scritto da
Andrea Trucchi
Una
campagna internazionale per denunciare l'inizio del megaprogetto
turistico
Los Micos Beach & Resort Centre, sulla costa
della Bahía de Tela, nei Caraibi dell'Honduras, proprio a
pochi colpi di remi dall'
Isola dei famosi. A promuoverla il
Collettivo Italia Centro America (Cica) appoggiato da quelle comunità
garifunas, (uno dei principali gruppi etnici del paese)
, che
verranno danneggiate dal progetto perché radicate nelle
splendide zone di San Juan Tela, Tornabé, Miami, Triunfo de la
Cruz, e affiliate alla
Organización Fraternal Negra de
Honduras (Ofraneh).
I soldi. Questo
progetto è finanziato dal Banco Interamericano de Desarrollo
(Bid) attraverso un credito di 14,9 milioni di dollari, e prevede la
costruzione di un mega complesso situato su un'area di oltre 500
ettari di terreno e su tre chilometri di spiaggia. All'interno di
Los
Micos Beach & Resort Centre, quattro lussuosi hotel, 256 case
di lusso, centri commerciali, parchi tematici, percorsi per
passeggiate a cavallo e l'immancabile campo da golf, per realizzare
il quale si dovranno riempire 80 ettari della Laguna de Micos.
Per i
denuncianti, tutto questo comporterebbe "un serio pericolo in
caso di uragani, rischio che aumenta come conseguenza del
riscaldamento globale ed i suoi effetti sui fenomeni meteorologici,
oltre che delle alterazioni della batimetria della Bahía de
Tela da dove si pretende estrarre il materiale per il riempimento
della palude”. Questo progetto, inoltre, incrementerebbe la grave
crisi idrica che stanno vivendo le comunità della zona, le
quali dovranno disputarsi l'uso dell'acqua col campo da golf e gli
hotel a quattro stelle. Un quadro che andrà a compromettere
l'equilibrio idrico della zona, “provocando l'alterazione dei corsi
di acqua e, pertanto, del funzionamento degli stessi humedales
(paludi), aumentando così il rischio di inondazioni nelle
comunità limitrofe e nella città di Tela durante i
periodi delle piogge".
La
storia del progetto. La Laguna de Micos è protetta dalla
Convenzione Internazionale di Protezione delle Paludi, conosciuta
come Ramsar ed è parte del Parco Nazionale Jeannette Kawas
(PNJK). Secondo Ofraneh, "il progetto turistico
Los Micos
Beach & Resort Centre, il quale prevede un investimento
calcolato tra i 140 ed i 200 milioni di dollari, è parte del
Programma Nazionale di Turismo Sostenibile (HO-0195), che prevede
anche la costruzione di un aeroporto accanto alla Rovine Maya di
Copàn, in un luogo conosciuto come
Piedras Amarillas.
Solo l’intervento dell’Unesco è riuscito a frenare gli
imprenditori turistici, che arrivarono all’estremo di utilizzare
l’attuale ministro della Cultura per fare pressione sull'organismo
internazionale affinché ritirasse la distinzione di Patrimonio
dell'Umanità concessa alle Rovine Maya, e poter così
procedere con la costruzione dell’aeroporto".
Le
prove. Uno studio tecnico elaborato dalla Fondazione per la
Protezione di Lancetilla, Punta Sal e Texiguat (PROLANSATE),
organizzazione non governativa con incarico istituzionale di
conservazione del Parco Nazionale Jeanette Kawas, ha dimostrato che
il progetto provocherebbe un impatto ambientale disastroso e
violerebbe numerosi accordi internazionali (Accordo sulla Diversità
Biologica - CBD; Accordo per la Conservazione della Biodiversità
e Protezione delle Aree Naturali in America Centrale - decreto
183/94), leggi forestali nazionali, direttive ambientali e anche il regolamento
interno del Parco.
Zona del
progetto. La storia di sfruttamento di queste zone dei Caraibi
honduregni è anche macchiata di sangue per la repressione
contro le comunità garífunas, le quali si sono
organizzate e opposte all'occupazione e allo sfruttamento delle loro
terre ancestrali, sulle quali vivono da più di 200 anni.
Impresa
italiana coinvolta nel progetto. Come ennesimo esempio
dell'enorme e crescente debito socioecologico dell'Unione Europea con
il Centroamerica, l'impresa costruttrice italiana Astaldi, una delle
più importanti di questo paese, si prepara per iniziare i
lavori della struttura base del megaprogetto turistico di Bahía
de Tela. Questa stessa zona è già molto conosciuta in
Italia, dato che da anni è scenario del famoso reality show
"L'isola dei Famosi", prodotto e trasmesso dalla Rai.
Secondo il
comunicato diffuso dal CICA durante la presentazione della campagna
internazionale contro il progetto ed il coinvolgimento della Astaldi,
"l'impresa italiana e il ministero del Turismo honduregno hanno
già messo la prima pietra del progetto lo scorso 17 agosto e
l'impresa s'incaricherà di realizzare la rete di
infrastrutture di base, per un importo complessivo di circa 18
milioni di dollari, costruendo le strade, le fognature, il sistema
elettrico, quello per la raccolta dei rifiuti solidi e per
immagazzinare l'acqua potabile". La stessa impresa, contattata
al telefono dai membri del Cica, ha detto che "il progetto
turistico porterà sviluppo, ricchezza e lavoro nella regione".
Pertanto, Astaldi ha invitato a dirigere le preoccupazioni e le
denunce direttamente al committente, in questo caso il governo
dell'Honduras.