06/09/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Annullata la manifesstazione di chiusura della campagna elettorale. Si riaccendono gli scontri tra fazioni
Scritto per noi da
Federico Monica 
 
L’ultimo giorno di campagna elettorale in Sierra Leone sarebe dovuto essere interamente dedicato alla pacificazione e alla riconciliazione nazionale: era prevista infatti per le strade di Freetown una grande manifestazione: un unico corteo guidato da Ernest Koroma e Solomon Berewa, i due candidati che si contenderanno la presidenza della repubblica nelle elezioni di Sabato. Ma, all'ultimo, momento e nonostante l'apparente accordo iniziale, Koroma ha fatto sapere di ritenere la cosa "troppo pericolosa", mentre Berewa ha semplicemente rifiutato di partecipare.
 
manifestante ferito a freetownNei giorni scorsi, si sono riaccesi gli scontri tra le fazioni dei due candidati.
Mentre la campagna del primo turno elettorale si è svolta in maniera del tutto tranquilla, le due settimane che hanno seguito l’annuncio dei risultati definitivi sono state caratterizzate da scontri anche molto violenti fra i sostenitori del Slpp (Sierra Leone People's Party) , il partito di governo, e quelli dell’Apc (All People's Congress), principale partito dell’opposizione. Il malcontento per le tante inadempienze del governo guidato dal Slpp Tejan Kabbah si è tradotto in una netta affermazione dell’Apc che ha ottenuto il 44 percento dei consensi contro il 37 del partito di governo che ha visto dimezzare i propri voti rispetto alle ultime elezioni del 2002 in cui aveva ottenuto oltre il 71percento. La miccia che ha incendiato la situazione è stata la discesa in campo di un terzo partito: il Pmdc (People's Movement for Democratic Change) di Charles Margai, nipote del “padre della patria” Milton Margai e storico Leader del Slpp che al primo turno ha ottenuto il 14 percento dei consensi concentrati per lo più nelle regioni a maggioranza etnica Mende del sud-est del paese.
 
un momento degli scontri a freetownLe divisioni tribali sono ancora la principale caratteristica della politica sierraleonese: l’Apc infatti raccoglie i suoi consensi fra i Temne del nord-ovest mentre l’Slpp e del neonato Pmdc fra i Mende del sud-est. La decisione di Margai di appoggiare l’Apc ha creato scompiglio negli ex alleati del Slpp che contavano di ribaltare il risultato del primo turno proprio con i voti dei loro ex alleati del Pmdc. Il tribalismo, che fino a quel  momento era stato da tutti denunciato come male da estirpare per poter unificare fortemente la nazione è tornato prepotentemente in primo piano nell’azione del partito di governo che ha iniziato una campagna martellante volta ad assicurarsi il supporto degli elettori del Pmdc fomentando l’odio verso i gruppi etnici del nord e definendo traditori i leaders del sud che stringono alleanze con l’Apc.
 
manifestante ferito a freetownDa due settimane scontri, intimidazioni, minacce più o meno esplicite e violenze varie si susseguono nella capitale Freetown e nei maggiori centri del sud-est. L’avvenimento più grave si è verificato nella città di Kenema il 31 Agosto quando il convoglio di auto del candidato dell’Apc Koroma è stato bloccato e assalito da militanti del Slpp anche con lanci di pietre, negli scontri che sono susseguiti sono state incendiate e saccheggiate varie sedi di partito e abitazioni private di militanti dei vari schieramenti. Dopo questo avvenimento che riporta alla memoria il clima di intimidazioni e di violenze antecedente la decennale guerra civile i due candidati avevano deciso di lanciare un segnale forte contro l’ escalation di violenza concludendo fianco a fianco in un unico corteo la loro campagna elettorale. Questo evento simbolico e importantissimo purtroppo è satltato del tutto, dopo essere stato già offuscato dalle dichiarazioni di un ex leader del Ruf (Revolutionary United Front, la famigerata milizia ribelle della guerra civile) riguardo l’esistenza di un piano per assassinare Ernest Koroma proprio durante la marcia di pacificazione
 
una manifestazione elettorale Nonostante la fortissima volontà di pace del popolo della Sierra Leone, dimostrata dallo svolgimento sereno ed esemplare del primo turno elettorale c’è chi continua ad avere interessi nel destabilizzare il paese e farlo precipitare ancora una volta nel baratro della violenza. “Ballots not bullets”, urne, non proiettili è la frase che si sente ripetere da giorni fra la gente di freetown, perchè dopo dieci anni di guerra civile è chiaro per tutti che il cambiamento non può passare attraverso la violenza e la paura; queste elezioni sono l’ultimo vero banco di prova per la normalizzazione e la ricostruzione di un paese che vuole finalmente voltare pagina. 
Categoria: Elezioni, Guerra
Luogo: Sierra Leone