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Sicurezza o ritorsione. I
residenti di Sderot protestano da tempo per l'inefficenza del sistema
di protezione della cittadina, provvista di un sistema di allarme
antimissile che, spesso, suona un attimo prima che il razzo si
schianti al suolo. Gli studenti chiedono inoltre che vengano
accelerati i lavori per blindare le aule, un processo che a loro
avviso va a rilento. La reazione del governo israeliano è
stata però tutta politica e rivolta alla controparte
palestinese. “Il governo israeliano sarà costretto ad agire”
ha esortato il ministro degli Esteri Tzipi Livni alla vigilia
dell'importante seduta di domani del Consiglio di Difesa. Il premier
Olmert ha minacciato la ripresa degli omicidi mirati dei miliziani
responsabili dei lanci di razzi, mentre il suo vice, Haim Ramon, ha
ipotizzato una punizione collettiva per la popolazione di Gaza: “Per
ogni razzo lanciato su Sderot -ha minacciato- taglieremo per due o
tre ore l'erogazione di acqua, elettricità e carburante alla
Striscia di Gaza”. Ritorsioni contro i palestinesi a parte, nella
cittadina la gente è esasperata dalla situazione di minaccia
continua: qualcuno chiede lo spostamento delle scuole fuori dalla
portata dei razzi, mentre molti si dicono favorevoli al capo del
Likud, Benyamin Netanyahu, che ha proposto una nuova offensiva
terrestre, per occupare nuovamente le aree a nord della città
di Gaza, da cui vengono lanciati i Qassam.
Occhio per occhio. “Lo
sciopero di Sderot dimostra che i razzi Qassam sono in grado di
turbare le vite degli israeliani, così come le azioni militari
israeliane rovinano la vita dei palestinesi” ha dichiarato Abu
Ahmet, il portavoce delle Brigate Al Quds -Gerusalemme- a un
quotidiano israeliano. Rispetto alle minacce del governo israeliano il
portavoce del braccio armato della Jihad Islamica replica che “non
sono una novità. Se ci sarà un'operazione militare
nella Striscia non sarà in risposta ai lanci dei razzi, perché
l'esercito israeliano agisce già per impedirli. I soldati
israeliani entrano nel territorio della Striscia ogni volta che hanno
l'opportunità di assassinare dei miliziani”. Israele dispone
di velivoli senza pilota, i droni, che sorvolano la Striscia 24 ore
su 24 per individuare e colpire i responsabili dei lanci, ma i razzi
continuano ugualmente a venire sparati. “Questo dimostra che
abbiamo imparato le lezioni del passato e ora operiamo in modo più
organizzato” risponde Ahmet, che poi conferma che la ripresa dei
lanci proprio nel periodo dell'inizio delle scuole non è
casuale: “Come l'embargo israeliano su Gaza impedisce agli studenti
palestinesi di iniziare normalmente le scuole, oltre che di comperare
vestiti, cartelle e cancelleria -sia per l'embargo che per la povertà
diffusa- vogliamo che anche gli israeliani di Sderot non si sentano
sicuri, nemmeno gli studenti delle elementari”.Naoki Tomasini
Parole chiave: sderot, qassam, Abu Ahmet, Brigate Al Quds