nel carcere di Insein. Condanne dai 4 agli 11 anni, per tre attivisti di alcuni gruppi studenteschi. Sono oltre 80 gli attivisti, studenti, giornalisti, artisti e blogger condannati con pene fino a 65 anni di carcere. Tra questi, ci sono i leader del movimento 'Generazione '88' e i capi della protesta dei monaci arrestati durante la 'rivoluzione arancione' dello scorso anno. I tribunali del Myanmar hanno emesso condanne quasi quotidianamente, durante la scorsa settimana. Tali corti, che spesso operano dietro le mura delle carceri, sono oscure al punto che è impossibile essere certi di quante persone siano state condannate. L'ampiezza e la pesantezza delle condanne suggerisce che la giunta militare birmana sia determinata a schiacchiare ogni traccia di opposizione in vista delle elezioni che ha fissato tra due anni. Sempre la stessa giunta ha detto che le consultazioni del 2010 faranno parte della 'road map' verso la democrazia. Il Segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon ha chiesto ieri il rilascio immediato di tutti i prigionieri politici in Myanmar. Secondo l'Assistance Association of Political Prisoners (Aapp - associazione di esuli birmani con sede a Mae Sot, Thailandia) sarebbero 2120 i prigionieri politici ancora detenuti in Myanmar, compresa Aung San Suu Kyi, agli arresti domiciliari dal 2003.

 
11/11/2008 18:15 Si tratta di ex studenti, arrestati per i moti dei monaci dello scorso anno
Pene per 1500 anni a 23 dissidenti birmani

 

Sessantacinque anni di reclusione per ciascuno dei 23 dissidenti del regime birmano arrestati dopo i moti dello scorso anno. In totale sono stati 1500 gli anni di pena comminati dalla giunta militare ai danni dei 23, tra cui alcune donne, nel corso di un'udienza a porte chiuse svoltasi nella nella prigione di Insein, alla periferia nord di Rangoon.

Gran parte dei condannati appartengono a un gruppo dell'opposizione studentesca chiamato “Generazione 88”, che fù appunto protagonista dei moti del 1988, in cui morirono oltre tremila persone. Il gruppo secondo l'accusa ha partecipato anche ai moti dei monaci buddisti dello scorso anno, contro i ricari del carburante, in cui ufficialmente persero la vita 31 persone. La misura della carcerazione è stata determinata valutando 15 anni di pena per ogni contatto con media elettronici, più cinque per la partecipazione ad un'organizzazione illegale. Le condanne sono state aspramente criticate dalla Lega per la Democrazia (Lnd) il partito della premio nobel Aung San Suu Kyi, da Amnesty International e anche dall'inviato dell'Onu per il Myanmar, Piero Fassino, che si è detto “sdegnato” ma non “rassegnato rispetto alla giunta militare”. Solo ieri un altro dissidente, il celebre blogger Nay Phone Latt, 28 anni, arrestato in gennaio, è stato condannato a 20 di detenzione con l'accusa di villipendio e procurato allarme per i suoi resoconti sulla situazione del paese.

 

 
11/11/2008 08:25 Tre condanne per dissidenti del regime 'colpevoli di satira' nei confronti del leadere della giunta militare
Myanmar, 20 anni di carcere per il blogger anti-regime

Condannato a 20 anni di carcere un blogger reo di aver pubblicato una vignetta che aveva come protagonista il capo della giunta Than Shwe.

Burma vignetteNay Phone Latt, 28 anni, è stato condannato dal tribunale di Rangoon e rinchiuso nel carcere di Insein. Un altro amico di Nay Phone Latt, Thin July Kyaw, è stato condannato a 2 anni, così come Saw Wai, un oppositore del regime che aveva pubblicato dei versi ch prendevano in giro il leader sul settimanale Love Journal: ogni riga cominciava con le parole "il generale Than Shwe è uno stupido con potere". Nay Phone Latt era stato arrestato a gennaio e i capi di imputazioni ri guardavano reati per mezzo telematico, creazione di pubblico allarme e diffamazione a mezzo video. Durante le proteste di settembre 2007, il suo blog ha fornito informazioni sui fatti che hanno messo in ginocchio il paese, teatro di violenze contro gli inermi cittadini da parte dell'esercito. Nessuno ha potuto assistere al processo e non è stato permesso a Nay Phon di essere difeso dal suo avvocato che è stato incarcerato per oltraggio alla corte venerdì scorso.

La vignetta recita: "Generale, noi chiediamo di discutere dei nostri diritti umani - Ragazzo, sei sicuro che io sia ancora umano?"

