17/09/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Secondo uno studio, più aumenta il prezzo della benzina più dimagriscono gli americani
Un alto prezzo del petrolio ingrasserà i portafogli delle aziende energetiche, ma fa anche dimagrire gli americani. Così pensa Charles Courtemanche, che per la tesi di dottorato alla University of Washington ha presentato uno studio sulla correlazione tra prezzo del greggio e tasso di obesità negli Stati Uniti. Scoprendo che pagare di più per la benzina ha effetti salutari sulla popolazione, perché costretta a camminare di più, lasciare a casa la macchina e a mangiare cibi meno grassi.

L'idea. Courtemanche sostiene che l'idea per “A silver lining: the connection between gas prices and obesity” gli è venuta mentre stava facendo il pieno, quando ha pensato che la benzina era troppo cara e forse avrebbe dovuto iniziare a prendere la metropolitana. Il che voleva dire camminare mezz'ora al giorno per muoversi da casa alla stazione. Se invece continuava a usare l'automobile, allora per l'altro prezzo del carburante sarebbe stato costretto a portarsi qualche volta il pranzo da casa, in media più salutare dei tipici hamburger innaffiati da bevande gassate. Il ragionamento della sua ricerca è questo.

I dati. Per ogni periodo in cui il prezzo della benzina è aumentato, dice Courtemanche, il tasso di obesità negli Usa è diminuito fino al 10 percento: dal 1979 al 2004, la diminuzione del costo del carburante sarebbe responsabile per il 13 percento dell'aumento del numero di obesi. E se la benzina aumentasse di un altro dollaro a gallone (circa 19 centesimi di euro al litro), in cinque anni il tasso di obesità si ridurrebbe del 15 percento. Di conseguenza, il miglioramento delle condizioni di salute (minori possibilità di ammalarsi di diabete e cancro, o di subire un infarto) consentirebbe di salvare ogni anno 16mila persone, e di risparmiare 17 miliardi di dollari in cure mediche. Al momento il 31 percento degli americani adulti – 59 milioni di persone adulti – è obeso, il che significa in sovrappeso di almeno 13 chili rispetto all'ideale. Per i bambini, il tasso di obesità è del 17 percento.

Prezzi alti. Si dirà: bella scoperta, scoprire che camminare di più fa bene... Ma negli Usa, dove l'automobile è un oggetto irrinunciabile per gran parte della popolazione e in molte città il servizio di trasporto pubblico è quasi inesistente, il prezzo della benzina è una specie di ossessione nazionale: è molto più basso rispetto all'Europa (lo scorso maggio il picco fu di 3,22 dollari a gallone, cioè circa 61 centesimi di euro al litro), ma subisce anche variazioni maggiori perché non è gonfiato da tasse statali. Ora che il prezzo del greggio ha sfondato gli 80 dollari a barile, sono previsti ulteriori aumenti del costo del carburante. E dato che gli esperti sostengono che dovremo abituarci a un alto prezzo del petrolio perché la domanda cresce in continuazione, chissà che ciò non sia una buona notizia per i milioni di statunitensi obesi.
 

Alessandro Ursic

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