31/08/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Nella regione più industrializzata e fertile del Paese, i conflitti tra Madhesi e Governo più l'anarchia degli ex ribelli maoisti fanno chiudere l'economia
Gli uomini d'affari vogliono lasciare la regione meridionale nepalese del Terai, stufi di ricatti, interruzioni alla produzione e blocchi continui dei trasporti dovuti allo stato di costante conflitto tra minoranza Madhesi e Kathmandu da una parte, e alle frazioni di Maoisti che continuano a vivere con le armi in pugno. La Camera di commercio nazionale ha preso atto del difficile momento economico, dicendo che è "il peggiore nell'ultimo decennio, sta andando peggio adesso che durante il conflitto tra Governo e Maoisti".
 
 
il Terai è la regione più a Sud del NepalBlocco nei trasporti. Quasi tutte le aziende di trasporti hanno avuto ultimamente difficoltà a consegnare i loro carichi verso la capitale a causa dei taglieggiamenti degli ex ribelli maoisti incapaci di riciclarsi in una vita senza divisa. Nelle ultime settimane Kathmandu non ha quasi ricevuto mercanzie dalla ricca regione del Terai, cuore produttivo industriale ed agricolo del Nepal. IL 60 percento della produzione agricola di queste rare terre in piano nel Paese himalayano è diretto verso il distretto della capitale. "La situazione adesso è peggiorata rispetto alla guerra tra Maoisti e Re, perchè allora dovevamo contrattare solo con un gruppo di ribelli, mentre ora abbiamo perso il conto di quanti siano" ha detto a un operatore umanitario l'imprenditore Binod Shreshtra dal Terai. 
 
 
incidenti causati dagli indipendentistiOppressi da estorsioni e ricatti  Le estorsioni dei gruppi maoisti sono adesso divenute mensili, da quando il comitato centrale del Partito è andato al potere nello scorso aprile in seguito all'applicazione degli accordi di pace, siglati nel novembre 2006. La ong nepalese Insec, (Centro servizi Informazione del terzo settore) ha raccolto un ampio dossier con le denunce degli operatori della regione al confine con l'India, che denunciano sistematicamente il 'pizzo' da pagare a elementi fuoriusciti dal partito e dal sindacato Maoista. Secondo questi rapporti, i leader del partito trasferitisi a Kathamndu non sono più in grado di controllare la loro truppa sciolta sul territorio. Scontri tra Maoisti e indipendentisti Madhesi come la Jtmm (Janatantrik Teerai Mukti Morcha) sono sempre più frequenti. I Maoisti avevano infatti appoggiato la lotta delle fazioni Madhesi per ottenere maggiore autonomia dalla maggioranza Pahadi che controlla Kathmandu, ma adesso che sono al potere nella capitale, non avrebbero bisogno di questi gruppi che reclamano maggiore potere per un gruppo etnico, di origini indiane, che rappresenta un terzo dei 27 milioni di nepalesi. I gruppi indipendentisti stanno portando avanti con costanza ricatti ed intimidazioni ai danni dei manager Pahadi; sono le élitès del gruppo maggioritario a dirigere quasi tutte le fabbriche con manovalanza Madhese. "La situazione è ormai fuori controllo e noi manager non abbiamo più nessuna garanzia contro questa anarchia, che ci costringerà ad abbandonare la regione" ha detto un componente del Cda della Confindustria nepalese, Damodar Acharya. E la situazione è pesante anche per i Madhesi: "Tra un mese non avrò più niente da mangiare per i miei figli: la mia fabbrica ha chiuso. Il mio unico futuro è emigrare in India" ha dichiarato alla Ong il sindacalista Ramu Biswakarma.
 

Gianluca Ursini

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