05/09/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Il Guatemala si prepara al voto, fra violenze e corruzione
“Mancano pochi giorni al voto ed è il momento per fare il punto sulla campagna elettorale appena conclusasi. Una cosa sola posso dire: è stata davvero unica, dato  che a caratterizzarla è stata sempre e solo la violenza. Sono più di 45 i morti ammazzati, tutti candidati provenienti dai più svariati partiti. A decine sono minacciati e molti intimiditi e aggrediti. Un bilancio devastante, macchiato sia dal sangue sia da trame oscure di ogni genere e grado”. A raccontarci come il suo paese stia vivendo questo appuntamento cruciale per il suo futuro è Mario Polanco, presidente del Gam, Gruppo di Muto appoggio, organizzazione in difesa dei diritti umani fra le più importanti del Guatemala. Domenica prossima, 9 settembre, quasi 6 milioni di cittadini sono chiamati a votare per il presidente, il vice e il Congresso (legislativo, unicamerale e composto da 158 deputati) e a rinnovare le corporazioni nei 332 municipi del paese. E Polanco dipinge un quadro a tinte fosche, aggravato dalle dichiarazioni degli osservatori dell'Unione europea inviati in Guatemala: "Attenzione alle infiltrazioni di interessi legati al narcotraffico nei partiti politici".

bambina-sponsor elettoraleBel lontani. “I partiti politici guatemaltechi non hanno dimostrato di avere la maturità di cui c'è bisogno per organizzare delle elezioni che siano una festa civica, dove votare i governanti sia il simbolo di una democrazia rafforzata e di istituzioni rinnovate dalla partecipazione di massa. Purtroppo, qui, siamo ben lontani da tutto ciò”. Il Guatemala, secondo Polanco, dal punto di vista democratico, è un bambino in fasce. “C'è ancora molto da fare e sfortunatamente coloro i quali avrebbero la possibilità di avviare il paese verso il cambiamento non hanno la minima intenzione di farlo”, aggiunge, riferendosi ai soliti noti della politica, ossia gli uomini dei partiti tradizionali, che altro non fanno se non riciclarsi in programmi destinati a restare lettera morta. In cima ai sondaggi, infatti, si trovano il socialdemocratico Alvaro Colom, il generale in pensione Otto Pérez, esponente della destra, e il centrista espressione dell'attuale maggioranza Alejandro Giammattei. L'unica candidata che andava oltre le trame di partito, ossia la Nobel per la Pace Rigoberta Menchú, è considerata “senza speranza”.

Rigoberta MenchùNon solo morte. “Questa è stata una campagna caratterizzata non solo dalla violenza – incalza Polanco – ma anche da investimenti di denaro molto loschi. E i segnali in questo senso sono tanti. Alcuni sono perfino arrivati sui banchi del Tribunale supremo elettorale, che in tutta risposta ha finto di non vedere. Così come ha fatto il resto delle instituzioni del paese. Per questo nessun tipo di indagine è mai stata avviata sui finanziamenti sporchi ai partiti. È una situazione stagnante che si ripete di anno in anno, di decennio in decennio”.

Elettrice che consegna la scheda elettorale, indossando abiti tipici con suo figlio sulle spalleUnica possibilità. E, rimarcando la presa di posizione adottata dalle chiese cattolica ed evangelica, il direttore del Gam, intravede nell'andare a votare in massa e con coscienza l'unica chance per cambiare il paese. “Adesso, non ci resta che una cosa da fare: andare a votare – spiega Polanco - I guatemaltechi e le guatemalteche devono andare in massa alle urne domenica 9 settembre, avendo ben chiaro in testa i nome dei nemici del Guatemala, i nomi da escludere, in modo che la loro X eviti di far arrivare coloro che ad altro non mirano se non ad accaparrarsi l'impunità grazie al seggio in parlamento, impunità che darà loro carta bianca per fare il male del paese”. Secondo Polanco e secondo la chiesa, occorre dire di no a tutti coloro che cercano scorciatoie per arricchirsi e cedono alla corruzione. “Dobbiamo aver ben chiaro dove sono i candidati che fino a pochi mesi fa rubavano nel Pacur, nel Foguavi (rispettivamente Programma di appoggio comunitario e Fondo guatemalteco per gli alimenti, usati da deputati, funzionari e sindaci per gestire il loro clientelismo ndr.) - conclude - o che commerciano droga. Dobbiamo rifiutare chiunque abbia le mani macchiate di sangue per aver partecipato ad abusi e violazioni dei diritti umani, a danno della popolazione civile indifesa. Con questo concetto ben stampato nella mente e nel cuore dobbiamo votare in massa, prepararci alla partecipazione, scegliere il bene per i nostro paese. Solo così il Guatemala vincerà”.
 

Stella Spinelli

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