11/09/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Christo e Jeanne Claude progettano una piramide di barili di petrolio negli Emirati Arabi
Una monumentale piramide, costruita con barili vuoti di petrolio, potrebbe presto sorgere negli Emirati Arabi Uniti. É l'ambizioso progetto che l'artista di origine bulgara Christo e sua moglie Jeanne Claude cercano di realizzare da trent'anni.

Il progetto della mastabaMastaba. La costruzione si chiamerà mastaba, come le tombe usate nell'antico egitto prima dell'introduzione delle piramidi. 390.500 barili di petrolio vuoti, colorati di giallo e arancio, andranno a comporre una piramide a punta piatta ispirata ai sepolcri degli antichi re del Nilo. Sarà alta come due terzi della torre Eiffel, 150 metri, e avrà una base di 67.500 metri quadri, ben più ampia della piramide di Giza. Di preciso non si sa ancora dove verrà costruita, ma gli ideatori sostengono che, una volta eretta, potrebbe durare almeno 5mila anni. A fine luglio Christo e Jeanne Claude hanno presentato il progetto alla galleria Guy Pieters a Saint Paul, nel sud della Francia, dove hanno incassato l'interessamento delle autorità degli Emirati, da cui sperano di ottenere il finanziamento per la costruzione. Generalmente i due artisti realizzano i loro progetti di arte ambientale con la vendita dei bozzetti e delle miniature ma, in questo caso, la mole della costruzione è tale che non sarebbe possibile realizzarla senza uno sponsor come il governo degli Emirati Arabi.

30 anni. L'idea della mastaba è stata concepita trenta anni fa, nel 1977. Allora Christo e Jeanne Claude spesero più di un milione di dollari preparando la costruzione con le autorità degli Emirati, coinvolgendo ingegneri e disegnatori provenienti da Stati Uniti Gran Bretagna, Svizzera e Giappone. Poi, con lo scoppio della guerra tra Iran e Iraq, nel 1982, dovettero abbandonare il progetto e non tornarono più nella penisola arabica. Negli anni successivi tentarono di realizzare la piramide di barili in Texas e poi in Olanda, ma in entrambe le occasioni la costruzione non venne avviata. Ora le autorità di Abu Dhabi sembrano nuovamente disposte a finanziare il progetto.

Sagoma della mastaba paragonata alla piramide di GizaMonumento all'oro nero. La mastaba sorgerà in un area leggermente sopraelvata, in modo da essere vista anche in lontananza dalla gente di passaggio. La superfice convessa dei barili dovrà riflettere la luce in modo diverso nelle varie ore del giorno, producendo riflessi simili ai mosaici islamici. Inoltre, la struttura sarà immersa in un'oasi di palme ed eucalipti per attutire la forza delle tempeste di sabbia. Una piramide costruita con barili di petrolio pare particolarmente adatta a simboleggiare un paese che basa la propria economia sull'oro nero e investe miliardi nella costruzione di edifici futuristici e magniloquenti, come il Burj al-Arab di Dubai e i grattacieli di Abu Dhabi. Quanto ai significati simbolici del progetto, però, gli autori non si espongono. Il mastaba -scrivono nella presentazione- è un lavoro d'arte il cui scopo è essere se stessa. “Non siamo artisti concettuali” spiegano i due, sottolineando come i loro progetti non siano fatti per restare sulla carta. Christo e Jeanne Claude rifiutano anche la definizione di land artist, ma poi concludono spiegando che “sì, le etichette sono importanti, ma soprattutto per le bottiglie di vino”

red

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