05/09/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Un boss politico locale nello Shandong. La sua amante che lo ricatta. E lui la fa saltare in aria con una bomba
di gianluca Ursini
 
Autobombe per le concubine. Un metodo decisamente eccessivo per eliminare potenziali danni alla proprio onorabilità di notabile del Partito. Ma è quanto aveva architettato Yihe Duan, presidente del Comitato centrale del partito comunista cinese in Jinan, capoluogo della provincia orientale dello Shandong. Un reato grave, il tentato omicidio, con l'aggravante dell'attentato alla pubblica sicurezza, costato oggi la vita a Duan e al suo complice che aveva piazzato il tritolo sotto il Suv superaccessoriato dell'amichetta del politico. Ovviamente era un comandante dei vigili locali che aveva anche sposato una nipote dell'alto funzionario comunista. Un andazzo che ha coinvolto tutti e 16 gli alti funzionari del partito condannati a morte per corruzione nell'ultimo anno, tanto che il Pcc ha organizzato il 2 settembre a Pechino una mostra con le foto dei condannati, riportata in queste immagini.
 
mostra sui funzinari corrotti organizzata dal regimeLanterne rosso sangue. I due sono stati impiccati anche in base ad altri capi d'accusa, tra i quali non poteva mancare la corruzione, visto il giro di vite che Pechino sta forzando sui suoi quadri provinciali per ripulire l'immagine del Partito in vista delle Olimpiadi del 2008. Duan, coadiuvato dal nipote capo dei vigili, Chen Zhi, aveva ricevuto svariate mega-bustarelle, per un valore totale di un milione 700mila yuan, circa 175mila euri. Il presidente del comitato centrale provinciale non è nemmeno riuscito a spiegare alla Suprema Corte popolare di Pechino, che ha emesso il verdetto definitivo, la provenienza lecita di un altro milione 300mila yuan trovati sui suoi conti, rubricati come proventi della corruzione. del funzionario Un terzo complice è stato anche condannato all'ergastolo, il meccanico Chen Changbing, che aveva materialmente aiutato Zhi ma piazzare l'esplosivo sotto l'auto di Liu Haiping, l'amante del politico comunista.
 
mostra pechinese sui funzionari corrotti condannati a morteCara, ma quanto mi costi? Il presidente e compagno Duan, 61 anni manteneva la propria protetta Liu, vedova di 30 anni più giovane, fin dal 2000, e le aveva comprato, oltre al lussuoso Suv, un attico in centro, finendo per piazzare anche parecchi suoi parenti nell'amministrazione locale per compiacere la sua 'cara' concubina. Ma le richiese di Liu stavano diventando sempre più esose, come pressanti erano le sue richieste a Yihe di divorziare dalla moglie e sposarla. Quando Yihe decide che si sta invischiando troppo nella storia e comunica alla concubina di voler chiudere, come risulta dagli atti del processo, Liu comincia a ricattarlo, a chiedere somme sempre più alte, con la minaccia di denunciarlo agli organi del Partito. Il funzionario non sa più che fare, finché il suo amato nipote vigile non gli suggerisce: "Perché non le procuriamo un incidente stradale, così che non sia più capace d'intendere e volere?". Detto, fatto. La bomba artigianale, caricata con un etto di tritolo, viene piazzata nel Suv di Liu alle 5 della sera del 9 luglio. Mezz'ora dopo un telecomando lo fa esplodere. Ma il dosaggio era stato esagerato: Liu muore all'istante, ma due passanti ne escono feriti gravemente. Un guaio troppo grosso, che porta all'arresto dei tre il 16 luglio, all'espulsione immediata di Duan dal Partito e che, oggi, li ha portati di fronte il boia.

Gianluca Ursini

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