20/09/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Un dibattito infiamma gli Usa: a quale legge devono sottostare i contractors?

Agenti della BlackwaterDopo la revoca della licenza alla Blackwater, la società Usa di contractors responsabile, domenica scorsa, dell'omicidio di dieci civili durante uno scontro a fuoco a Baghdad, esplode negli Stati Uniti la polemica sull'impiego di guardie di sicurezza private nel conflitto iracheno. Al centro del dibattito si situa lo status giuridico degli oltre 25 mila 'mercenari' impegnati come guardie armate in Iraq. A quale ordinamento giuridico sono assoggettati? Una domanda alla quale è difficile rispondere, dato che, fino a quando il Paese è rimasto sotto l'amministrazione americana, il governo Usa ha sempre sottratto i suoi dipendenti, contractors inclusi, dalla legge irachena. Lo scorso anno, il Congresso ha dato mandato al Dipartimento della Difesa per l'elaborazione di un provvedimento che rendesse i contractors perseguibili al pari dei soldati statunitensi, sottoponendo ogni eventuale reato al giudizio di una corte marziale. Il Pentagono si è finora rifiutato di applicare il codice militare alla security privata di aziende come la Blackwater, la Dyn Corp o la Triple Canopy, le tre principali società cui la Difesa Usa ha appaltato il 'lavoro sporco'.

Funerali dei civili iracheni a BaghdadA sangue freddo. I contractors godono di una virtuale immunità, sia rispetto all'ordinamento giuridico iracheno che a quello statunitense. Nel dicembre scorso, presumibilmente in seguito a una lite, una guardia della Blackwater ha ucciso una guardia del corpo del vicepresidente Adel Abdul Mahdi. Dopo l'episodio è stato espulso dall'Iraq, senza dover affrontare nessun tribunale e nessuna accusa a carico. Ieri, il Primo ministro iracheno al Maliki, riferendosi ai fatti di domenica, ha parlato di 'omicidio a sangue freddo', affermando che si tratta del settimo episodio in cui sono rimasti coinvolti uomini della Blackwater. Maliki ha minacciato di cacciare la società dal Paese, una mossa che l'amministrazione Bush cercherà di evitare ad ogni costo. La questione sta determinando l'acuirsi delle tensioni tra i due governi. Ogni sforzo teso a bloccare azioni legali contro la Blackwater da parte del Pentagono paleserebbe (in maniera assai più flagrante di quanto non avvenga) la reale natura del governo-fantoccio di al Maliki e la sua sudditanza agli Stati Uniti.

Al Maliki, premier irachenoNessuno escluso. Mentre la Blackwater continua a sostenere che i suoi uomini hanno "risposto in modo legale e appropriato ad un attacco da parte di miliziani armati", a Washington infuria la querelle su quali provvedimenti adottare per disciplinare le attività delle aziende di contractors. Alla chetichella, il senatore democratico John Kerry (Massachusetts) e quello repubblicano Lindsey Graham (South Carolina), sono riusciti a introdurre nel pacchetto di bilancio presentato dal Pentagono un emendamento per ricondurre tutti i contractors al codice militare. Tuttavia, dall'emendamento erano esclusi i 'mercenari' assoldati dal Dipartimento di Stato, come gli uomini della Blackwater. Graham ha annunciato ieri che farà pressione al Senato affinché la misura venga estesa al più presto a tutti i contractors. Intanto, il Consiglio supremo dei giudici di Baghdad ha invitato i familiari delle vittime dell'incidente di domenica scorsa a rivolgersi ai tribunali iracheni per denunciare i responsabili dell'accaduto.

Luca Galassi

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