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Attacchi. Sia lunedì che
martedì i miliziani hanno sparato sulla folla nei pressi delle
moschee, uccidendo un numero imprecisato persone. La polizia irachena
ha circoscritto le aree a rischio e ha iniziato a dare loro la
caccia, dando vita a nuove sparatorie in varie parti della città.
Il numero delle vittime accertate è attualmente 26, si tratta
soprattutto di agenti della sicurezza. Secondo il generale Abdul
Karim Khalaf, portavoce del ministero dell'Interno, la situazione ora
sarebbe sotto controllo, ma dalla città giungono diverse
testimonianze che parlano del caos generato dai pellegrini
disordinatamente in fuga dai proiettili. Fonti della polizia di
Kerbala riferiscono ancora di sporadiche sparatorie e alcuni testimoni
parlano di granate cadute nei pressi dei santuari. Paradossalmente,
pare che la fuga dei pellegrini sia rallentata proprio dai numerosi
check point allestiti per la loro protezione.
Insicurezza. Da giorni,
centinaia di autobus stipati di pellegrini giungono a Kerbala da
tutte le città del paese, per per festeggiare il compleanno
del dodicesimo e ultimo imam sciita, Mohammed al Mahdi, scomparso nel
19mo secolo. Il momento principale della celebrazione religiosa,
chiamata Shabaniyah, cade la notte tra martedì e mercoledì,
e già da domenica le forze dell'ordine avevano disposto
imponenti misure di sicurezza per evitare attacchi contro la massa
dei fedeli. Anche gli imam della città avevano tenuto dei
sermoni per invitare la folla alla calma ma, già nella notte
tra lunedì e martedì, un gruppo composto da pellegrini
e miliziani attaccava un check point nei pressi dei santuari,
uccidendo 4 persone e dando inizio a una battaglia che si è
protratta a tutta la giornata di oggi. Al momento le vittime odierne
sono 10, tra cui due donne, e i feriti almeno 50.Naoki Tomasini