18/09/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Il Parlamento francese discute la controversa riforma dell'immigrazione

Nicolas SarkozyL'ingresso in una Francia aperta e tollerante non sarà più una realtà per i migranti arabi o africani, e per i loro parenti. Presto, sarà forse solo un sogno. A volte, un vero e proprio incubo. La stretta legislativa che il Parlamento francese si appresta a discutere, e sicuramente a votare, nei prossimi due giorni, rappresenta uno dei provvedimenti protezionistici più duri a livello europeo nel campo dell'immigrazione. Nonostante il sorprendente invito del Commissario europeo alla Giustizia, Franco Frattini, a "cambiare il tradizionale modo di pensare" riguardo all'immigrazione, e a vederla, quando ben gestita, come "un arricchimento e un fenomeno inevitabile del mondo attuale" piuttosto che come "una minaccia", il presidente francese Nicolas Sarkozy introdurrà misure che limiteranno notevolmente l'ingresso di nuove risorse umane e faranno discutere lungamente i difensori dei diritti umani e delle libertà civili.

Immigrati in codaLa prova biologica. Sarkozy, che ha già promesso quote di espulsione di 25 mila immigrati irregolari all'anno, ha elaborato una serie di provvedimenti che vanno dall'obbligo di conoscenza del francese all'introduzione del test del Dna, ovviamente a carico dell'immigrato. La proposta di legge per i ricongiungimenti familiari prevede infatti che i nuovi, potenziali cittadini francesi al di sopra dei 16 anni si sottopongano a un colloquio nei loro Paesi per dimostrare di padroneggiare la lingua e conoscere i 'valori civici' del Paese nel quale arriveranno. I richiedenti dovranno garantire per la 'buona condotta' dei loro figli, provando di avere stipendi non inferiori ai 1.600 euro al mese per poterli mantenere. Se un funzionario dell'ufficio immigrazione dubita che i futuri immigrati abbiano un legame di sangue con il richiedente, potrà obbligarli a effettuare - a proprie spese - il test del Dna. Tale misura, introdotta solo di recente dagli estensori della legge, tra cui Thierry Mariani, deputato dell'Ump, uomo di fiducia del presidente, si è resa necessaria - ha spiegato lo stesso Mariani - per limitare le crescenti frodi burocratiche. Secondo uno studio condotto da un altro deputato dell'Assemblea parlamentare francese, Adrien Gouteyron, almeno la metà dei certificati di nascita o di matrimonio di cittadini di Stati africani come il Togo, il Senegal o la Costa d'Avorio, sarebbero falsi.

La protesta delle banlieuesLa prova del fuoco: le banlieues. La percezione della nuova legge in materia d'immigrazione nella società francese è variabile. A sinistra, è considerata un tradimento degli ideali di solidarietà, uguaglianza, accoglienza, storicamente patrimonio della Francia. Il partito socialista è troppo concentrato sulla polemica interna Jospin-Royale per poter esibire in aula un'opposizione compatta e unitaria alla legge. La maggioranza conservatrice, che aveva storto il naso per concessioni troppo generose sul welfare, non potrà che approvare a pieni voti la legge. Il terreno sul quale lo scontro si farà aperto sarà probabilmente quello delle banlieue. Nei sobborghi parigini, per gli immigrati la riforma si tradurrà in nuovi controlli di polizia, verifiche sui documenti di identità e, soprattutto, nuove deportazioni.

Luca Galassi

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