18/09/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Il primo ministro nepalese si rifiuta di abolire la monarchia e i Maoisti abbandonano il Governo di pacificazione
di gianluca Ursini
 
il leader maoista PrachandraIl partito Maoista nepalese ha abbandonato l'esecutivo di pacificazione nazionale dopo avere mancato un accordo con il primo ministro sull'abolizione della monarchia a Kathmandu. Un ultimatum politico era già stato consegnato nel fine settimana dal leader comunista Prachanda ai sette partiti alleati che con loro formavano il governo. Nell'ultimatum si indicavano 8 condizioni per mantenere i maoisti nella coalizione; una di queste era la forma di governo repubblicana. Uno dei ministri maoisti, Dev Gurung, ha fatto da portavoce all'intera compagine governativa comunista, affermando che "siamo stati costretti a presentare al premer le nostre dimissioni, vista l'impossibilità a far progredire il dialogo". I maoisti nel novembre 2006 avevano siglato uno storico accordo per mettere fine a un conflitto durato oltre una decade, con la decisione di arrivare ad un'Assemblea speciale che decidesse della forma costituzionale del Nepal. Accordo che seguiva un armistizio siglato nella primavera del 2006, a seguito dello spodestamento del re.
 
pronti a scendere in piazza?Alleati sconcertati Fino all'ultimo gli altri partiti di governo hanno provato a convincere i maoisti a disdire le manifestazioni di piazza previste in opposizione alla monarchia. Il 26 novembre sono previste le elezioni per la nuova assemblea, che potremmo definire costituente. Ma i maoisti hanno deciso che re Gyanendra sta "provando a sabotare il regolare svolgimento della consultazione", ragion per la quale andrebbe dichiarata la repubblica prima di quella data. Il rischio è che le manifestazioni di oggi facciano saltare l'armistizio arrivato a chiudere un conflitto che andava avanti dal 1996, con 13mila morti e una economia basata su agricoltura e turismo annientata nelle zone sottoposte al controllo maoista. Il leader maoista Prachanda ha lanciato le manifestazioni di piazza ma ha promesso il rispetto del cessate il fuoco in vigore con le truppe governative. E' difficile che una richiesta come quella di destituire dal trono la monarchia possa essere attuata in così breve tempo, considerando che Gyanendra era già stato privato nell'aprile 2006 di ogni potere effettivo, dall'economia alle forze armate, al momento di costituire il nuovo esecutivo attualmente al potere
 
soldati maoistiTutto rimandato Tutto si chiarirà domani con una grande manifestazione nazionale convocata in piazza nella capitale, vicino l'attuale parlamento. I loro avversari politici stanno spargendo la voce nel paese che i comunisti non sono abituati al confronto democratico e stanno solo cercando di rimandare il giorno del voto perché non sono sicuri di conquistare la maggioranza dei seggi in questa eventuale assemblea costituente. Lok Raj Baral del 'Nepal centre for strategic studies' ha diffuso un sondaggio nel quale si ipotizza che i Maoisti non arriverebbero nemmeno alla quota di seggi detenuta dalle altre formazioni loro rivali, e che starebbero cercando d'organizzarsi meglio sul territorio in vista dell'importante appuntamento elettorale. 

Gianluca Ursini

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