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Sanità e Fatah. La reazione del partito islamico rischia di portare alla paralisi il fragile
sistema sanitario della Striscia che, già provato dalle continue carenze di medicinali,
acqua potabile, elettricità e combustibile, si trova ora coinvolto nella rivalità
politica tra i due schieramenti palestinesi. Una situazione che si ripercuote
nuovamente sulla popolazione civile. La maggior parte della popolazione di Gaza,
infatti, fa riferimento agli ospedali pubblici per le cure, che sono gratuite
per chi ha la copertura sanitaria che costa meno di 15 dollari al mese. Il costo
di una visita nelle cliniche private, invece, varia tra i 7 e i 17 dollari. Una
spesa non da poco per il 70 percento della popolazione della Striscia - 1,4 milioni
di persone - vive con meno di 500 dollari al mese. Dall'inizio della protesta
dei medici molte persone si son trovate a fare lunghe code negli ospedali senza
poi riuscire a farsi visitare. La maggioranza dei medici nella Striscia sono sostenitori
di Fatah, così come il principale ospedale della Striscia, lo Shifa di Gaza città,
è considerato un ente vicino al partito del presidente Mazen. I dottori promettono
di resistere ai tentativi di chiusura delle cliniche, ma nei giorni scorsi ne
sono già state chiuse quattro. Secondo loro la protesta, che dovrebbe peroseguire
fino al 12 settembre - inizio del mese di ramadan - è necessaria perché il partito
islamico sta tentando di sostituirli con i propri sostenitori.
Reazioni. “Non intendiamo giocare con il campo della salute” ha cercato di rassicurare
l'opinione pubblica Khaled Radi del inistero della Sanità di Hamas, “abbiamo sempre
preso provvedimenti contro i medici che partecipano a scioperi politici”. Dal
governo di Fatah in Cisgiordania, invece, il ministro dell'Informazione Riad al
Maliki rincara la dose dichiarando che “a Hamas non interessa la qualità del servizio
sanitario, stiamo con i medici della Striscia e siamo pronti a sostenerli”. “Quello
degli ospedali non è un caso isolato” commenta il dottor Abu Ala, docente all'università
di Gaza. “Penso che tutti i settori della vita pubblica siano stati manipolati
dal conflitto politico tra Hamas e il governo di Ramallah. Quest'ultimo in particolare
è stato particolarmente abile nel manipolare il proprio potere contro l'autorità
di Gaza, secondo i piani di Elliot Abrams”. Abrams è il diplomatico che gestisce
per conto della Casa Bianca il sostegno al governo di Salam Fayyad contro quello
di Hamas. Sotto la sua gestione gli Usa e israele hanno sovvenzionato con quasi
cento milioni di dollari il governo di Fatah, hanno armato e formato le loro forze
di sicurezza che, nonostante tutto, sono uscite sconfitte dal confronto con Hamas
nella Striscia di Gaza. Naoki Tomasini