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“Le armi statunitensi che erano state
fornite agli uomini delle milizie di Fatah, prima che Hamas prendesse
il controllo della Striscia di Gaza, vengono usate oggi dai miliziani
della resistenza palestinese”. Suona come una provovazione per
Israele, ma è più probabilmente la conseguenza della
politica del governo Olmert che, di concerto con Washington, ha
deciso di armare e sostenere gli uomini di Fatah a scapito di quelli
di Hamas. Hanno deciso di armare Al Fatah per colpire Hamas, e ora
quelle stesse armi vengono rivolte contro di loro. Le due fazioni
fino a giugno convivevano nel governo palestinese di unità
nazionale. Secondo fonti di Hamas, il gruppo con quelle armi avrebbe
istituito una nuova milizia, 'marittima', con il compito di
proteggere le spiagge della Striscia.
Le armi usa sono state trovate dagli
uomini dei Comitati di Resistenza Popolare, legati a Hamas, durante
la guerra civile, quando le loro milizie presero il controllo delle
sedi della sicurezza del presidente dell'Autorità palestinese,
Abu Mazen. Si tratta di fucili M16 e mitragliatrici pesanti,
armamenti comunemente in dotazione all'esercito Usa e Israeliano, e
forniti anche alle forze di Fatah. Da almeno sei mesi infatti, la
dottrina statunitense e israeliana per il medio oriente e, in
particolare, per la questione israelo-palestinese, passa per il motto
“rinforzare Abbas”, dimenticando il risultato delle elezioni
democratiche del 2006 e l'esistenza di un governo di unità
nazionale palestinese, pur di liberarsi del nemico islamista. A
giugno, pochi giorni prima dello scoppio della guerra civile a Gaza,
gli israeliani che controllano i valichi lasciarono entrare nella
Striscia circa 500 uomini di Fatah, armati. Mentre nei mesi
precedenti parte di quelli, e molti altri in Cisgiordania, avevano
ricevuto formazione militare da istruttori Usa.Naoki Tomasini