stampa
invia
Anche i monaci s'arrabbiano. La protesta per il raddoppio del prezzo della benzina sta facendo saltare i
nervi a polizia e dimostranti in Birmania. A Pakokku nel centro del Paese per
la prima volta la polizia ha aperto il fuoco in mezzo ad una manifestazione di
monaci buddisti, e gli stessi monaci oggi stanno tenendo in ostaggio 20 poliziotti
che erano entrati nel loro monastero.
Botte sui manifestanti Le manifestazioni silenziose che agitano le cittadine birmane dal 15 agosto,
quando il prezzo del carburante è salito alle stelle, mentre il gas compresso
(usato per il riscaldamento e i mezzi pubblici) quintuplicava, hanno avuto da
lunedì un tenore allarmante: le giovani milizie in borghese sguinzagliate dal
regime in mezzo ai manifestanti, secondo i reportage di Radio Free Asia (gruppo
d 'informazione finanziato da George Soros) stanno praticando arresti indiscriminati
con metodi molto violenti avverso manifestanti molto pacifici, che inscenano maratone
silenziose di gruppi di centinaia di persone per il centro città, senza cartelli
o slogan gridati.
Frati sequestratori. Ma il climax della tensione si era raggiunto ieri in Pakokku, un borgo tranquillo
nel centro della Birmania, 500 chilometri a nord della vecchia capitale e motore
economico del Paese Yangun. La riunione di 400 pacifici monaci buddisti chiedeva
conto al governo di un aumento che ha fatto schizzare in alto anche il prezzo
dei principali alimenti, e per tre ore la protesta ha continuato ad attirare nuovi
proseliti tra i passanti, quando un gruppo di poliziotti si è messo a sparare
in alto per disperdere i frati. Secondo 'Democratic Voice of Burma', un notiziario
clandestino di esuli birmani in Norvegia, dieci religiosi sarebbero anche stati
arrestati. Oggi si è arrivati al paradosso, con i monaci sequestratori. La versione
ufficiale della polizia descrive una delegazione di 20 alti ufficiali andati in
processione al monastero in mattinata per presentare scuse ufficiali. I religiosi
per tutta risposta li avrebbero rinchiusi nelle oro celle di clausura ed appiccato
il fuoco alle loro quattro volanti di servizio. Da ore una folla si è radunata
fuori dai cancelli del monastero per sostenere i monaci. Secondo testimonianze
raccolte da l'agenzia 'Afp' i poliziotti non osano avvicinarsi al monastero, nemmeno
le truppe di giovani paramilitari. Le ultime violente repressioni del regime militare
hanno addirittura attirato lo sdegno internazionale, con il presidente Usa G.
W. Bush che ha duramente criticato il regime: "Non possiamo permetterci un'altra
dittatura limitativa delle libertà in Asia" Gianluca Ursini
Parole chiave: Giunta, Pakokku, monaci buddisti, paramilitari gruppi, Ursini