 
31/10/2008 16:00 I militari hanno conquistato un'importante base dei ribelli
Birmania, offensiva dell'esercito contro la guerriglia karen

Secondo l'agenzia di stampa dei dissidenti birmani in esilio, 'Mizzima News', nei giorni scorsi l'esercito della giunta militare del Myanmar, assieme a milizie filo-governative locali (Dkba), ha sferrato una violenta offensiva contro la guerriglia dell'Unione Nazionale Karen (Knu), conquistando un importante avamposto dei ribelli nell'est del Paese.

Guerriglieri del KnuL'obiettivo dei militari era la base karen di Khalelawse, vicino al villaggio di Ohn Phyan, 80 chilometri a sud del grande campo profughi tailandese di Mae Sot.
La minoranza Karen, circa il 7 percento su una popolazione birmana, è in lotta contro le autorità governative dal 1949 e rivendica la formazione di uno Stato autonomo karen nell'ambito di una federazione birmana dei vari Stati nazionali espressione delle diverse etnie del Paese (Shan, Rakhine, Mon, Chin, Kachin, ecc.).
Nel gennaio 2004, la giunta militare birmana e il Knu avevano raggiunto una tregua, ma le truppe governative non hanno mai rispettato l'accordo, insediandosi invece sempre di più all'interno del territorio Karen. Dal 2006 l'esercito birmano ha ripreso a lanciare periodiche offensive contro i villaggi karen, obbligando circa 30 mila persone a lasciare le proprie abitazioni e riparare nelle zone circostanti o nei campi profughi situati subito oltre il confine tailandese.

 

 
23/09/2008 15:46
Myanmar. Liberati il giornalista dissidente Win Tin e altri 9mila detenuti politici

Il più anziano prigioniero politico della Birmania, il giornalista di 78 anni, Win Tin, è stato liberato dopo 19 anni di prigionia. Tin era stato arrestato nel luglio del 1989 per aver ospitato una ragazza accusata di aver praticato un aborto clandestino, e gli sono state inflitte altre pene in prigione per agitazione e diffusione di propaganda anti governativa. Il giornalista, figura di spicco del principale partito di opposizione la Lega nazionale per la democrazia, ha rifiutato di prendere i suoi effetti personali e i vestiti civili e ha detto di voler continuare la protesta.
Win fa parte dei 9mila detenuti che sono stati liberati oggi dalla giunta birmana i come 'segno  di amore e buona volontà', in vista delle prossime elezioni per il 2010. 'Secondo la legge, avrei dovuto essere gia' rilasciato tre o quattro anni fa'', ha detto il giornalista, vestito ancora con l'uniforme carceraria, che per le sue idee si pensa sia stato rinchiuso in una gabbia per cani senza cibo. ''Non accetto questa costituzione -ha dichiarato in riferimento alla carta costituzionale approvata tra aspre critiche nel maggio scorso -Percio' devo continuare con la politica, che permetterà di porre fine al potere militare", ha concluso lo scrittore.
Secondo l'associazione Amnesty International nelle prigioni del Myanmar restano detenuti pià di due mila prigionieri politici.
 
05/08/2008 08:53
Nuovo inviato Onu per il Myanmar ha cominciato visita nel Paese

YangonIl nuovo relatore speciale dell'Onu per i diritti umani in Birmania, Tomas Ojea Quintana, ha iniziato ierila sua prima missione nel Paese governato da un regime militare. La missione inizia proprio quattro giorni prima del ventesimo anniversario della rivolta per la democrazia dell'8 agosto 1988, la cui repressione da parte dell'esercito causò la morte di 3000 persone. Quintana, che rimarrà in Birmania fino a giovedì, oggi ha incontrato otto monaci buddisti, a circa un anno dalla repressione che ha provocato, secondo il suo predecessore Paulo Sergio Pinheiro, 31 morti e 74 dispersi. L'inviato Onu ha anche incontrato quattro membri dell'organismo che coordina i soccorsi per le vittime del ciclone Nargis, abbattutosi nel sud della Birmania tre mesi fa e che ha fatto 138 000 tra morti e dispersi. Domani Quintana si recherà sul delta del fiume Irrawaddy, il luogo più colpito dalla catastrofe.

Sono previsti incontri anche con alcuni funzionari governativi, esponenti politici dell'opposizione e leader delle minoranze etniche nel Paese. Non è chiaro se Quintana incontrerà anche la leader dell'opposizione e Nobel per la Pace Aung San Suu Kyi, arrestata a più riprese per 13 anni e che ha passato gli ultimi cinque tra prigione e arresti domiciliari. 
 
