08/09/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



I medici di Fatah scioperano e Hamas ordina la chiusura delle cliniche private di Gaza
All'inizio di agosto molti medici degli ospedali pubblici della Striscia di Gaza hanno lanciato una specie di sciopero per protestare contro l'arresto di un loro collega vicino a Fatah. La protesta, diretta contro l'autorità di Hamas nella Striscia, è stata organizzata dal governo di emergenza in Cisgiordania, che paga loro i salari. I medici solidali con Fatah hanno ridotto a tre ore al giorno il loro orario di lavoro, e hanno continuato a ricevere i pazienti nelle cliniche private. Lunedì, in risposta alla protesta dei medici vicini a Fatah, il governo locale di Hamas ha ordinato la chiusura delle cliniche private.

Una delle cliniche chiuse da HamasSanità e Fatah. La reazione del partito islamico rischia di portare alla paralisi il fragile sistema sanitario della Striscia che, già provato dalle continue carenze di medicinali, acqua potabile, elettricità e combustibile, si trova ora coinvolto nella rivalità politica tra i due schieramenti palestinesi. Una situazione che si ripercuote nuovamente sulla popolazione civile. La maggior parte della popolazione di Gaza, infatti, fa riferimento agli ospedali pubblici per le cure, che sono gratuite per chi ha la copertura sanitaria che costa meno di 15 dollari al mese. Il costo di una visita nelle cliniche private, invece, varia tra i 7 e i 17 dollari. Una spesa non da poco per il 70 percento della popolazione della Striscia - 1,4 milioni di persone - vive con meno di 500 dollari al mese. Dall'inizio della protesta dei medici molte persone si son trovate a fare lunghe code negli ospedali senza poi riuscire a farsi visitare. La maggioranza dei medici nella Striscia sono sostenitori di Fatah, così come il principale ospedale della Striscia, lo Shifa di Gaza città, è considerato un ente vicino al partito del presidente Mazen. I dottori promettono di resistere ai tentativi di chiusura delle cliniche, ma nei giorni scorsi ne sono già state chiuse quattro. Secondo loro la protesta, che dovrebbe peroseguire fino al 12 settembre - inizio del mese di ramadan - è necessaria perché il partito islamico sta tentando di sostituirli con i propri sostenitori.

Coda nella sala d'attesa del Gaza European hospitalReazioni. “Non intendiamo giocare con il campo della salute” ha cercato di rassicurare l'opinione pubblica Khaled Radi del inistero della Sanità di Hamas, “abbiamo sempre preso provvedimenti contro i medici che partecipano a scioperi politici”. Dal governo di Fatah in Cisgiordania, invece, il ministro dell'Informazione Riad al Maliki rincara la dose dichiarando che “a Hamas non interessa la qualità del servizio sanitario, stiamo con i medici della Striscia e siamo pronti a sostenerli”. “Quello degli ospedali non è un caso isolato” commenta il dottor Abu Ala, docente all'università di Gaza. “Penso che tutti i settori della vita pubblica siano stati manipolati dal conflitto politico tra Hamas e il governo di Ramallah. Quest'ultimo in particolare è stato particolarmente abile nel manipolare il proprio potere contro l'autorità di Gaza, secondo i piani di Elliot Abrams”. Abrams è il diplomatico che gestisce per conto della Casa Bianca il sostegno al governo di Salam Fayyad contro quello di Hamas. Sotto la sua gestione gli Usa e israele hanno sovvenzionato con quasi cento milioni di dollari il governo di Fatah, hanno armato e formato le loro forze di sicurezza che, nonostante tutto, sono uscite sconfitte dal confronto con Hamas nella Striscia di Gaza.
 

Naoki Tomasini

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