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1900 abitazioni. Fino a oggi
l'amministrazione comunale della città Santa ha apertamente
trascurato la parte orientale della città, abitata in
maggioranza da arabi con un permesso di residenza speciale, per
investire solo sulla parte ebraica. Nel tentativo di creare uno stato
di cose sul terreno, i governi israeliani che si sono succeduti negli
ultimi anni hanno tutti adottato politiche discriminatorie, per
confiscare terreni e abitazioni agli arabi di Gerusalemme est e
affermare la presenza ebraica, anche nei quartieri più
orientali, verso la Cisgiordania. Una strategia volta a circondare e
inglobare la parte araba nella cosiddetta Grande Gerusalemme. Uno
degli ultimi provvedimenti in tal senso è stato annunciato a
maggio 2007, quando il governo ha annunciato la costruzione di 20
mila nuove abitazioni per circa 90mila coloni, nella periferia
orientale della città.
Spartizione. Oggi, forse proprio
in vista dei colloqui di pace annunciati per l'autunno, il governo ha
annunciato la costruzione di 1900 abitazioni per i residenti arabi
della parte orientale di Gerusalemme. Lo scrive il Jerusalem Post,
spiegando che il nuovo quartere arabo dovrebbe sorgere in un area di
dieci ettari tra il monte Scopius e la colonia di Ma'aleh Adumim. Il progetto
rientra nell'ambito della proposta del vice premier
israeliano Haim Ramon, di dividere il controllo di Gerusalemme con i
palestinesi. In una lettera scritta al sindaco della città
santa, Ramon ha delineato una spartizione anche della città
vecchia che vedrebbe il muro del pianto e il quartiere ebraico
rimanere sotto il controllo israeliano, mentre parte del monte del
tempio, la spianata delle moschee, verrebbe affidata al controllo
palestinese“.
Conferenza di pace. Ramon ha
precisato che una simile proposta verrebbe messa in pratica solo dopo
il raggiungimento di un accordo con i palestinesi, “quando l'Anp
avrà dimostrato di essere in grado di garantire la sicurezza e
controllare il terrorismo”. Ma la sola idea ha ugualmente
sollevato le ire della destra oltranzista, niente affatto disposta a
cedere parte della città santa agli arabi. “Gerusalemme è
la città che ha riunito gli ebrei per migilaia di anni e non
può essere moneta di scambio come un semplice pezzo di terra”
ha dichiarato il ministro dell'Industria Eli Yishai del partito
ultra-ortodosso Shas. Ramon però tira dritto
assicurando che il suo piano è in linea con la visione della
nuova road map di Bush, quella stessa che dovrebbe essere argomento
della conferenza di pace di questo autunno.Naoki Tomasini