01/07/2008 09:41
Myanmar, esplosione in un'agenzia governativa a Yangon

Polizia antisommossa nel MyanmarUn'esplosione si è verificata oggi all'alba nell'ex capitale Yangon, in un ufficio di un'organizzazione governativa del Myanmar i cui membri erano stati accusati di attacchi contro l'opposizione birmana. Lo hanno riferito alcuni testimoni che hanno chiesto di rimanere anonimi per paura di rappresaglie.

Lo scoppio ha colpito l'ufficio dell' "Associazione per l'unione, la solidarietà e lo sviluppo" (Usda) nel quartiere settentrionale di Shwepyithar, apparentemente senza provocare vittime. Subito dopo l'esplosione, l'area è stata occupata dalla polizia antisommossa.Nessun gruppo ha rivendicato la deflagrazione, e il governo non ha accusato nessuno.

L'Usda, un'organizzazione sociale fondata 15 anni fa e presieduta dal capo della giunta militare Than Shwe, sostiene di avere 23 milioni di membri su una popolazione di 57 milioni di persone, ed è stata acusata spesso di essere coinvolta in attacchi contro sostenitori dell'opposizione democratica. Al momento è in corso la sua trasformazione in partito politico, che verrà completata dopo le elezioni del 2010.

 
23/05/2008 09:08
Myanmar, giunta militare dà il via libera all'entrata degli operatori umanitari

La giunta militare birmana ha acconsentito all'entrata nel Paese di "tutti" gli operatori umanitari, secondo quanto riferito oggi dal Segretario generale dell'Onu, il coreano Ban Ki-moon
 
Il Segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon (a sinistra) con il ministro degli Esteri birmano, U Nyan WinBan ha incontrato oggi nella capitale birmana Naypyidaw il leader della giunta militare al potere, Than Shwe, proprio per tentare di sbloccare la questione degli aiuti umanitari alle vittime del ciclone Nargis. La giunta, che finora ha accettato tonnellate di aiuti, ha però limitato l'accesso al Paese agli operatori internazionali, sostenendo che avrebbe affrontato da sola l'emergenza. Secondo le Nazioni Unite, una cattiva gestione degli aiuti potrebbe mettere in pericolo due milioni e mezzo di sopravvissuti al ciclone, che ha provocato 133mila vittime tra morti e dispersi. 
 
15/05/2008 11:00
Birmania, approvata la Costituzione dei militari dove si è votato

I media birmani controllati dalla Giunta militare al potere in Myanmar (ex Birmania) hanno reso noto che, con il 92,4 per cento dei "Sì", la popolazione birmana ha approvato la nuova Costituzione. Nelle zone colpite dal ciclone Nargis, il 3 maggio scorso, si voterà il 24 maggio, dopo che la catastrofe che ha colpito il Paese ha causato oltre 100mila morti.

Il referendum, tenutosi lo scorso 10 maggio, è stato al centro di molte polemiche. Organizzazioni non governative che si battono per il rispetto dei diritti umani hanno denunciato un clima intimidatorio sull'elettorato, vessato da intimidazioni, brogli e ricatti. In 47 municipalità nelle divisioni del delta dell’Irrawaddy e Yangon, devastate dal ciclone Nargis, si voterà il 24 maggio prossimo. Di fatto, la nuova Costituzione consolida il potere dei militari e legittima lo status quo.
L’opposizione democratica, però, chiede un’ulteriore proroga al voto nelle aree del ciclone per via della profonda emergenza nella zona. “La gente continua a morire di fame qui e le epidemie si diffondono a macchia d’olio”, si legge in una dichiarazione della Lega nazionale per la democrazia.
I militari continuano ad ostacolare l’invio e la distribuzione di aiuti dall’estero. Poche speranze di sbloccare la crisi arrivano dalle dichiarazioni del segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, che ha intenzione "nei prossimi giorni" di mandare l'inviato dell'Onu per gli affari umanitari, John Holmes, nella ex Birmania con compiti di coordinamento.
 
