27/09/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Israele pianifica 1900 abitazioni per i restidenti arabi di Gerusalemme
Da quando il governo di emergenza si è insediato in Cisgiordania, marginalizzando la Striscia di Gaza controllata da Hamas, Israele e Autorità Palestinese hanno ricominciato a parlare di colloqui di pace. La strada per uno stato palestinese è sembrata improvvisamente più breve, ma uno dei nodi da affrontare per giungere a un accordo è lo status di Gerusalemme, che dovrebbe essere divisa in due parti, una controllata da Israele, l'altra dai palestinesi.

La moschea della Roccia1900 abitazioni. Fino a oggi l'amministrazione comunale della città Santa ha apertamente trascurato la parte orientale della città, abitata in maggioranza da arabi con un permesso di residenza speciale, per investire solo sulla parte ebraica. Nel tentativo di creare uno stato di cose sul terreno, i governi israeliani che si sono succeduti negli ultimi anni hanno tutti adottato politiche discriminatorie, per confiscare terreni e abitazioni agli arabi di Gerusalemme est e affermare la presenza ebraica, anche nei quartieri più orientali, verso la Cisgiordania. Una strategia volta a circondare e inglobare la parte araba nella cosiddetta Grande Gerusalemme. Uno degli ultimi provvedimenti in tal senso è stato annunciato a maggio 2007, quando il governo ha annunciato la costruzione di 20 mila nuove abitazioni per circa 90mila coloni, nella periferia orientale della città.

Il muro del piantoSpartizione. Oggi, forse proprio in vista dei colloqui di pace annunciati per l'autunno, il governo ha annunciato la costruzione di 1900 abitazioni per i residenti arabi della parte orientale di Gerusalemme. Lo scrive il Jerusalem Post, spiegando che il nuovo quartere arabo dovrebbe sorgere in un area di dieci ettari tra il monte Scopius e la colonia di Ma'aleh Adumim. Il progetto rientra nell'ambito della proposta del vice premier israeliano Haim Ramon, di dividere il controllo di Gerusalemme con i palestinesi. In una lettera scritta al sindaco della città santa, Ramon ha delineato una spartizione anche della città vecchia che vedrebbe il muro del pianto e il quartiere ebraico rimanere sotto il controllo israeliano, mentre parte del monte del tempio, la spianata delle moschee, verrebbe affidata al controllo palestinese“.

Mosaico con la pianta di GerusalemmeConferenza di pace. Ramon ha precisato che una simile proposta verrebbe messa in pratica solo dopo il raggiungimento di un accordo con i palestinesi, “quando l'Anp avrà dimostrato di essere in grado di garantire la sicurezza e controllare il terrorismo”. Ma la sola idea ha ugualmente sollevato le ire della destra oltranzista, niente affatto disposta a cedere parte della città santa agli arabi. “Gerusalemme è la città che ha riunito gli ebrei per migilaia di anni e non può essere moneta di scambio come un semplice pezzo di terra” ha dichiarato il ministro dell'Industria Eli Yishai del partito ultra-ortodosso Shas. Ramon però tira dritto assicurando che il suo piano è in linea con la visione della nuova road map di Bush, quella stessa che dovrebbe essere argomento della conferenza di pace di questo autunno.
 

Naoki Tomasini

Articoli correlati: Conflitto in quest'area: La scheda paese: Gli argomenti più discussi: Le parole chiave più ricorrenti:
creditschi siamoscrivicicollaborasostienicipubblicità