17/09/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Venezuela, monta la polemica politica all'interno della coalizione di governo che sostiene il presidente Hugo Chavez.L'opposizione ne approfitta e attacca
 
Continuano le polemiche per i cambiamenti alla Costituzione venezuelana, da molti temuti per l'eccessivo potere che conferiscono a Chavez.
Nel corso degli ultimi mesi alcuni analisti politici internazionali si sono limitati a sostenere che nella dialettica politica di una nazione grande come il Venezuela può anche accadere che due gruppi appartenenti allo stesso schieramentoabbiano delle divergenze. Adesso, però, sembra proprio che qualcosa nel rapporto fra i chavisti duri e puri e il gruppo Podemos si sia definitivamente incrinato.

Il simbolo dell'organizzazione PodemosI fatti. Dubbi sullo “spirito democratico” del progetto di riforma della Costituzione sono stati espressi dai militanti di Podemos, uno dei gruppi politici che da sempre ha sostenuto il presidente Chavez. Per voce di Baudilio Reinoso, segretario dell'organizzazione, sono arrivate parole di fuoco. “Mi spiace che il signor presidente non si comporti come un capo di Stato. Noi l'abbiamo sempre sostenuto e trattato con molto rispetto. Non è però possibile che lui inviti tutti alla discussione e poi quando un gruppo pone sul tavolo delle questioni o delle opinioni sulla riforma della Costituzione, abbia in cambio solo aggressioni da ogni punto di vista”.
Effettivamente Chavez aveva già attaccato duramente i suoi alleati durante la discussione sulla necessità della creazione del partito socialista unito.
Anche in questo caso la sua reazione non si è fatta attendere. “Siamo davanti alla diserzione di un gruppo – ha detto il leader bolivariano – e non abbiamo bisogno di gente indecisa dalla doppia faccia”.
Per questo Chavez potrebbe ben presto perdere l'appoggio di Podemos, che nonostante sia un gruppo piuttosto “piccolo”, ha un'importanza rilevante nello schieramento politico che sostiene il presidente e nel 2006 porto poco meno di un milione di voti.

Il giovanissimo dirigente di Chacao (quartiere stupendo e sicuro di Caracas) Leopoldo LopezL'opposizione. C'è da stupirsi che ad attaccare Chavez siano gli stessi che fino a poco tempo fa lo sostenevano a spada tratta. Ovviamente l'opposizione (o quel che resta dell'opposizione) ha colto la palla al balzo per tirare fuori le unghie e rincarare la dose.
Leopoldo Lopez, direttore politico di Un Nuovo Tiempo a Caracas (la lista politica del governatore dello stato di Zulia e feroce oppositore al Chavismo, Manuel Rosales) ha fatto sapere che l'unico obiettivo della riforma costituzionale di Chavez è quello di accentrare il potere nelle sue mani. “E' chiarissimo quello che vuole fare Chavez con la riforma” ha detto Lopez “vuole solo avere tutti i poteri”. Secondo Lopez basterebbe dare un'occhiata al progetto per rendersene conto. “Articolo 60: il presidente deciderà...Articolo 70: il presidente deciderà...Articolo 300: il presidente deciderà. Insomma in questa riforma tutto è deciso dal presidente. E' quindi falso quello che dice Chavez, che i cambiamenti alla costituzione serviranno per dare maggiori poteri al popolo”.
La partita è appena cominciata. Sicuramente non terminerà nei tempi regolamentari.

Alessandro Grandi

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