 
11/05/2008 15:35
Birmania, si aggrava bilancio. Giunta continua a esportare riso

Sopravvissuti a NargisTra 60 e 100mila morti e oltre 200mila dispersi. Questo l’ultimo bilancio delle vittime del ciclone Nargis che ha colpito il Myanmar (ex Birmania) secondo le stime fornite oggi dall'Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli affari umanitari (Ocha). Il bilancio ufficiale fornito dalla giunta militare al potere nel Paese è stato aggiornato oggi a 28.458 e 33.416 dispersi.
Ma secondo il direttore regionale di Oxfam per l'Asia orientale, Sarah Ireland, i morti rischiano di diventare un milione e mezzo, quindici volte le stime più negative, se nelle prossime settimane non verrà coordinato uno sforzo di aiuti umanitari pari a quello messo insieme dopo lo tsunami. “Con 100mila o più persone già uccise probabilmente dal ciclone, ci sono tutti gli elementi per il verificarsi di una catastrofe che rischia di moltiplicare il bilancio dei morti fino a 15 volte nel prossimo futuro”, ha dichiarato la Ireland.
Intanto oggi il quotidiano britannico The Guardian rivela che la giunta del generale Than Shwe sta continuando a esportare riso all’estero invece di darlo alla popolazione. Sacchi di riso destinati al Bangladesh sono stati caricati su di una nave alla fine di questa settimana nel porto di Thilawa, alla foce del fiume Yangon. Il regime militare, che ha il monopolio delle esportazioni di riso del paese, ha detto che vuole rispettare tutti gli impegni contrattuali. Con i prezzi del riso che hanno raggiunto livelli record, più che raddoppiando da gennaio, le esportazioni sono una preziosa fonte di valuta estera per la giunta. 
 
10/05/2008 12:30
Birmania, l'ecatombe non ha fermato il referendum voluto dalla giunta

YangonLa tragedia del ciclone Nargis - gli ultimi bilanci parlano di 60mila tra morti e dispersi - non ha fermato i progetti della giunta militare al potere, che per oggi aveva previsto un referendum sulla Costituzione che dovrebbe legittimare il regime militare. Il voto è stato rimandato al 24 maggio nelle regioni colpite dal tifone, ma oggi le urne si sono aperte in gran parte del Paese, dove le operazioni di voto si sono concluse alle 11:30 ora italiana (le 16 in Birmania). Per garantire il sì al referendum il regime non ha esitato ad usare l'intimidazione e le offerte di denaro.
Il testo costituzionale sottoposto a referendum lascia ai generali tutte le leve del potere, riserva ai militari un quarto dei seggi parlamentari e il potere di dichiarare lo stato d’emergenza. Ma soprattutto esclude da ogni incarico politico i cittadini che sono stati sposati con stranieri: un escamotage per tenere fuori da ogni futuro governo la leader dell’opposizione democratica birmana, il premio Nobel per la pace Aung San Suu Kyi, vedova dello studioso inglese Michael Aris. Per queste ragioni, la Lega nazionale per la democrazia (Nld) della signora Suu Kyi, gli studenti universitari del movimento democratico e i monaci buddisti giudicano questa Costituzione un’operazione di facciata che mette una pietra tombale sulle speranze di un reale cambiamento democratico.
 
09/05/2008 09:18
Myanmar, il regime respinge i soccorsi stranieri alle vittime del ciclone

La Birmania "non è pronta" ad accettare le squadre di soccorso, così come i giornalisti, da paesi stranieri dopo l'uragano Nargis. Lo ha detto il ministero birmano degli Esteri in una dichiarazione pubblicata da un quotidiano. La giunta militare si è detta disponibile a ricevere aiuti stranieri ma sostiene di voler distribuirli autonomamente, dopo che ieri un aereo di soccorso proveniente dal Qatar è stato respinto all'aeroporto di Yangon, e il governo giapponese ha deciso di accordare un aiuto di 10 milioni dollari alla Birmania per le vittime del ciclone.

Intanto, a Bangkok l'ambasciata birmana ha chiuso oggi in coincidenza di una festa locale thailandese, dicendo a funzionari dell'Onu e agenzie di viaggio che dovranno aspettare fino a lunedì o martedì per presentare le loro richieste di visto, a confermare la scarsa disponibilità a favorire gli aiuti internazionali alle vittime del ciclone.

Il bilancio ufficiale del passaggio del ciclone Nargis è ancora fermo a quasi 23.000 morti, anche se da diverse fonti giunge la paura che le vittime siano circa 100.000. Il governo birmano ha riconosciuto che 1,5 milioni di persone sono state colpite dalla furia del vento e dalle inondazioni.

 
05/05/2008 09:22
Myanmar, per l'Onu sono diverse centinaia di migliaia i senzatetto per il ciclone Nargis

Sarebbero diverse centinaia di migliaia i senzatetto birmani causati dal passaggio del ciclone Nargis, secondo quanto reso noto da Richard Horsey, capo dell'ufficio Onu per calamità naturali di Bangkok.
 
