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“La situazione è drammatica e peggiora di giorno in giorno:
nessun altro paese al mondo, a parte la Cina di un secolo fa, ha mai avuto un
così estesa superficie destinata a produzioni illegali”. Una produzione che “ha
raggiunto livelli paurosi, raddoppiando rispetto a due anni fa”.
Helmand, la maggior
fonte di droga del pianeta. La provincia di Helmand, che quest’anno ha
fornito il 53 percento della produzione nazionale, si conferma “la capitale”
dell’oppio afgano e la principale fonte di droga di tutto il pianeta. Con i
suoi scarsi 2 milioni e mezzo di abitanti, questa piccola regione surclassa la
produzione di narcotici di nazioni intere come la Colombia (coca), il Marocco
(cannabis)
o la Birmania (oppio). Dall’Helmand – provincia in gran parte controllata dai
talebani – nono esce più solo oppio, ma anche tantissimo “prodotto lavorato”,
ovvero eroina. Nei distretti montani roccaforti della guerriglia, in
particolare nella zona di
Musa Qala, sono stati infatti impiantati centinaia di laboratori
artigianali dove la pasta d’oppio viene raffinata e trasformata in eroina.
Collusione governo - narcotrafficanti.
Se realtà come quella di Helmand dimostrano un evidente legame tra talebani e
produzione di oppio, altre realtà rivelano che lo stesso governo afgano ha le
mani sporche d’oppio. La seconda provincia afgana più produttiva è infatti
quella orientale di Nangarhar, che quest’anno ha visto un incremento produttivo
impressionante: 285 percento in più rispetto al 2006. Qui non parliamo di campi
di papavero incassati nelle inaccessibili vallate controllate dai talebani, ma
di piantagioni che si estendono nella pianura di Jalalabad, alle porte di
Kabul: una zona controllata dal governo. Enrico Piovesana