28/12/2004versione stampabilestampainvia paginainvia



Sri Lanka, nuovo allarme: le mine antiuomo galleggiano nei campi
Fango, detriti, case distrutte, il maremoto ha portato con sè morte e Una mina antiuomodistruzione.
E un'altra piaga rischia di far diventare questo immane disastro in una tragedia ancora peggiore.
La potenza devastante dell'acqua ha dissotterrato migliaia di mine antiuomo dalle campagne aggiungendo danno al danno.
Secondo le prime informazioni l'ondata anomala avrebbe già provocato l'esplosione di un numero imprecisato di ordigni, e molti altri starebbero galleggiando pericolosamente nelle campagne allagate.
Lo Sri Lanka è uno dei paesi più minati al mondo. La guerriglia che da anni contrappone due fazioni, le Tigri Tamil e i governi statali, utilizza queste armi da diverso tempo. E il governo non ha firmato il trattato per la messa al bando delle mine, anche se più volte ha sostenuto di "compiere passi avanti significativi per la messa al bando di questi ordigni". Le stime dello stesso governo parlano della presenza di circa un milione e mezzo di ordigni inesplosi.
 
Il disastro nel disastro. Senza controllo, le mine starebbero galleggiando pericolosamente nelle campagne. Di dimensioni molto piccole, questi ordigni hanno al mercato delle armi hanno un prezzo piuttosto basso. La loro pericolosità va oltre i conflitti, infatti colpiscono anche quando le guerre sono terminate. A farne le spese sono sempre più spesso i bambini che vedono in quell'oggetto trovato a terra un nuovo compagno di giochi, scoprendo solo dopo averlo preso in mano che è soltanto uno strumento di morte. Un quarto delle vittime delle mine antiuomo è costituita da bambini. Nel mondo solo nel 2003 sono morti a causa di quest'arma tremenda più di 8000 civili. Oltre ai danni materiali causati dallo Tsunami, adesso le autorità dello Sri Lanka dovranno fare i conti con i possibili danni causati dalle mine nelle regioni agricole rese inaccessibili e incoltivabili dagli ordigni. 

Alessandro Grandi

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