02/09/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Pyongyang rinuncia definitivamente al programma nucleare
Kim Jong IlL'annuncio a Ginevra. Dopo anni di tensioni, minacce, negoziati falliti, la Corea del Nord ha acconsentito allo smantellamento entro l'anno di tutte le sue centrali nucleari, ponendo fine a un braccio di ferro che durava da quattro anni. Con una dichiarazione foriera di conseguenze di portata storica, il negoziatore statunitense, assistente al Segretario di Stato Usa, Cristopher Hill, ha annunciato a Ginevra che i due giorni di colloqui bilaterali tra Washington e Pyongyang hanno prodotto risultati "molto positivi e molto concreti", che contribuiranno al successo del prossimo meeting a sei (con Giappone, Russia, Corea del Sud e Cina), programmato per metà settembre a Pechino.

Il negoziatore Usa Cristopher HillNormalizzazione. "Abbiamo raggiunto un accordo che impegna Pyongyang a fornire una lista completa di tutti i suoi programmi atomici e lo smantellamento degli stessi entro la fine dell'anno", ha dichiarato Hill. La lista include anche i programmi di arricchimento dell'uranio, che Washington considera funzionali allo sviluppo di tecnologia nucleare a fini bellici. Nel corso dei colloqui con il capo negoziatore nord-coreano Kim Gye Gwan, che non ha rilasciato dichiarazioni, è stata anche affrontata la questione della strategia che verrà adottata per procedere ad un'eventuale cancellazione del Paese dalla lista degli Stati che gli Usa accusano di spalleggiare il terrorismo, i cosiddetti 'Stati canaglia'. Un altro punto discusso dai delegati è stato il processo di normalizzazione delle relazioni internazionali tra Corea del Nord e altri Paesi, Giappone in testa.

L'impianto nucleare di YongbyonAnni di fallimenti. Hill si è detto fiducioso che la prossima sessione dei colloqui a sei produrrà risultati ancor più soddisfacenti, oltre a fornire maggiori dettagli sul piano di smantellamento del nucleare. La contropartita, per Pyongyang, è rappresentata da aiuti finanziari e sostegno energetico. La Corea del Nord ha già ricevuto 50 mila tonnellate di petrolio da Seul, in cambio della chiusura di un reattore nucleare, avvenuta a luglio. Altre 950 mila tonnellate di petrolio verranno fornite al Paese di Kim Jong, il 'presidente perpetuo' che governa il Paese con braccio di ferro dal 1994, quando tutti gli impianti saranno smantellati. I recenti sviluppi sul nucleare sono il risultato di anni di tensioni e fallimenti dei negoziati, che hanno raggiunto l'apice nell'estate scorsa, quando sette missili, tra cui il Taepodong-2 (capace di percorrere 6 mila chilometri, ma schiantatosi 40 secondi dopo il lancio), vennero lanciati nel mare del Giappone, alzando al massimo il livello di allerta dei Paesi confinanti e tenendo il mondo intero con il fiato sospeso.

Luca Galassi

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