17/09/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Una campagna internazionale contro il megaprogetto turistico sulla Bahia di Tela
scritto da
Andrea Trucchi
 
Una campagna internazionale per denunciare l'inizio del megaprogetto turistico Los Micos Beach & Resort Centre, sulla costa della Bahía de Tela, nei Caraibi dell'Honduras, proprio a pochi colpi di remi dall'Isola dei famosi. A promuoverla il Collettivo Italia Centro America (Cica) appoggiato da quelle comunità garifunas, (uno dei principali gruppi etnici del paese), che verranno danneggiate dal progetto perché radicate nelle splendide zone di San Juan Tela, Tornabé, Miami, Triunfo de la Cruz, e affiliate alla Organización Fraternal Negra de Honduras (Ofraneh).

Donna garifunas sulle coste di San Juan de la Tela, HondurasI soldi. Questo progetto è finanziato dal Banco Interamericano de Desarrollo (Bid) attraverso un credito di 14,9 milioni di dollari, e prevede la costruzione di un mega complesso situato su un'area di oltre 500 ettari di terreno e su tre chilometri di spiaggia. All'interno di Los Micos Beach & Resort Centre, quattro lussuosi hotel, 256 case di lusso, centri commerciali, parchi tematici, percorsi per passeggiate a cavallo e l'immancabile campo da golf, per realizzare il quale si dovranno riempire 80 ettari della Laguna de Micos.
Per i denuncianti, tutto questo comporterebbe "un serio pericolo in caso di uragani, rischio che aumenta come conseguenza del riscaldamento globale ed i suoi effetti sui fenomeni meteorologici, oltre che delle alterazioni della batimetria della Bahía de Tela da dove si pretende estrarre il materiale per il riempimento della palude”. Questo progetto, inoltre, incrementerebbe la grave crisi idrica che stanno vivendo le comunità della zona, le quali dovranno disputarsi l'uso dell'acqua col campo da golf e gli hotel a quattro stelle. Un quadro che andrà a compromettere l'equilibrio idrico della zona, “provocando l'alterazione dei corsi di acqua e, pertanto, del funzionamento degli stessi humedales (paludi), aumentando così il rischio di inondazioni nelle comunità limitrofe e nella città di Tela durante i periodi delle piogge".
 
La storia del progetto. La Laguna de Micos è protetta dalla Convenzione Internazionale di Protezione delle Paludi, conosciuta come Ramsar ed è parte del Parco Nazionale Jeannette Kawas (PNJK). Secondo Ofraneh, "il progetto turistico Los Micos Beach & Resort Centre, il quale prevede un investimento calcolato tra i 140 ed i 200 milioni di dollari, è parte del Programma Nazionale di Turismo Sostenibile (HO-0195), che prevede anche la costruzione di un aeroporto accanto alla Rovine Maya di Copàn, in un luogo conosciuto come Piedras Amarillas. Solo l’intervento dell’Unesco è riuscito a frenare gli imprenditori turistici, che arrivarono all’estremo di utilizzare l’attuale ministro della Cultura per fare pressione sull'organismo internazionale affinché ritirasse la distinzione di Patrimonio dell'Umanità concessa alle Rovine Maya, e poter così procedere con la costruzione dell’aeroporto".
 
Le prove. Uno studio tecnico elaborato dalla Fondazione per la Protezione di Lancetilla, Punta Sal e Texiguat (PROLANSATE), organizzazione non governativa con incarico istituzionale di conservazione del Parco Nazionale Jeanette Kawas, ha dimostrato che il progetto provocherebbe un impatto ambientale disastroso e violerebbe numerosi accordi internazionali (Accordo sulla Diversità Biologica - CBD; Accordo per la Conservazione della Biodiversità e Protezione delle Aree Naturali in America Centrale - decreto 183/94), leggi forestali nazionali, direttive ambientali e anche il regolamento interno del Parco.
 
Zona del progetto. La storia di sfruttamento di queste zone dei Caraibi honduregni è anche macchiata di sangue per la repressione contro le comunità garífunas, le quali si sono organizzate e opposte all'occupazione e allo sfruttamento delle loro terre ancestrali, sulle quali vivono da più di 200 anni.

Musicista garifunaImpresa italiana coinvolta nel progetto. Come ennesimo esempio dell'enorme e crescente debito socioecologico dell'Unione Europea con il Centroamerica, l'impresa costruttrice italiana Astaldi, una delle più importanti di questo paese, si prepara per iniziare i lavori della struttura base del megaprogetto turistico di Bahía de Tela. Questa stessa zona è già molto conosciuta in Italia, dato che da anni è scenario del famoso reality show "L'isola dei Famosi", prodotto e trasmesso dalla Rai.
Secondo il comunicato diffuso dal CICA durante la presentazione della campagna internazionale contro il progetto ed il coinvolgimento della Astaldi, "l'impresa italiana e il ministero del Turismo honduregno hanno già messo la prima pietra del progetto lo scorso 17 agosto e l'impresa s'incaricherà di realizzare la rete di infrastrutture di base, per un importo complessivo di circa 18 milioni di dollari, costruendo le strade, le fognature, il sistema elettrico, quello per la raccolta dei rifiuti solidi e per immagazzinare l'acqua potabile". La stessa impresa, contattata al telefono dai membri del Cica, ha detto che "il progetto turistico porterà sviluppo, ricchezza e lavoro nella regione". Pertanto, Astaldi ha invitato a dirigere le preoccupazioni e le denunce direttamente al committente, in questo caso il governo dell'Honduras.