stampa
invia
Cifre sballate. Secondo l'agenzia France Presse, nella sola giornata di mercoledì 5 settembre sarebbero morti 200 tra civili
e talebani. L'agenzia inglese Reuters invece, conta 200 talebani o insorti in genere uccisi dalle forze della coalizione
dal 27 agosto, ossia nel corso di una settimana. Una differenza considerevole,
nell'arco di sette giorni lo stesso numero di morti che altri computano in una
sola notte. Le discrepanze sono dovute all'attendibilità fornita alle indicazioni
delle forze occupanti sull'identità delle vittime.
Punti di vista. Il solito dilemma riguarda gli eventuali civili afgani che difendono i propri
villaggi dai militari occupanti, spacciati dalle truppe Nato per talebani eliminati.
Secondo il portavoce della missione Isaf, giovedì 6 settembre un attacco congiunto
di truppe Usa e soldati afgani avrebbe dato l'assalto ad una roccaforte talibana,
il villaggio di Alekwozi presso Sha Wali Kot, settentrione della provincia di
Kandahar. Secondo il portavoce talebano Zabihullah Mohajid i morti sarebbero innocenti
civili assaltati dalle truppe americane.
Chi ha ragione? "L'Afghanistan "non è più un posto sicuro" e "il conflitto sta subendo una escalation
fuori controllo" e "larghe parti del territorio afgano sono troppo pericolose
per le nostre truppe e completamente in mano gli insorti talebani"; così ha riferito Zemari
Bashari, del ministero dell'Interno di Kabul, nel rendere note le cifre sui poliziotti
afgani vittima del conflitto: 500 e più agenti dallo scorso aprile. "Una cifra
inattesa, largamente al di sopra di quanto preventivato" secondo il ministero
afgano, che però non ha fornito le cifre riguardanti lo stesso periodo del 2006
per poter fare un raffronto. Ma il numero di vittime era, di sicuro, sensibilmente
più basso.Gianluca Ursini