24/09/2007
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A pochi giorni dall'inizio delle elezioni presidenziali il paese dei cedri é ancora diviso
Scritto per noi da
Erminia Calabrese
A pochi giorni dall’inizio delle elezioni presidenziali il paese dei cedri é
ancora diviso in due blocchi e il dialogo sembra difficile. A un anno dall’inizio
della crisi, le forze politiche paralizzano ancora il paese.
Beirut. La scena politica libanese è diventata totalmente surreale. Un parlamento che
non si riunisce dall’ inizio dell’anno. Un consiglio dei ministri privo, dal novembre
scorso, dei rappresentanti della comunità sciita e di uno dei due rappresentanti
della comunità greco – ortodossa. Un governo ritenuto da molti illeggittimo in
quanto non rappresentativo di tutte le comunità libanesi, secondo quanto prevede
invece la legislazione del paese Un sit – in organizzato dall’ opposizione capeggiata
da Hezbollah, Amal e Corrente Patriottica Libera che blocca il centro città e
l’economia di un paese, dal dicembre scorso, chiedendo le dimissioni dell’attuale
premier Fuad Seniora e nuove elezioni legislative. Il Premier Seniora ostina il
suo rifiuto a qualsiasi cambiamento forte del sostegno che ha dai governi occidentali
e dall’Arabia Saudita e va avanti moltiplicando i suoi incontri diplomatici con
vari premier occidentali.
Elezioni o nuove violenze? Le elezioni presidenziali sono previste tra la fine di questo mese, data della
riapertura del Parlamento, e il 25 Novembre prossimo, data della fine del mandato
dell’attuale Presidente Emile Lahoud. L’elezione da parte del parlamento di un
nuovo presidente (che sarà un cristiano maronita, secondo la divisione confessionale
del potere in Libano), deve essere fatta nei due mesi precedenti la fine del mandato
dell’attuale presidente, cio non significa dunque che il 25 settembre ci sarà
già un risultato. L’articolo 49 della costituzione libanese prevede che il presidente
sia eletto con i 2/3 del quorum, cioe 86 su 128 deputati. Sono molti a temere
una nuova escalation di violenza nel paese dei cedri. « Per adesso la situazione
è abbastanza tranquilla ma la gente ha paura di una nuova guerra che potrebbe
scoppiare tra i due blocchi maggioranza e opposizione se non ci sarà un accordo
sulle presidenziali », ripete Hassan, 20 anni. La maggioranza presenterà alle
elezioni tre candidati : i deputati Butros Harb e Robert Ghanem e l’ex parlamentare
Nassib Lahoud. L’opposizione ha un solo candidato l’ex generale Michel Aoun, alleato
di Hezbollah. «La maggioranza è divisa, ha presentato tre candidati ma del resto
non credo che queste elezioni ci saranno poiché non penso ci sarà intesa tra maggioranza
e opposizione », dice Elie, 25 anni. “ Non ci saranno le elezioni e dopo il 25
Novembre la situazione potrebbe diventare veramente critica.Forse avremo due presidenti
e chi lo sa?”, ripete Rabia, 40 anni, madre di tre bambini.