27/08/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Musharraf, Bhutto, Sharif, futuro a tre per le presidenziali pachistane
di gianluca Ursini
 
Per le elezioni presidenziali di ottobre in Pakistan si annuncia una partita a tre. La recente disputa sul rientro dell'ex premier Navaz Sharif, deposto dal colpo di Stato del 1999, ha innescato una battaglia a colpi di ricorsi e carte bollate, a una settimana dai colloqui informali di Dubai tra il dittatore Pervez Musharraf e l'ex premier Benazir Bhutto. Intanto in questi giorni si moltiplicano le notizie sull'insurrezione delle incontrollabili province a Nord Est. Oggi sono stati rilasciati 18 soldati sequestrati nelle settimane passate nel Sud Waziristan. In 15 erano stati presi con la forza vicino Manshar 10 gironi orsono. Uno è stato ucciso la scorsa settimana, e altri tre erano finiti nelle mani dei capi tribù waziri alla fine della scorsa settimana d'agosto.
 
P. Musharraf e B. Bhutto Bhutto in campo, tra buone notizie e dimissioni. Se però dal Waziristan in settimana arrivavano brutte notizie, per fortuna a lieto fine, le cronache da Dubai aprivano scenari contrastanti. L'incontro Musharraf-Bhutto doveva decidere del possibile rientro in campo dell'illustre figlia d'arte. Questo permetterebbe al dittatore in carica di allungare il proprio mandato vincendo alle elezioni presidenziali e garantirebbe un rientro politico incruento alla prima donna presidente in un Paese musulmano. Una condizione essenziale posta dalla figliadi Zia ul Haq per l'alleanza col generale, era che il generale-premier abbandonasse la divisa. Ma per ora Musharraf non ci pensa proprio. Tant'è che il suo ministro della Tecnologia ha abbandonato l'Esecutivo giustificando le sue dimissioni proprio con le "mancate promesse del generale", soprattutto la menzogna di smettere il verde militare.
 
 
sostenitori di Sharif Legulei e azzeccagarbugli. E non è finita: giovedì 23 agosto è arrivata la decisione di permettere il rientro in patria di Sharif da parte della Corte Suprema del giudice Iftshakir Chodry. Anche il magistrato era stato oggetto il mese scorso di un delicato braccio di ferro con il dittatore Musharraf per poter rientrare nella propria carica e decidere su questioni spinose come la vicenda Sharif. I legali dell'ex premier, dopo aver vinto questa prima battaglia, hanno presentato attraverso il loro rappresentante A. K. Dogan una richiesta di interdizione dai pubblici uffici per quel che formalmente viene chiamato 'Presidente Musharraf'. Il ricorso alla Corte Suprema, supportato dalla Ong pro-Sharif 'Forum degli avvocati',  chiede anche che l'attuale leader pachistano venga inabilitato all'esercizio di qualsiasi altro pubblico potere "per aver mancato alla caratteristiche di neutralità e indipendenza che la Costituzione richiede al suo ruolo", facendo leva su di una vecchia sentenza della stessa Corte suprema del giugno 2005, dove si era promnunciata su di un Emendamento alla Carta suprema.
 
N. SharifBando illegittimo. "E' un giorno di festa per il Pakistan e di cordoglio per la tirannia", questo il commento dell'ex premier, che era stato incarcerato per "attentato alle istituzioni" nel dicembre 2000, dopo aver tentato attraverso il parlamento di togliere dalle mani del generale Musharraf il comando delle Forze armate, a seguito del golpe del 1999 con il quale l'attuale dittatore prese il potere. Di fronte la Corte suprema, il collegio di Avvocati dello Stato che parlavano in nome della presidenza, hanno provato a presentare una dichirazione, si suppone autografata dallo stesso Sharif. In essa l'ex premier avrebbe dichiarato "spontaneamente" di accettare 10 anni di esilio in cambio della impunità per i suoi cari e del suo rilascio dalla prigione. Un documento che la Corte ha ritenuto "non riconducibile" a Sharif, per la mancanza della sua firma, e comunque "illegittimo" secondo la legge pachistana vigente. "Non si può tenere nessun uomo libero all'estero e tenerlo in esilio, lo ha stabilito la Corte: Navaz Sharif può rientrare in Pakistan e presentarsi alle prossime elezioni come candidato" ha detto il presidente del collegio difensivo Nekruddin Ibrahim. Dal suo esilio londinese, Sharif ha annunciato lunedì 27 agosto che il suo rientro si fa "sempre più imminente, questione di giorni più che settimane". Forse già dalla prossima settimana Bhutto, Musharraf e Sharif si troveranno in un 'Triangolo' non voluto che difficilmente potrà quadrare.
 

Gianluca Ursini

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