stampa
invia
Diverse violente esplosioni di natura dolosa hanno interessato nella mattina
di lunedì alcuni tratti del gasdotto di proprietà della Pemex (Petroleos Mexicanos)
nello stato di Veracruz, nel sud del Paese. Nessuna vittima accertata e solo pochi
danni materiali, ma l'incubo attentati adesso è sempre più presente. Dall'India,
dove si trova in visita ufficiale, il presidente messicano, Felipe Calderon, ha
detto: “Il mio governo e tutto il Paese rifiutano energicamente tutti gli atti
di violenza e chi li propone e mette in atto”.
La rivendicazione. " Assumiamo la responsabilità delle esplosioni nei gasdotti della Pemex a Veracruz
e Tlaxcala. Pretendiamo inoltre prove che i nostri compagni detenuti e scomparsi
a Oaxaca siano in vita. Le nostre azioni politico -militari proseguiranno fino
a quando sarà presentata una prova in vita dei nostri compagni".
Gas ed economia. I continui attacchi ai gasdotti possono in qualche modo contribuire all'innalzamento
dei prezzi del gas? “Beh, direi che non influisce per nulla – dice l'ingegnere
Riccardo Varvelli professore di ruolo presso il politecnico di Torino – considerando
che un solo gasdotto rappresenta una quantità modesta rispetto alla quantità mondiale
di produzione e di trasporto di gas. Per questo mi sento di dire che non avrà
nessun tipo d'influenza sull'aumento dei prezzi. Purtroppo, però, attacchi come
quelli che avvengono in Nigeria, Iraq o Indonesia, più verso gli oleodotti che
verso i gasdotti generano “emozione” e quindi creano influenze deleterie sul commercio
internazionale. L'aumento dei prezzi in questi casi nulla ha a che vedere con
la mancanza di fornitura di petrolio. Diciamo che è una reazione di carattere
emotivo".Alessandro Grandi
Parole chiave: alessandro grandi, peacereporter, pace, guerra