15/07/2004versione stampabilestampainvia paginainvia



“Lavoriamo insieme e con urgenza per fermare la catastrofe globale”
dal nostro inviato
Stella Spinelli


A new global vision“La Terra è l’unica cosa che abbiamo e così la perderemo. Il problema del clima è impellente, ma possiamo risolverlo con la cooperazione mondiale”. E’ cosi che Al Gore, vice presidente Usa dell’amministrazione Clinton, ha concluso il suo intervento al summit A new global vision, organizzato dalla Regione Toscana a San Rossore (Pisa), quest’ anno dedicato ai cambiamenti climatici.

Nel padiglione centrale, fra i tanti appositamente allestiti tra i pini silvestri della tenuta San Rossore, Gore è entrato ieri mattina spalla a spalla con Romano Prodi, altro ospite d’eccezione di quello che era l’appuntamento di punta della due giorni pisana. Argomento della tavola rotonda: “Clima. La vera minaccia alla pace globale”. Moderatore, Antonio Di Bella, direttore del Tg3. A fare gli onori di casa, il presidente della Regione Toscana, Claudio Martini.

“Il mondo sta andando verso la desertificazione, la degradazione del suolo e l’innalzamento del livello del mare” ha cominciato a spiegare l’ex vice presidente degli Stati Uniti, mostrando con disinvoltura e padronanza diapositive e illustrazioni minuziosamente tradotte in italiano. Con schemi semplici e chiari, ha dato un quadro di quello a cui il nostro pianeta sta andando incontro. “E’ un pericolo graduale e per questo corriamo il rischio di non accorgercene. – ha precisato – Per impedire che il surriscaldamento del pianeta (provocato dal graduale aumento delle emissioni di anidride carbonica, CO2, che fa innalzare la temperatura media globale) ci porti alla catastrofe, occorre un’immediata presa di coscienza e una strategia comune. E’ urgente capire che salvare la Terra è un’impellenza mondiale che deve divenire il primo e più importante obbiettivo collettivo. I Paesi si devono render conto che, al cospetto di questa urgenza, le differenze che li dividono si annullano. – ha incalzato - Unirsi per questo obbiettivo di salvezza e di pace è quindi l’unica strada”.

Poi, qualche riferimento a Bush e all’impossibilità di sposare una politica del petrolio e degli idrocarburi con il progetto di evitare la degenerazione climatica. “La combustione del carbone prima e del petrolio adesso - ha spiegato Gore – provoca un’elevata emissione di CO2 e sta contribuendo pesantemente a surriscaldare il pianeta. Quindi l’opera dell’uomo sta giocando un ruolo cruciale in questo fenomeno ormai comunemente schedato come effetto serra. Ma come può un governo basato proprio su interessi petroliferi e minerari rinunciare a queste risorse per investire sulle energie alternative?” Gore ha aggiunto: “Gli Statunitensi hanno un occasione d’oro per fare qualcosa subito: votare con coscienza a novembre.”

Ha quindi preso la parola Romano Prodi: “Mi riallaccio alla linea di Gore per ribadire quanto sia importante convincere gli Usa ad aderire al protocollo di Kyoto che ha segnato il primo vero tentativo di risolvere in maniera collettiva questo grave problema mondiale. L’Europa sta lavorando per portare intanto a bordo la Russia. Ma la resistenza degli Stati Uniti ad ammettere ufficialmente l’urgenza è un grave scoglio. L’Unione Europea non si stancherà mai di insistere su come Kyoto abbia finalmente dato il senso del dramma collettivo. E’ però anche una vera opportunità per lavorare insieme e cominciare a salvare la Terra dalla catastrofe. Dobbiamo rinnovarci totalmente nel campo delle risorse energetiche, abbandonando petrolio e combustibili fossili”. Di qui un appello ai cittadini Usa: “Fate in modo che quanto prima sia possibile lavorare insieme”.

Infine la parola a Claudio Martini che si è chiesto: “I cambiamenti climatici sono un rischio per la pace?”. La risposta si è delineata chiara e incisiva: “Ogni battaglia per lo sviluppo sostenibile dell’ambiente e per il clima è una battaglia per la pace. Pace non è solo risoluzione dei conflitti bensì prevenzione. E, se non interveniamo per arrestare la catastrofe naturale, quante guerre ci saranno per l’acqua, quante per scampare alla desertificazione o per sfuggire alla fame?”.

Categoria: Ambiente
Luogo: Italia