Secondo la Turchia, le armi degli Usa in Iraq sono arrivate anche ai curdi del Pkk
L'arsenale dei ribelli separatisti curdi del Pkk è di fabbricazione russa, come
ha potuto constatare PeaceReporter in un recente viaggio nella zona. Ma secondo la Turchia, i curdi ora maneggiano
anche armi statunitensi, probabilmente parte delle circa 190.000 date all'esercito
iracheno – un terzo del totale consegnato tra il 2004 e il 2005 – ma misteriosamente
non più rintracciabili da Washington. In un periodo in cui le forze armate turche
hanno minacciato più volte di bombardare le postazioni dei ribelli curdi nel nord
dell'Iraq, con Ankara ad accusare gli Usa di non fare abbastanza per contrastarli,
la scoperta ha alimentato la tensione tra i due alleati.

Il primo a parlare di armi Usa in mano al Pkk, che di fatto si è ricavato un
territorio autonomo nel nord dell'Iraq governato dai curdi, è stato l'allora ministro
degli esteri turco (ora presidente) Abdullah Gul, lo scorso 19 luglio, dopo che
l'esercito aveva catturato un gruppo di ribelli in un'operazione nel sud-est del
Paese. “Quando abbiamo controllato l'origine delle armi sequestrate, abbiamo notato
che sono le stesse date all'esercito iracheno”, ha detto Gul, “e abbiamo chiesto
chiarimenti agli americani”. Washington ha risposto inviando in Iraq una squadra
di investigatori del Pentagono, ma finora i risultati delle loro indagini non
sono stati ancora resi pubblici. E la Turchia è già tornata alla carica, sostenendo
di aver trovato “dalle decine alle centinaia” di armi americane anche tra quelle
usate in casi di omicidi e altri crimini.