14/09/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



I miliziani integralisti pachistani cercano di distruggere un’antica statua del Budda
La Valle di SwatLa magnifica e remota regione pachistana della Valle di Swat, l’antica Uddiyana dove nacque il buddismo tantrico, è oggi diventata la principale roccaforte di Al Qaeda e il più probabile nascondiglio di Bin Laden, Al Zawayiri e compagnia. L’impervia e inaccessibile regione, situata nel nord del paese, a due passi dal confine afgano, è il regno incontrastato delle milizie talebane comandate da Maulana Fazalullah, leader del Tehreek e-Nafaz e-Shariat e-Mohammadi (Tnsm), movimento per l’applicazione della Sharìa in Pakistan: obiettivo che stanno perseguendo con zelante fanatismo.
 
Il Budda JehanabadCome i Budda di Bamiyan. Dopo aver dato alle fiamme, la settimana scorsa, una sessantina di bancarelle che vendevano film, musica e cosmetici al bazar di Minigora, principale città della zona, nei giorni scorsi i talebani del Tnsm sono arrivati nel villaggio di Jehanabad, una ventina di chilometri più a nord, dove si trova un famoso Budda nella posizione del loto alto sette metri, scolpito 1.400 anni fa in una parete di roccia.
I talebani hanno fatto dei buchi nel monumento e vi hanno inserito cariche di dinamite che poi hanno fatto detonare. Pare che, miracolosamente, il Budda non abbia subito danni.
 
Talebani pachistaniDecine di morti in Waziristan. L’esercito pachistano, che da Washington ha appena ricevuto l’ordine tassativo di passare all’attacco contro le roccaforti integraliste, non è ancora riuscito a mettere piede nella Valle di Swat. Sabato scorso ci aveva provato con un contingente di 400 soldati, subito caduto in un’imboscata costata la vita ad almeno 35 militari.
Non è andata meglio alle forze spedite da Islamabad nel vicino Waziristan: nei giorni scorsi i talebani hanno catturato 250 soldati. Mercoledì, appena conclusa la visita a Islamabad del vicesegretario di Stato Usa John Negroponte, il presidente pachistano Musharraf ha ordinato un’offensiva in Waziristan che nelle prime 24 ore di combattimenti e bombardamenti è costata la vita ad almeno 90 presunti “militanti” e a una decina di soldati. 

Enrico Piovesana

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