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Ritorsione o prevenzione? Omar Fasraj, governatore della città di Khoratoh, ha dichiarato all'agenzia
stampa irachena Nina che la popolazione civile già soffre le conseguenze di queste misure, in quanto
la chiusura dei valichi ha generato una crisi di forniture alimentari e un conseguente
aumento dei prezzi. Fasraj ha dichiarato che è stata decisa anche la sospensione
di energia elettrica da parte dell'Iran verso gli uffici doganali nel versante
iracheno del Kurdistan.
La variabile curda. Ma la misura è dettata anche dalla crescente insofferenza iraniana verso la
minoranza curda interna, accusata di complottare con i curdi iracheni e gli Stati
Uniti per destabilizzare il governo di Teheran. Nei mesi scorsi, i vertici militari
iraniani avevano ammassato truppe speciali al confine con l'Iraq, distribuendo
volantini nei villaggi della zona e avvertendo che non ci sarebbe stata pietà
per chiunque fosse stato ritenuto in combutta con i ribelli curdi iraniani del
Pjak, movimento guerrigliero che punta all'autonomia del Kurdistan iraniano dal
potere centrale di Teheran. L'esercito e i ribelli si sono scontrati più volte, e secondo i vertici militari iraniani i curdi sarebbero sostenuti
a livello economico e logistico dai curdi in Iraq. Al punto che, secondo Teheran,
per tagliare le retrovie ai guerriglieri curdi è necessario costruire un muro
al confine con l'Iraq. La notizia, peraltro seguita dalle dichiarazioni del governo
turco che minacciava di costruire una barriera a sua volta al confine con il Kurdistan
iracheno, è stata confermata dal governo iraniano.
Christian Elia