04/09/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Nuove accuse di corruzione ed estorsione per le due ex premier bengalesi in vista di nuove elezioni
di gianluca Ursini
 
Un nuovo arresto. E la vita politica bengalese non riesce a superare la sindrome delle manette; così che tra una accusa di corruzione e l'altra, le ex premier che periodicamente vengono incarcerate dai governi ad interim, appaiono come potenziali concorrenti sull'agone politico, sgominate a furia di ordini di cattura. Il governo di Dacca ha oggi bloccato la ex primo Ministra Khaled Zia insieme con il figlio, con l'accusa di corruzione ed estorsione, anche se il suo legale ha parlato di "arresto per motivi politici". La figlia del generale Ziaur Rahman, padre della patria, ha rifiutato di uscire su cauzione e attenderà il giudizio per direttissima entro la prossima settimana.
 
Khaleda Zia all'ingresso in tribunaleClima mefitico. Nelle stesse ore, la ex premier Sheikh Hasina ha ricevuto altre accuse di corruzione che si vanno ad aggiungere ai capi d'imputazione di estorsione e omicidio già pendenti sul suo capo. Il governo ad interim insediato in gennaio, annullando le elezioni previste per febbraio, ha già preso in passato provvedimenti contro le ex premier, incolpate della corruzzione dilagante nel settore pubblico bengalese, ed ha varato delle Leggi d'Emergenza "fin quando la corruzione non sarà estirpata dal Paese".
 
Arafat Rahman Coco in tribunaleBlitz all'alba. Alle 7.30 del mattino gli oltre cento agenti che circondavano la villa della segretaria della 'Lega nazionale del Bangladesh' Zia, hanno fatto irruzione e preso in consegna lei e il figlio, Arafat Rahman Coco, condotti direttamente di fronte il tribunale, edificio poi circondato da un migliaio di sostenitori della loro presidentessa. L'accusa è di aver operato favoritismi negli anni di governo ('99-2003) per due ditte logistiche affinché ottenessero il monopolio nei due maggior snodi per container del Paese. Nel processo saranno coinvolti altri 11 alti dirigenti del partito Nazionalista. Zia, che si è dimessa da premier nell'ottobre passato, è già coinvolta in un processo per evasione fiscale multi miliardaria, da prima che la Commissione straordinaria Anti Corruzione (organo giudiziario indipendente e temporaneo creato dal governo ad interim ed esente da ogni controllo costituzionale), decidesse di mettere luce sul caso delle concessioni governative nel settore trasporto merci. 
 
la Zia esce dall'interrogatorioTangenti elettriche. Per la sua avversaria di una vita e fondatrice della Lega Awami invece, Sheikh Hasina, già agli arresti domiciliari da luglio, è stata formalizzata dal Procuratore generale in mattinata l'accusa di corruzione per aver accettato tangenti per 450mila dollari (380 mila euri) tra il 1996 e il 2000 da una società di energia elettrica per operare in un regime favorevole di concessioni governative. Insieme all'ex premier sono stati accusati altri 6 alti manager pubblici.
 

Gianluca Ursini

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