21/09/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Accanto a tanti film, contro l'amministrazione americana si scagliano adesso anche i videogames
America's ArmySulle riviste specializzate, oltre che su gran parte della stampa italiana ed internazionale, negli ultimi tempi sono apparse notizie dal mondo dei videogames riguardanti perlopiù questioni di censura per eccessi di sesso e violenza, oppure sull'esistenza di giochi con intenti propagandistico-militari, da quelli “ufficiali” - come l'americano America's Army - ai numerosi titoli prodotti da fondamentalisti islamici o da volonterosi giovani musulmani. Se si dibatte sui contenuti più espliciti di alcuni controversi titoli, manca però del tutto un'analisi dei soggetti e delle sceneggiature proposte, attraverso i videogiochi a milioni, di persone: in questo senso, fino a oggi, l'impegno sociale e politico è stato affiancato ai videogiochi solo quando questi hanno mostrato un approccio didattico. D'altronde, i primi responsabili di questa situazione sembrano essere gli stessi produttori, con la loro scarsa propensione ad affrontare storie che vadano al di là di certi consolidati clichè narrativi, come dimostra la tendenza ad usare marines nel ruolo di protagonisti in vicende a sfondo bellico, dai deserti mediorientali fino al secondo conflitto mondiale, con la sua netta distinzione fra “buoni” e “cattivi”.
The Black SiteIl sito nero. Rispetto a questo scenario, però, vanno oggi in controtendenza alcuni titoli in procinto di affacciarsi sul mercato: il primo di questi, davvero imminente, è un videogioco d'azione e fantascienza intitolato “Black Site”, la cui trama offre una serie di spunti critici sul terrorismo e sulla gestione della guerra in Iraq da parte dell'amministrazione Bush, mischiando alieni a pozzi di petrolio in fiamme. Il game-designer di Black Site, Harvey Smith, in passato ha già avuto modo di suggerire ai videogiocatori interpretazioni molto sfaccettate della realtà in cui vivono, con lo sviluppo di famosi giochi di ruolo a sfondo “cyberpunk”, da Deus Ex 2 (dove le motivazioni dei terroristi del futuro assomigliano terribilmente a quelle odierne) fino a System Shock: in un'intervista apparsa sulla nota rivista di settore, The Games Machine, Smith ha dichiarato che uno degli intenti della sua nuova creatura è appunto quello di affrontare, senza ridicolizzarli, argomenti come la guerra in Iraq e i centri di detenzione segreta, “analizzando i moderni conflitti e le loro implicazioni etiche”. C'è chi prevede tentativi di censura e conseguenti appelli al quinto emendamento (la casa produttrice è l'americana Midway), mentre altri pensano ad una sostanziale noncuranza da parte di Washington, dato che il cinema e la televisione hanno ormai immunizzato la Casa Bianca da polemiche di questo genere.
Grand Theft Auto IVCiò che è sbagliato in America. Il secondo titolo a sfidare apertamente l'amministrazione Bush, in particolar modo sulla gestione della politica internazionale, è il quarto capitolo della nota e controversa serie di Grand Theft Auto (Gta), che vedrà come inedito protagonista un immigrato dall'est Europa. La vera novità è però un'iniziativa preliminare al gioco stesso, voluta per renderne l'atmosfera più vicina possibile a quella dell'America contemporanea. Chiamando un numero telefonico statunitense, è infatti possibile lasciare un messaggio di commento sul tema “Ciò che è sbagliato in America”: successivamente, alcune dichiarazioni saranno inserite in una delle radio che il giocatore potrà ascoltare mentre gioca a Gta IV, come se fossero frasi pronunciate in un vero talk show. In particolare, sul sito ufficiale wkttradio.com (We Know The Truth Radio), si invitano i giocatori ad esprimere opinioni in merito alla cosiddetta “war on terror” post-11 settembre , con risultati analoghi a quelli dei recenti sondaggi sull'argomento, che dimostrano ulteriori cali di popolarità per la politica mediorentale di Bush.
Mario Baccigalupi*
Parole chiave: Grand Theft Auto, Baccigalupi, Black Site, Bush
Categoria: Media
Luogo: Italia