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La magnifica e remota regione pachistana della Valle di
Swat, l’antica Uddiyana dove nacque il buddismo tantrico, è oggi diventata la
principale roccaforte di Al Qaeda e il più probabile nascondiglio di Bin Laden,
Al Zawayiri e compagnia. L’impervia e inaccessibile regione, situata nel nord
del paese, a due passi dal confine afgano, è il regno incontrastato delle
milizie talebane comandate da Maulana Fazalullah, leader del Tehreek e-Nafaz e-Shariat e-Mohammadi
(Tnsm), movimento per l’applicazione della Sharìa in Pakistan: obiettivo che
stanno perseguendo con zelante fanatismo.
Come i Budda di
Bamiyan. Dopo aver dato alle fiamme, la settimana scorsa, una sessantina di
bancarelle che vendevano film, musica e cosmetici al bazar di Minigora, principale
città della zona, nei giorni scorsi i talebani del Tnsm sono arrivati nel
villaggio di Jehanabad, una ventina di chilometri più a nord, dove si trova un
famoso Budda nella posizione del loto alto sette metri, scolpito 1.400 anni fa
in una parete di roccia.
Decine di morti in
Waziristan. L’esercito pachistano, che da Washington ha appena ricevuto l’ordine
tassativo di passare all’attacco contro le roccaforti integraliste, non è
ancora riuscito a mettere piede nella Valle di Swat. Sabato scorso ci aveva
provato con un contingente di 400 soldati, subito caduto in un’imboscata costata
la vita ad almeno 35 militari. Enrico Piovesana