03/09/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



L'esercito libanese sconfigge gli ultimi miliziani di Fatah al Islam
La battaglia finale è terminata. Erano settimane che l'esercito libanese annunciava la sconfitta dei miliziani di Fatah al Islam, ormai asserragliati in una piccola porzione del campo profughi e martellati dall'artiglieria. Venerdì scorso, gli ultimi civili rimasti sono stati evacuati, dopodichè è inizata la battaglia, conclusasi domenica con l'ingresso dei soldati nel campo e il tentativo di fuga dei superstiti.

Shaker al Abssi. Domenica all'alba i miliziani, ormai consapevoli di non avere più speranze, hanno tentato di fuggire da Nahr el Bared in tre diversi punti. Il campo era circondato dai mezzi dell'esercito per contenere i tentativi di fuga. Un gruppo di miliziani è sbucato da un tunnel in una zona controllata dall'esercito e ha attaccato i militari. Lo stesso è avvenuto anche poco distante, dove un secondo manipolo attaccava un'altra postazione libanese, con il sostegno di alcuni uomini venuti dall'esterno, che hanno preso di mira i soldati prima di essere uccisi. É possibile che i due attacchi fossero una mossa diversiva per coprire la fuga di Shaker al Abssi, il capo della milizia. Inizialmente si è creduto che al Abssi fosse riuscito a fuggire, ma poi il suo corpo è stato trovato nel campo ed è stato riconosciuto da uno dei miliziani arrestati e dalla moglie. Il bilancio delle azioni di ieri è di 39 miliziani uccisi e 20 arrestati, ma i cento giorni di conflitto sono costati la vita a quasi 160 soldati libanesi, almeno 20 civili e un numero imprecisato di miliziani.

Minaccia palestinese? Ora che la minaccia di Nahr el Bared è disinnescata ci si domanda come abbia fatto un manipolo di miliziani a resistere a un assedio iniziato il 20 maggio senza un sostegno esterno al campo. Un sospetto, quello del supporto esterno, che fa temere che altre cellule possano essere presenti anche in altri dei 12 campi palestinesi in libano, in particolare si ritiene che quelli più a rischio siano quelli di Ain el Helweh, a Sidone, e di Rashidiye, a Tiro. Inoltre servirà un'inchiesta per ricostruire la struttura gerarchica e la catena di comando del gruppo. Per capire se davvero fosse legato con Al Qaeda o non fosse invece connesso con apparati di intelligence stranieri: siriani o sauditi. Per ora la sola certezza è che i miliziani non erano solo palestinesi. Ad esempio, i sei corpi scoperti ieri dall'esercito appena entrato nel campo erano di un libanese un siriano, uno yemenita, un saudita, un serbo e un palestinese.

Una nuova fase. Solidarietà ai profughi palestinesi e gioia per l'intero popolo libanese tutto sono state espresse sia da Hariri che da Hezbollah, le due fazioni che si contendono da un anno il potere in libano. Fino a oggi lo status dei campi palestinesi è stato determinato da una clausola degli accordi di Taif che impedisce l'ingresso delle forze libanesi nei campi, ma oggi il premier Siniora, nel suo discorso per celebrare la vittoria, ha dichiarato che “il campo verrà ricostruito e posto sotto l'autorità del solo governo libanese”. Eliminare l'autonomia dei campi profughi potrebbe essere un'opportunità per migliorare le condizioni di vita dei palestinesi, ma anche l'occasione per una nuova stretta contro di loro.
 

Naoki Tomasini

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