Arrestato a Utrecht, dove viveva in esilio dall’88, il leader comunista filippino José Maria Sison

José Maria Sison, intellettuale marxista di 68 anni, è il fondatore del Partito
comunista filippino (Ccp) e del Nuovo esercito popolare (Npa), movimento guerrigliero
attivo fin dagli anni ’70 nonostante una dura repressione militare che ha causato
finora circa 90 mila morti. Dopo aver passato nove anni nelle carceri militari
filippine sotto la dittatura di Ferdinand Marcos, nel 1988 si era rifugiato in
Olanda. Nel 2002 era stato inserito nelle liste dei terroristi internazionali
di Stati Uniti e Unione europea.
Oggi la polizia olandese ha fatto irruzione nella sua casa di Utrecht e lo ha
arrestato, pare con l’accusa di essere il mandante di due omicidi politici avvenuti
nelle Filippine nel 2003 e 2004. Gli agenti hanno anche perquisito gli uffici
olandesi del Fronte Nazionale Democratico (Ndf) di cui Sisòn era capo consigliere
politico, sequestrando computer e documenti.
La presidentessa filippina Gloria Macapagal-Arroyo ha commentato l’arresto parlando
di “un gigante passo verso la pace, una vittoria della giustizia e dello stato
di diritto”.
“Un arresto illegale” basato su “nuove false accuse” contro Sison, secondo Il
Partito Comunista Filippino e il Fronte Nazionale Democratico, “fabbricate dal
governo Arroyo per rovesciare le recenti vittorie legali di Sisòn: il mese scorso
la Corte Suprema filippina lo aveva scagionato da ogni accusa e subito dopo il
Tribunale Europeo di Primo Grado aveva criticato e annullato l’inclusione di Sison
nella lista dei terroristi”.
In un’intervista* realizzata a Utrecht solo pochi giorni fa, Sison aveva dichiarato
a PeaceReporter:
“Dopo gli attentati dell’11 settembre 2001 sono stato inserito nelle ‘liste nere’
statunitense ed europea dei terroristi internazionali. E lo sono ancora oggi,
sebbene a luglio il Tribunale Europeo di Primo Grado si sia chiaramente espresso
per la mia cancellazione dalla lista nera dell’Ue. Io sono un comunista, non un
terrorista: i governi europei sbagliano a seguire la linea Bush per cui tutti
i movimenti rivoluzionari e anti-imperialisti sono terroristi. Mi sono sempre
opposto con forza sia al terrorismo di gruppi come al-Qaeda o Abu Sayyaf che al
terrorismo di Stato degli Usa e di altre potenze che opprimono con lo sfruttamento
economico e uccidono migliaia di persone con le loro guerre di aggressione”.