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Mastaba. La
costruzione si chiamerà mastaba, come le tombe usate
nell'antico egitto prima dell'introduzione delle piramidi. 390.500
barili di petrolio vuoti, colorati di giallo e arancio, andranno a
comporre una piramide a punta piatta ispirata ai sepolcri degli
antichi re del Nilo. Sarà alta come due terzi della torre
Eiffel, 150 metri, e
avrà una base di
67.500 metri quadri, ben
più ampia della piramide di Giza. Di preciso non si sa ancora
dove verrà costruita, ma gli ideatori sostengono che, una
volta eretta, potrebbe durare almeno 5mila anni. A
fine luglio Christo e
Jeanne Claude hanno presentato il progetto alla
galleria Guy Pieters a Saint Paul, nel sud della Francia, dove hanno
incassato l'interessamento delle autorità degli Emirati, da
cui sperano di ottenere il finanziamento per la costruzione.
Generalmente i due artisti realizzano i loro progetti di arte
ambientale con la vendita dei bozzetti e delle miniature ma, in
questo caso, la mole della costruzione è tale che non sarebbe
possibile realizzarla senza uno sponsor come il governo degli Emirati
Arabi.
Monumento
all'oro nero. La mastaba sorgerà in un area leggermente
sopraelvata, in modo da essere vista anche in lontananza dalla gente
di passaggio. La superfice convessa dei barili dovrà
riflettere la luce in modo diverso nelle varie ore del giorno,
producendo riflessi simili ai mosaici islamici. Inoltre, la struttura
sarà immersa in un'oasi di palme ed eucalipti per attutire la
forza delle tempeste di sabbia. Una
piramide costruita con barili di petrolio pare particolarmente adatta
a simboleggiare un paese che basa la propria economia sull'oro nero e
investe miliardi nella costruzione di edifici futuristici e
magniloquenti, come il Burj al-Arab di Dubai e i grattacieli di Abu
Dhabi. Quanto ai significati simbolici del progetto, però, gli
autori non si espongono. Il mastaba -scrivono nella presentazione- è
un lavoro d'arte il cui scopo è essere se stessa. “Non siamo
artisti concettuali” spiegano i due, sottolineando come i loro
progetti non siano fatti per restare sulla carta. Christo
e Jeanne Claude
rifiutano anche la definizione di land artist, ma poi concludono
spiegando che “sì, le etichette sono importanti, ma
soprattutto per le bottiglie di vino”red
Parole chiave: Christo e Jeanne claude, mastaba, emirati arabi uniti, petrolio, barili