06/09/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



A Mosca viene sostituito il procuratore a capo dell'inchiesta sull'omicidio di Anna Politkovskaja. Si sospetta l'intenzione di insabbiare le indagini

Piotr Gabrijan, procuratore a capo dell inchiesta penale sull'omicidio della giornalista russa Anna Politkovskaja, è stato rimosso dal suo incarico. I familiari della giornalista e gli ex colleghi del quotidiano 'Novaja Gazeta' si dichiarano sicuri che dietro questa mossa ci sia l'intento, nemmeno troppo mascherato, del potere moscovita d'insabbiare le indagini prima che arrivino troppo in alto, magari fino allo stesso Cremlino.

omaggi floreali sotto casa della giornalista uccisaUn ragionevole dubbio Parenti amici e colleghi hanno prima pianto la famosa reporter russa in Cecenia (comunque la più discussa nell'ultima decade)quando venne uccisa da due killer rimasti sconosciuti la mattina del 7 ottobre 2006. In seguito hanno pubblicamente elogiato il lavoro del procuratore Gabrijan, che è stato rimpiazzato da un giudice di gran lunga più anziano ( e, azzardano dalla Novaja Gazeta, più malleabile dal ministero della Giustizia, che in Russia ha un controllo disciplinare sui magistrati ben maggiore di quello esercitabile dal Guardasigilli italiano).

la manifestazione del 30 agosto, compleanno di A. PolitkovskajaIl regime fa arrabbiare. Intanto cresce il malcontento per un omicidio ancora avvolto dal mistero, un silenzio che desta molti sospetti: il giorno del compleanno di Anna, circa 300 oppositori al regime Putiniano e difensori della libertà di coscienza si sono riuniti in piazza a Mosca per marciare fino a casa Politkovskaja e depositare delle corone di fiori sotto il suo portone. Un omaggio alla libertà di stampa al momento negata a suon di pistolettate sotto il pungo duro del Cremlino, una situazione che fa indignare anche il volto noto dell'opposizione, l'ex campione del mondo di scacchi Gari Kasparov, presente alla manifestazione e a sua volta già arrestato dagli sgherri di Putin in vista dell'ultimo meeting del G8 di San Pietroburgo.

Gari Kasparov sotto caSa della giornalistaLa certezza dei Silovki. Una sola certezza rimane in questa vicenda: il potere dei Silovki, casta di potere riunita intorno a vecchi funzionari del Kgb, ex servizio segreto sovietico (ora Fsb) e alla cricca del presidente di ferro Vladimir Putin. La denuncia sullo stato delle cose in Russia arriva da Dimitri Muratov, caporedattore della Novaja Gazeta di A. Politkovskaja, che è andato a dire in diretta a 'Radio Moskvji' come "i Silovki del presidente Putin ormai controllano tutto in questo Paese: dai media ai servizi segreti alla polizia alla magistratura, senza parlare di Parlamento e governi regionali; il loro potere non ha più limitazioni. Avevano già deciso d'affossare questo processo e adesso allontanando Gabrian, faranno finire l'inchiesta in un nulla di fatto".

l'attivista ljudmila Alekseieva alla manifestazioneSegnali premonitori. E sull'andazzo delle inchieste sull'omicidio Politkovskaja si erano ricevute da Mosca parecchie notizie inquietanti già nelle passate settimane. Mercoledì 29 agosto sono stati annunciati una decina di arresti, ma di pochi  indagati è stata rivelata l'identità: il procuratore capo della Repubblica russa Yuri Chaika ha attribuito questo omicidio eseguito in stile Chicago anni '30, a un ''gruppo criminale  in cui comandano alcuni funzionari di polizia, che mirava a minare la reputazione della Russia all'estero, per poter indebolire la presidenza Putin". Il personaggio di spicco tra gli indagati sarebbe il tenente dei servizi segreti (Fsb) Pavel Ryaguzov, secondo qaunto pubblicato dal quotidiano 'Tvoi Den'. Il suo arresto è stato confermato martedì 4 settembre dalla Corte marziale, distretto moscovita. Uno dei sospettati consegnati alla magistratura sarebbe un cittadino d'origine cecena, Dzhabrail Makhmudov, ma rimangono forti dubbi sulla sua volontà di collaborare alla riuscita delle indagini. Il suo legale, Murad Musayev, è comparso all'edizione serale dei tg moscoviti per dire che Makhmudov "ha le reni in pezzi per i pestaggi che ha dovuto subire".

Gianluca Ursini

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