12/09/2007
stampa
invia
Sono migliaia i casi di diarrea acuta nel Nord dell'Iraq
Il colera si diffonde nel Nord dell’Iraq, con diverse migliaia di casi e dieci
morti nei distretti di Sulaymaniyah, Kirkuk ed Erbil.
Ultimi casi a Erbil. In due settimane, fra il 23 agosto e il 6 settembre, l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) riporta 3.182 casi di diarrea acquosa acuta, di cui 9 mortali, nella zona di
Sulaymaniyah. In poco meno di 300 casi è stato possibile avere la conferma di
laboratorio del responsabile dell’infezione, il Vibrio cholerae. Secondo quanto riportato dalle autorità sanitarie di Kirkuk, i casi di infezione
intestinale attribuibile al vibrione sono oltre 3.700 fra la fine di luglio e
l’inizio di settembre, con un decesso. Infine, le ultime segnalazioni arrivano
da Erbil, dove esami di laboratorio hanno confermato la presenza del colera in
sei casi.
Decine di migliaia ogni anno. Trasmessa da acqua o cibo contaminato, l’infezione intestinale causata dal vibrione
del colera è associata a condizioni di vita con assenza, o ridotta disponibilità,
di acqua sicura e con sistemi fognari inadeguati. La diffusione della malattia
risulta più facile in tutte le condizioni in cui le infrastrutture e le norme
igieniche di base vengono a mancare, come nelle zone periferiche povere delle città o nei campi profughi. Lo scorso anno l’Oms riporta quasi 240mila casi di colera in 52 Paesi, fra cui oltre 6.300 morti:
un aumento del 79 per cento nel numero di casi di infezione rispetto al 2005.
Ma i numeri reali di diffusione del colera potrebbero essere molto più alti, perché
meno di un caso su dieci arriverebbe all’attenzione dell’Oms.
Bloccare la diffusione. Già prima dell’estate in Iraq erano stati segnalati i primi casi sospetti fra i bambini, il 70 per cento dei quali non ha accesso ad acqua pulita.
I casi riportati nelle zone a Nord del Paese da fine luglio sono migliaia e sono
in atto iniziative per contenere le epidemie, fra cui interventi sull’acqua e
sui sistemi fognari, rinforzo dei sistemi di sorveglianza delle malattie con diarrea,
migliore coordinamento e informazione, organizzazione medica, campagne di educazione
sanitaria per la popolazione.
Valeria Confalonieri