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Clima mefitico. Nelle stesse ore, la ex premier Sheikh Hasina ha ricevuto altre accuse di corruzione
che si vanno ad aggiungere ai capi d'imputazione di estorsione e omicidio già
pendenti sul suo capo. Il governo ad interim insediato in gennaio, annullando le elezioni previste per febbraio, ha già preso in passato provvedimenti contro le ex premier, incolpate della corruzzione dilagante nel settore pubblico bengalese, ed ha
varato delle Leggi d'Emergenza "fin quando la corruzione non sarà estirpata dal
Paese".
Blitz all'alba. Alle 7.30 del mattino gli oltre cento agenti che circondavano la villa della
segretaria della 'Lega nazionale del Bangladesh' Zia, hanno fatto irruzione e
preso in consegna lei e il figlio, Arafat Rahman Coco, condotti direttamente di
fronte il tribunale, edificio poi circondato da un migliaio di sostenitori della
loro presidentessa. L'accusa è di aver operato favoritismi negli anni di governo
('99-2003) per due ditte logistiche affinché ottenessero il monopolio nei due
maggior snodi per container del Paese. Nel processo saranno coinvolti altri 11
alti dirigenti del partito Nazionalista. Zia, che si è dimessa da premier nell'ottobre
passato, è già coinvolta in un processo per evasione fiscale multi miliardaria,
da prima che la Commissione straordinaria Anti Corruzione (organo giudiziario
indipendente e temporaneo creato dal governo ad interim ed esente da ogni controllo costituzionale), decidesse di mettere luce sul caso
delle concessioni governative nel settore trasporto merci.
Tangenti elettriche. Per la sua avversaria di una vita e fondatrice della Lega Awami invece, Sheikh Hasina, già agli arresti domiciliari da luglio, è stata formalizzata
dal Procuratore generale in mattinata l'accusa di corruzione per aver accettato
tangenti per 450mila dollari (380 mila euri) tra il 1996 e il 2000 da una società
di energia elettrica per operare in un regime favorevole di concessioni governative.
Insieme all'ex premier sono stati accusati altri 6 alti manager pubblici.Gianluca Ursini
Parole chiave: Zia, Arafat Coco, Hasina, Commissione anti-Corruzione