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Scontri. Fuori dall’aeroporto, intanto, i sostenitori di Sharif che attendevano il suo
arrivo venivano picchiato e arrestati dai militari. Per impedire l’afflusso in
massa di manifestanti, l’esercito ha eretto barricate lungo tutte le strade d’accesso
al terminal. Appena si è diffusa la notizia dell’arresto di Sharif, la rabbia
dei manifestanti pro-democrazia è esplosa a Islamabad, Rawalpindi e Attok, dove
si registrano violenti scontri durante i quali la polizia ha usato anche armi
da fuoco. Molti i feriti e decine gli arrestati. Anche se il grosso dei sostenitori
dell’ex-premier erano già in galera: negli ultimi giorni infatti la polizia ha
condotto decine di retate in tutto il Paese, arrestando almeno quattromila persone.
E rabbia. “E’ una violazione della Costituzione e della sentenza con cui la Corte Suprema
aveva acconsentito al ritorno di Sharif”, ha dichiarato a caldo ai giornalisti
Sadique ul-Farooq, stretto collaboratore dell’ex-premier. Il 23 agosto l’alta
corte pachistana aveva dato il via libera ufficiale al ritorno di Sharif dall’esilio
e alla sua partecipazione alle elezioni. Una decisione avversata dal presidente
Musharraf che, con quanto accaduto oggi, ha dimostrato una volta di più il suo
spregio per la democrazia. Enrico Piovesana