Intervista a El Othmani, segretario generale del Pjd, grande sconfitto alle legislative
PeaceReporter,
in collaborazione con la ricercatrice marocchina Nezha
Elouafi, della Ecole
des hautes études en sciences sociales
di Parigi, ha intervistato Saadeddine El Othmani,
segretario generale del Partito della Giustizia e Democrazia (Pjd)
del Marocco. Il Pjd era il grande favorito delle elezioni legislative
tenutesi in Marocco il 7 settembre scorso, ma ha ottenuto un
risultato molto meno soddisfacente del previsto. A favore dei
nazionalisti, che si confermano al governo. Accostato spesso al
movimento islamista moderato di Erdogan in Turchia, per altri copia
il modello di welfare che ha portato alla vittoria Hamas in
Palestina.
Per i suoi detrattori, invece, è un pericolo per lo
stato laico e, seppur meno di altri movimenti in Marocco, è guardato
con sospetto dopo il ritorno della violenza di stampo integralista,
dalla quale però il Pjd ha sempre preso le distanze con
decisione.
Qual è il suo progetto per un
Marocco democratico e libero, sapendo che l'ispirazione
politico-religiosa e quella democratica non sempre possono
coesistere?
Questo è un giudizio di valore.
Il Pjd non è una formazione religiosa! Non smetteremo mai di
ripeterlo. Il Pjd è un partito politico, che lega il suo
programma ai valori dell’Islam.E i valori dell’Islam sono
fondati sul rispetto dell’altro e sulla pluralità dei punti
di vista.
Il Pjd è, di per sé, un
sostenitore della società democratica. E' un
partito organizzato su basi democratiche e trasparenti.
Qual è il messaggio che
lanciate alla popolazione europea che, a volte, non si fida dell’Islam
moderato?
È necessario distinguere tra
coloro che ci conoscono e coloro che non ci conoscono. Coloro che
non ci conoscono possono farsi dei preconcetti sul Pjd, attraverso i
mass media che cercano di demonizzarci. Tocca a noi comunicare
principalmente con queste persone.
Tra coloro che ci conoscono, invece,
bisogna distinguere tra quelli che accettano il Pjd e coloro che per
principio rifiutano qualsiasi idea di avvicinamento tra il mondo religioso (con
l’Islam nel caso del Marocco) e quello politico. Una particolare visione
della laicità impedisce loro di comprendere appieno la realtà
marocchina.
Come spiega l’inattesa percentuale
del Pjd, quando tutto il mondo prevedeva un trionfo del suo partito
alle elezioni legislative marocchine?
Il Pjd resta la principale forza
politica in Marocco. Le elezioni del 7 settembre 2007 l’hanno
dimostrato, perché nonostante la massiccia compravendita di
voti da parte di molti malavitosi, il Pjd ha ottenuto un ottimo
risultato. La sola spiegazione del risultato è l’impiego di
denaro per l’acquisto del voto dai poveri, che ha così
alterato l'esito finale.
Potrebbe spiegare le differenze e
gli eventuali obiettivi in comune con l'al-adl Wal Ihsane, il
movimento islamista guidato dallo sceicco Abdessalam Yassin, che ha
boicottato il voto?
Noi accettiamo di collaborare nel
quadro delle istituzioni marocchine. E loro no.
Quale indica come modello politico
internazionale simile al Pjd? Per molti osservatori è il
partito di Erdogan in Turchia. E' d'accordo con questo accostamento?
Quella di Erdogan é
un'esperienza che ci arricchisce molto. Siamo molto felici per i
nostri fratelli turchi, ma il loro caso non può essere
riportato alla realtà marocchina. Il caso turco ci dà
l’ispirazione e ci stimola
Quali indicherebbe come i principali
problemi sociali del Marocco? Sono al centro del vostro programma
politico?
La corruzione, la povertà,
l'analfabetismo, la giustizia e la mancanza di competitività
nell’economia e nel sistema formativo. Tutti questi problemi sono
al centro delle preoccupazioni del Pjd.
Ritiene che il modello del welfare
che ha garantito ad Hamas la vittoria in Palestina potrebbe
avvantaggiare anche voi in Marocco?
Il caso marocchino non può
essere minimamente confrontato al contesto socio-economico di
disfacimento che divide la popolazione palestinese.
Nezha
Elouafi
Christian Elia