24/09/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



L'Iran chiude i valichi con l'Iraq. Sale la tensione in Kurdistan
Il governo iraniano ha annunciato oggi di aver chiuso il valico di frontiera di Bashmakh, al confine con l'Iraq. La misura segue di 24 ore la chiusura di un altro passaggio tra i due paesi, quello di Barwizkhan. Secondo il quotidiano Asharq al-Awsat , i valichi blindati fra l'Iran e il Kurdistan iracheno sarebbero cinque.

il logo del pjakRitorsione o prevenzione? Omar Fasraj, governatore della città di Khoratoh, ha dichiarato all'agenzia stampa irachena Nina che la popolazione civile già soffre le conseguenze di queste misure, in quanto la chiusura dei valichi ha generato una crisi di forniture alimentari e un conseguente aumento dei prezzi. Fasraj ha dichiarato che è stata decisa anche la sospensione di energia elettrica da parte dell'Iran verso gli uffici doganali nel versante iracheno del Kurdistan.

Il motivo della ritorsione, apparentemente, dovrebbe essere l'arresto di un funzionario iraniano del consolato di Teheran a Suleymania, in Iraq. L'uomo, secondo i militari Usa in Iraq, era il tramite delle forniture militari di Teheran ai miliziani sciiti. In particolare l'esercito statunitense accusa l'Iran di aver fornito ai guerriglieri iracheni missili terra-aria Mithaq 1, in grado di abbattere elicotteri e persino aerei. Il raggio del missile, trasportabile a spalla, è di 4mila metri, ed è fornito di un sistema a raggi infrarossi che gli consente di seguire fonti di calore e di abbatterle, anche di notte.

La variabile curda. Ma la misura è dettata anche dalla crescente insofferenza iraniana verso la minoranza curda interna, accusata di complottare con i curdi iracheni e gli Stati Uniti per destabilizzare il governo di Teheran. Nei mesi scorsi, i vertici militari iraniani avevano ammassato truppe speciali al confine con l'Iraq, distribuendo volantini nei villaggi della zona e avvertendo che non ci sarebbe stata pietà per chiunque fosse stato ritenuto in combutta con i ribelli curdi iraniani del Pjak, movimento guerrigliero che punta all'autonomia del Kurdistan iraniano dal potere centrale di Teheran. L'esercito e i ribelli si sono scontrati più volte, e secondo i vertici militari iraniani i curdi sarebbero sostenuti a livello economico e logistico dai curdi in Iraq. Al punto che, secondo Teheran, per tagliare le retrovie ai guerriglieri curdi è necessario costruire un muro al confine con l'Iraq. La notizia, peraltro seguita dalle dichiarazioni del governo turco che minacciava di costruire una barriera a sua volta al confine con il Kurdistan iracheno, è stata confermata dal governo iraniano.

La tensione sale anche in Iraq settentrionale, quindi, l'unica zona del paese che sembrava meno esposta alle violenze settarie, ma crocevia d'interessi strategici fondamentali per gli equilibri futuri della regione.

Christian Elia

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