Quaranta musicisti in contemporanea da Cali, Medellín e Bogotá per chiedere la pace
Quaranta musicisti colombiani hanno deciso di esprimere il proprio
disprezzo contro la violenza quale unico mezzo di approccio ai
conflitti sociali e, usando parole in musica, hanno organizzato una
kermesse musicale contemporaneamente dalle tre città chiave
del paese: Medellin, Cali e Bogotá, la capitale.
Il dove. Il prossimo 22 settembre, dunque,
chiunque senta disgusto e disprezzo per l'uso della forza, le armi,
la guerra, non dovrà che andare al parco Simon Bolivar di
Bogotá, allo stadio Atanasio Girardot di Medellin, e al
Pascual Guerrero di Cali. Lì, cantare, ballare, salta,
manifestare per la pace. “Nuestra tierra sin violencia” è
lo slogan della manifestazione, a cui parteciperanno artisti
colombiani fra i più amati e conosciuti.
Il perché. Il processo di pace, questo è
quanto chiederanno a suon di musica, Andrea Echeverri e Hector
Buitrago dalla capitale, Juanes e Julio Nava da Cali, e Silvestre
Dangond, Lucas Arnau, Veronica Orozco, Farina, Cabas, Fanny Lu e Naty
Botere dalla città salita alla ribalta delle cronache di un
recente passato, perché culla del cartello di Pablo Escobar.
Il quadro. L'intento degli artisti è
spingere la società colombiana a chiedere al governo un
accordo di pace con la guerriglia, in guerra da oltre 40 anni. Con un
unico risultato: oltre 350mila vittime, molte delle quali civili,
quasi 4 milioni di sfollati interni, un morto al giorno a causa delle
mine antiuomo, impunità, assenza dello stato di diritto,
intere comunità minacciate, torturate, perseguitate anche
dall'esercito regolare, il narcotraffico che la fa da padrone
penetrando fino alle alte sfere della politica.
Dietro le apparenze. Ma la Colombia non è solo questo
e il concerto di sabato prossimo lo vuol dimostrare. La Colombia è
anche gioia di vivere e di fare, è necessità di reagire
ed energia per farlo, è esplosione di passione e capacità
di incanalarla in maniera costruttiva e reattiva. Quei 40 musicisti
sono l'espressione della Colombia attaccata alla vita, del paese delle
belle donne e del caffè, dei sorrisi e della cultura. Concerti
per blandire l'arma della musica quale balsamo al dolore che semina
la violenza, canzoni per gettare ponti fra la gente che sta dalla
parte opposta delle barricate. Musica e parole contro per la pace.