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Il libro. Scritto dal giornalista Robert Draper, che segue Bush da quando era governatore
del Texas, il libro è il frutto di diverse conversazioni con ufficiali della Casa
Bianca, ma soprattutto di sei interviste concesse dal presidente negli ultimi
nove mesi. Sciogliendosi sempre di più con il passare degli incontri, arrivando
a parlare con i piedi sul tavolo, pasteggiando a hot-dog e gelati, con un sigaro
spento da rigirare tra i denti. Dead Certain, un gioco di parole tra l'espressione che significa “certissimo” e le migliaia
di caduti statunitensi in Iraq e in Afghanistan, svela vari retroscena con protagonista
l'inquilino degli ultimi sette anni alla Casa Bianca. L'amnesia sui motivi che
portarono al licenziamento di 400mila soldati iracheni – la decisione a cui molti
fanno risalire l'inizio del caos nel Paese – è uno dei punti salienti: “La nostra
strategia era di mantenere intatto l'esercito: non è accaduto”, ha detto Bush.
“Perché? Non ricordo...comunque Hadley ha gli appunti su tutte queste cose”, ha
ammesso il presidente riferendosi al suo consigliere per la Sicurezza nazionale.
Retroscena personali. Il libro fa luce sul “dietro le quinte” dell'uomo Bush. Un presidente con la
mania della mountain bike (anche il giorno prima che l'uragano Katrina colpisse
New Orleans), che dispiega stuoli di collaboratori prima di ogni visita, con il
compito di trovargli percorsi impegnativi e al contempo sicuri. Ma anche un leader
che ha scoperto come il potere ti mette di fronte alle tue responsabilità. “L'auto-compassione
è una delle cose peggiori per un presidente, e questo è un lavoro dove ce n'è
in abbondanza. Il tale che disse 'se vuoi un amico a Washington, prenditi un cane',
sa di cosa stava parlando”, ammette Bush. Che spiega anche di temere la noia,
in vista della forzata pensione a cui andrà incontro tra un anno e quattro mesi.
“Vedo un futuro in cui monto in macchina, mi annoio, vado su e giù tra Dallas
e il mio ranch di Crawford”, dice. Con una frecciatina a Bill Clinton, impegnato
su più fronti dopo aver lasciato la Casa Bianca, promette che “tra sei anni, non
mi vedrete a gironzolare nell'atrio delle Nazioni Unite”. Ma la carriera di conferenziere,
a botte di “50-75mila dollari a partecipazione, quanto prende mio padre”, non
la esclude. “Giusto per riempire un po' le casse di famiglia”, spiega Bush, la
cui fortuna è calcolata comunque in circa 20 milioni di dollari.Alessandro Ursic