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La disfatta. Invece, il Premier ultraconservatore si è presentato alla televisione giapponese
con un discorso franco, anche se il suo volto è apparso teso e rassegnato: "Nell'attuale
situazione - ha detto - è difficile portare avanti le mie politiche e conquistare
il sostegno e la fiducia della gente. C'è bisogno di un cambiamento. La gente
ha bisogno di un leader che guadagni la sua fiducia e il suo supporto, un nuovo
leader nella lotta al terrorismo". Durante il suo discorso, Abe non ha mai fatto
cenno all'Iraq e all'Afghanistan, ma la decisione, presa domenica, di voler estendere
l'appoggio navale alla missione afghana a guida Usa, è probabilmente stato il
fattore scatentante della decisione. L'opposizione, in un Paese tradizionalmente
pacifista, è insorta, minacciando di non far passare il provvedimento e chiedendo
a gran voce le dimissioni del Premier. Dopo la crisi del suo gabinetto, le dimissioni
di tre ministri e il suicidio di un quarto, il partito di Abe aveva infatti perso
la maggioranza nella Camera alta della Dieta giapponese. Una disfatta politica
che aveva lasciato il segno. La sua popolarità, a differenza del suo predecessore
Yunichiro Koizumi, è andata calando di giorno in giorno, fino alla decisione presa
stamani, nella quale, tuttavia, alcuni intravvedono una disperata mossa per ottenere
dall'opposizione una maggiore disponibilità sull'approvazione della legge di appoggio
militare agli alleati.
Politica realista. Abe, 52 anni, fu eletto un anno fa. E' considerato un ultra-conservatore, un
realista, il cui obiettivo era ridefinire l’apparato militare, modificare la Costituzione
e far rinascere un sentimento patriottico nel paese. Tra i temi centrali dell’agenda
politica una riforma scolastica che prevedeva di introdurre delle lezioni atte
a 'insegnare' il patriottismo agli studenti. Filo-americano sin dalla sua elezione
a presidente del Partito liberaldemocratico, la sua politica sì incentrata sul
deciso riaffermarsi della nazione nel difficile contesto regionale, parallelamente
ad un riappacificamento dei rapporti con i Paesi vicini. In questo senso va la
sua apertura verso la Cina. Abe ha affrontato la controversa questione dell'invasione
nipponica degli anni '30 e '40, riconoscendo, per la prima volta ufficialmente,
il fatto che il Giappone causò 'enormi danni e sofferenze' alla popolazione cinese.
Luca Galassi