Il ciclone, che ha colpito sabato il delta dell'Irrawaddy, avrebbe provocato la morte di almeno 351 persone, distruggendo 20.000 abitazioni e lasciando senza assistenza centinaia di migliaia di persone. L'emergenza è acuita dalle restrizioni imposte al lavoro degli operatori umanitari dalla giunta militare, che guida il Paese da 46 anni. La stessa giunta ha reso noto che il referendum sulla bozza di Costituzione proposta dai militari, previsto per il 10 maggio, si terrà ugualmente nonostante i danni provocati dal ciclone.
 
01/04/2008 15:53
Myanmar, processi segreti e critiche alla nuova Costituzione “democratica”

MyanmarSecondo Amnesty International, almeno 40 persone che manifestarono lo scorso settembre in Myanmar contro la giunta militare, sono state processate segretamente e condannate a lunghe pene detentive. Ufficialmente almeno 3mila persone furono arrestate durante la repressione delle marce di settembre. La giunta ha affermato che la maggior parte degli arrestati è stata liberata, ma, secondo l'organizzazione per la difesa dei diritti umani, almeno 700 persone sarebbero ancora rinchiuse nelle prigioni birmane. Il gruppo quindi ha esortato il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ad approvare una risoluzione al fine di aumentare la pressione a favore di riforme democratiche nel Paese. La giunta militare, infatti, ha annunciato una propria "roadmap vero la democrazia" che prevede un referendum, da tenersi il prossimo maggio sul testo di una nuova Costituzione redatta dalla giunta stessa, e l'indizione di elezioni generali nel 2010. Ma il progetto è stato fortemente criticato per i limiti imposti alla partecipazione dell'opposizione e in particolar modo di Aung San Suu Kyi, la leader della Lega Nazionale per la Democrazia, partito uscito vincitore dalle elezioni del 1988 ma mai riconosciuto dai militari. Una prima bozza della Costituzione, resa pubblica oggi dall'Associated Press, non solo prevede che la premio Nobel non possa partecipare alle elezioni perché precedentemente sposata con uno straniero, ma permette ai militari di mantenere un forte controllo sul parlamento: il 25 per cento dei seggi di entrambe le camere, infatti, saranno assegnati a esponenti dell'esercito.
 
10/03/2008 08:33
Gambari incontra nuovamente Aung San Suu Kyi

Gambari e la San Suu KyiLa leader dissidente birmana, Aung San Suu Kyi, agli arresti domiciliari daanni, ha incontrato l'inviato speciale delle Nazioni Unite perla Birmania, Ibrahim Gambari, per la seconda volta in duegiorni. La notizia è stata confermata da funzionari birmani edell'Onu. Non sono stati rivelati i contenuti del colloquio, che si svolge nella stessa residenza governativa dove si era tenuto quello precedente di sabato. Gambari, arrivato in Birmaniagiovedì per la sua terza missione di mediazione fra la giuntamilitare, che governa il Paese col pugno di ferro dal 1962, e l'opposizione, ripartirà in serata.
Gambari ha cercato di mediare per ottenere la presenza di osservatori internazionali al referendum di maggio sulla nuova costituzione proposta dalla giunta e alle elezioni previste peril 2010, le prime dal 1990 vinte da San Suu Kyie e della sua Lega nazionale per la democrazia (Nld) e annullate. La giunta hafatto sapere di aver respinto la proposta di ricevere osservatori
 
08/03/2008 11:02
La Giunta annuncia che Suu Kyi non potrà partecipare alle elezioni nel 2010

Aung San Suu Kyi, leader dell'opposizione democratica in Myanmar, non potrà partecipare alle elezioni previste nel paese asiatico governato da una giunta militare nel 2010.

