28/08/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Un milione di pellegrini cerca di lasciare la città santa sciita sfuggire agli scontri
La città di Kerbala potrebbe diventare un campo di battaglia. Lo sostengono le autorità irachene che, dopo i 26 morti negli scontri di ieri e oggi tra miliziani sciiti e forze di sicurezza irachene, hanno imposto il coprifuoco e ordinato ai pellegrini, almeno un milione di persone, di lasciare la città.

Attacchi. Sia lunedì che martedì i miliziani hanno sparato sulla folla nei pressi delle moschee, uccidendo un numero imprecisato persone. La polizia irachena ha circoscritto le aree a rischio e ha iniziato a dare loro la caccia, dando vita a nuove sparatorie in varie parti della città. Il numero delle vittime accertate è attualmente 26, si tratta soprattutto di agenti della sicurezza. Secondo il generale Abdul Karim Khalaf, portavoce del ministero dell'Interno, la situazione ora sarebbe sotto controllo, ma dalla città giungono diverse testimonianze che parlano del caos generato dai pellegrini disordinatamente in fuga dai proiettili. Fonti della polizia di Kerbala riferiscono ancora di sporadiche sparatorie e alcuni testimoni parlano di granate cadute nei pressi dei santuari. Paradossalmente, pare che la fuga dei pellegrini sia rallentata proprio dai numerosi check point allestiti per la loro protezione.

Insicurezza. Da giorni, centinaia di autobus stipati di pellegrini giungono a Kerbala da tutte le città del paese, per per festeggiare il compleanno del dodicesimo e ultimo imam sciita, Mohammed al Mahdi, scomparso nel 19mo secolo. Il momento principale della celebrazione religiosa, chiamata Shabaniyah, cade la notte tra martedì e mercoledì, e già da domenica le forze dell'ordine avevano disposto imponenti misure di sicurezza per evitare attacchi contro la massa dei fedeli. Anche gli imam della città avevano tenuto dei sermoni per invitare la folla alla calma ma, già nella notte tra lunedì e martedì, un gruppo composto da pellegrini e miliziani attaccava un check point nei pressi dei santuari, uccidendo 4 persone e dando inizio a una battaglia che si è protratta a tutta la giornata di oggi. Al momento le vittime odierne sono 10, tra cui due donne, e i feriti almeno 50.

Mahdi. Le forze di sicurezza di Bagdhad accusano direttamente l'esercito del Mahdi di Moqtada al Sadr, che sarebbe responsabile delle sparatorie che hanno scatenato il caos e dell'assalto al check point di questa notte. La milizia del partito di Moqtada Al Sadr trae il suo nome proprio dall'imam sciita che si festeggia in questi giorni, il Mahdi, ma la ragione dietro l'attacco durante la sua celebrazione potrebbe essere più strategica che religiosa. Attualmente, infatti, le moschee di Kerbala sono controllate dall'altro grande partito sciita iracheno, il Consiglio supremo islamico iracheno, Siic, cui l'esercito del Mahdi contende il primato nei centri sciiti a sud della capitale.
 

Naoki Tomasini

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