04/09/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Colpita da due esplosioni Rawalpindi, città caserma dell'esercito pachistano: 24 morti e 66 feriti
di gianluca Ursini
 
Il bilancio nella città-guarnigione dell'esercito pachistano di Rawalpindi è per ora di 24 morti e 66 feriti, alcuni molto gravi. Due attentati dinamitardi hanno scosso in mattinata la prima capitale amministrativa del Pakistan indipendente, che in seguito i militari al comando di questo Paese per metà della sua vita indipendente, hanno destinato a città caserma e sede delle guarnigioni più importanti; ma soprattutto del famigerato Isi ( Intelligence service) il servizio segreto pachistano, più influente nella regione.
 
il bus distruttoColpiti impiegati civili. La prima bomba è scoppiata su un bus che portava al lavoro  funzionari ministeriali, uccidendo fino ad ora 15 persone; pochi minuti dopo non molto lontano una moto-bomba è esplosa per strada, completando la carneficina. Secondo un portavoce della polizia, sul bus si trovavano dipendenti della Commissione pachistana sull'Energia Atomica. "Per noi è un atto di terrorismo, di cui sono state vittime persone
 innocenti", ha dichiarato il portavoce dell'esercito pachistano generale Wahid Arshad.
 
dove ha colpito la moto-bombaCittà guarnigione violata. Un portavoce della polizia locale, Mohammad Hamid ha spiegato la dinamica dell'attentato: una granata è stata lanciata sull'autobus mentre il conducente svoltava sulla piazza del mercato di Qassim, il più affollato di Rawalpindi a quell'ora, secondo i corrispondenti di un'agenzia di stampa francese. Al momento degli attentati, un violento nubifragio si era abbattuto sulla città, ha riferito 'Al Jazira', altrimenti le vittime sarebbero state più del doppio. Adesso i corrispondenti che si collegano dal posto con le varie tv satellitari stanno ponendo l'interrogativo su come sia stato possibile colpire proprio Rawalpindi, città con la maggiore presenza di militari in tutto il Paese, presidiata e difesa con la massima cura. Il secondo attentato è accaduto presso un altro mercato, Chima, tre chilometri più a nord del primo. Secondo l'ufficiale di polizia Mohammed Afzal potrebbero essere coinvolti in questo secondo attentato alcuni funzionari dell'Isi, il temutissimo servizio segreto pachistano. Al momento non risultano rivendicazioni degli attentati, anche se gli integralisti musulmani del Paese avevano giurato vendetta al presidente generale Parvez Musharraf e a tutto il suo entourage militare, dopo la dura repressione della scuola coranica della Mosche a Rossa in luglio, che aveva portato all'uccisione di quasi duecento tra militanti islamici e soldati. 

Gianluca Ursini

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