suu kyiIl regime dell'ex Birmania ha oggi inoltrato all'inviato speciale delle Nazioni Unite, Ibrahim Gambari, una nota nella quale specifica che non emenderà la bozza di costituzione in modo da consentire a Suu Kyi, Premio Nobel per la pace, di partecipare alla tornata elettorale. La notizia è stata diffusa oggi dai mezzi d'informazione locali, che citano il ministro dell'Informazione birmano, generale Kyaw Hsan. Nel corso di un lungo intervento pubblicato oggi dalla stampa statale, il ministro ha informato Gambari che la giunta ha respinto la richiesta avanzata dal segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-Moon, di una modifica alla costituzione che assicuri un processo inclusivo.''La costituzione è già stata abbozzata e non deve essere ulteriormente emendata'', ha dichiarato il ministro. In una lettera datata 19 febbraio e indirizzata al capo della giunta, generale Than Shwe, il segretario generale dell'Onu chiedeva una modifica che cancellasse la clausola che non consente ai cittadini che hanno nazionalità birmana, ma sono sposati con stranieri, come nel caso di Suu Kyi, di candidarsi. Aung San Suu Kyi è vedova di Michael Aris, un professore britannico dell'Università di Oxford. La nuova costituzione, messa a punto da un gruppo nominato dalla giunta senza alcuna forma di partecipazione di altri rappresentanti politici o della società verrà sottoposta a referendum in maggio, un referendum che rientra nella 'road map' in sette punti per la democrazia voluta dalla giunta e che culminerà nelle elezioni del 2010.
 
 
11/01/2008 12:30
Birmania, colloqui di facciata con mediatore dell'opposizione

San Suu kii con Aung KiiLa leader della opposizione birmana al regime militare Aung San Suu Kii ha terminato in mattinata un incontro con il mediatore incaricato dalla dittatura militare. L'ex ministro del lavoro è incariato dei colloqui con la Lega Nazionale per la Democrazia, fondata dalla stessa pasionaria, da quasi vent'anni agli arresti domiciliari. La leader ha lasciato la sua villa affacciata sul lago centrale dell'ex capitale Rangun, dove ha trascorso ai domiciliari 12 degli ultimi 18 anni, per incontrare il generale Aung Kii, indicato ufficialmente il 10 ottobre passato dalla Giunta su pressione dell'inviato speciale Nazioni Unite, generale Ibrahim Gambari.
 
I due hanno scambiato le loro impressioni in una caserma vicino il lago Kan Dò Gyi, sul quale affaccia l'abitazione costruita da Aung San, padre di Suu Kii e protagonista dell'indipendenza dal Regno Unito nel 1948. E' il loro quarto incontro, a quasi tre mesi dal primo tenutosi a fine ottobre 2007. Solo un mese fa il portavoce del partito di Suu Kii aveva definito “poco efficaci” i colloqui fin qui tenutisi. Intanto il rigetto internazionale verso la dittatura militare sta crescendo: è di mercoledì 9 gennaio la decisione dell'Indonesia di tagliare i rapporti commerciali con Myanmar; il ministro degli Esteri di Giacarta, H. Wajudari, ha annunciato che 'Garuda', compagnia di bandiera indonesiana, non volerà più a Rangun. Inoltre, su territorio indonesiano non saranno benaccetti i membri del regime già oggetto di sanzioni da parte di Unione europea e Usa. Un modo per dare il beneplacito alle sanzioni europee e americane: si tratta del primo paese asiatico ad applicarle (almeno a parole).
 
Intanto nella capitale inventata in mezzo la foresta dai generali, Naipi Dò, questa mattina si è registrato un allarme, con un ordigno esploso nella toilette di una stazione ferroviaria. Sembra che una donna ne sia rimasta vittima. Sulla rivendicazione dell'attentato rimangono molto dubbi: in passato gli oppositori del regime hanno denunciato, in svariate occasioni, attentati dalla dinamica molto discutibile, come mezzo usato dal regime per sviare l'attenzione dalle rivendicazioni dei dissidenti.
 
02/01/2008 12:04 Aumentato di 166 volte il canone annuo
Birmania, il regime contro la Tv satellitare

BirmaniaDurante le manifestazioni dello scorso settembre, la gente di Yangon passava le sue serate di coprifuoco chiusa in casa incollata alla televisione satellitare per vedere su Cnn e Bbc cosa stesse veramente succedendo nel loro Paese. D’ora in poi non sarà più possibile.
Come regalo di capodanno alla sua amata popolazione, la giunta militare ha deciso di aumentare di 166 volte il prezzo delle licenze annuali per avere una parabola satellitare, da 6mila kyat, pari a circa 3 euro, a un milione di kyat, ovvero circa 530 euro. Contando che lo stipendio medio annuo di un dipendente pubblico è di circa 100 euro all’anno, questo aumento significa che solo pochissimi ricchi – ovvero gli alti funzionari del regime – potranno d’ora in poi permettersi il lusso della tv via satellite. Il popolo birmano è da oggi ancora più isolato dal resto del mondo.
 
 
Categoria: Diritti
Luogo: Myanmar
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