26/09/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



L'amministrazione Bush ha fatto lobby contro le nuove leggi ambientali volute dalla California
Con oltre 30 milioni di veicoli sulle sue strade e 1,5 milioni di automobili vendute ogni anno, quando la California prende l'iniziativa in campo ambientale, l'industria automobilistica si mette in allerta; anche perché, storicamente, i nuovi limiti alle emissioni nocive in California vengono poi estesi al resto del Paese, costringendo i produttori a investire in nuovi sistemi antinquinamento. Le lobby del motore fanno così il loro lavoro, cercando di impedire l'approvazione delle leggi più restrittive o ammorbidendo le loro disposizioni. Lo stesso lavoro che ha svolto di nascosto l'amministrazione Bush, come hanno evidenziato alcune e-mail ottenute dalla commissione della Camera dei rappresentanti che rivede le attività del governo.

L'iniziativa. Insieme ad altri 11 Stati, la California del governatore Arnold Schwarzenegger sta cercando di introdurre nuove leggi che richiederebbero di tagliare del 30 percento le emissioni nocive degli autoveicoli entro il 2016. Tale iniziativa diventa possibile solo se l'Agenzia per la protezione ambientale (Epa), un organo governativo, concede una deroga per legiferare. Questa manca ancora, dopo che la prima richiesta è stata fatta due anni fa. E la scorsa primavera il ministro dei Trasporti, Mary Peters, ha cercato di organizzare un “fronte del dissenso” alla concessione della deroga, sobillando decine di deputati e alcuni governatori statali con l'obiettivo di favorire le grandi industrie automobilistiche.

Le mail. La Peters “ha chiesto di sviluppare idee, nel più breve tempo possibile, per facilitare una presa di posizione di governatori (specialmente democratici) e altri che si oppongono al cambiamento progressivo dei regolamenti sulle emissioni, in riferimento alla richiesta di una deroga da parte della California. Dice che tali obiezioni potrebbero avere un importante effetto sul modo in cui il Congresso considera la questione”, scrisse il 22 maggio il sottosegretario ai Trasporti Jeff Shane, riferendosi alla responsabile del dipartimento. Il giorno dopo, a un'altra funzionaria del ministero, Shane chiese: “Stiamo facendo progressi nell'individuare governatori solidali? La Peters me lo ha richiesto questa mattina... Vuole parlarne di nuovo oggi pomeriggio”. In particolare, uno dei governatori contattati di persona dalla Peters è Jennifer Granholm (democratica) del Michigan, lo stato di Detroit e quindi della grande industria automobilistica.

Bush e SchwarzeneggerLe polemiche. Secondo Henry Waxman, il deputato democratico della California che presiede la commissione, questi documenti mostrano che “l'amministrazione sta cercando di mettere i bastoni tra le ruote agli sforzi della California di regolare le emissioni di gas nocivi dei veicoli”, e che la decisione dell'Epa sarà determinata da “considerazioni politiche, non nel merito della questione”. Il ministero dei Trasporti si è difeso con un comunicato in cui sostiene che le attività del suo staff erano “legali, appropriate e coerenti con la posizione che abbiamo sempre avuto sul tema”. Ma allora, ha ribattuto Waxman, il ministero non avrebbe dovuto fare questa attività di lobby di nascosto.

Decisione in vista. Le rivelazioni della commissione sono arrivate in un momento scomodo per Bush, che lunedì a New York si è incontrato con altri leader mondiali per convincerli che gli Stati Uniti hanno davvero intenzione di tagliare le emissioni di gas serra. Sempre questa settimana, a Washington è previsto un incontro sul tema con i politici dei 15 Paesi che inquinano di più al mondo. Intanto, l'Epa dovrebbe decidere entro dicembre se concedere o meno la deroga richiesta dalla California. Ma le autorità dello Stato, stufe di aspettare, hanno già minacciato di denunciare l'agenzia governativa se questa non si esprimerà prima del 22 ottobre.
 

Alessandro Ursic

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