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A sangue freddo. A poco meno di vent'anni dall'Operazione Albania, nella quale gli agenti dei
servizi cileni (Cni) uccisero 12 militanti comunisti che avevano attentato alla
vita di Pinochet, il capo del Cni, il generale Hugo Salas Wenzel, è stato condannato
al carcere a vita. Si è concluso ieri il processo sui fatti dell'estate dell'86,
quando 12 membri del Fronte Patriottico Manuel Rodriguez pianificarono l'omicidio
del presidente cileno Augusto Pinochet. I 'frentisti' furono incarcerati e, su
ordine di Salas Wenzel, assassinati. La junta militar cilena aveva sempre sostenuto che gli oppositori del regime erano morti in uno
scontro a fuoco con le forze di sicurezza, ma una successiva indagine provò che
erano stati arrestati e uccisi a sangue freddo.
"Sentenza ingiusta". La condanna di Salas è stata emessa nel gennaio di quest'anno. Il generale fu
scarcerato in attesa del processo di appello. La Corte Suprema ha ratificato all'unanimità
il provvedimento, di portata storica, visto che si tratta del primo gerarca cileno
a essere condannato all'ergastolo per violazione di diritti umani. Due militari
imputati nel processo si sono visti aumentare la pena a 20 anni (nel caso del
maggiore Alvaro Corbalan Castilla) e a 8 anni (per l'ufficiale Emilio Neira).
Degli altri dodici, solo cinque sconteranno la pena, e sette usufruiranno di sconti
o provvedimenti alternativi alla detenzione. Juan Carlos Manns, difensore di Salas
Wenzel, ha definito la sentenza "altamente ingiusta". Le autorità cilene hanno
risarcito i familiari delle vittime con 600 mila euro.
Trentamila torturati. Durante il regime di Pinochet furono torturate, secondo quanto rilevato dalla
Commissione Valech nel gennaio 2005, almeno 30 mila persone. Gli oppositori uccisi
negli anni della dittatura (1973-1990) sono stati circa 3 mila. Pinochet, che
dal 2004 era agli arresti domiciliari a seguito del processo per gli omicid dell'Operazione
Condor (nell'ambito della quale fu assassinato il generale Carlos Prats, suo predecessore,
che dopo il colpo di Stato dell'11 settembre 1973 si trovava in esilio in Argentina),
è morto il 10 dicembre dello scorso anno a 91 anni nell'ospedale militare di Santiago
del Cile.
Luca Galassi
Parole chiave: pinochet, salas wenzel, condanna, corte suprema cilena, cile