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Criminali punto e basta. È l'anarchia a farla da padrona nella periferia di Rio. La
criminalità organizzata sguazza in uno stagno di povertà, impunità e
desolazione, e si erge quale factotum che tutto controlla. Basata sul
narcotraffico, sul contrabbando di armi, su pizzi e contributi estorti alla
gente dei villaggi, la malavita si fa strada a suon di colpi d'arma da fuoco.
Uccide l'adepto che ha sbagliato, o quello che ha tradito; si improvvisa in estemporanei
duelli con pattuglie di polizia la squadre di militari spedite a dare quanto
meno la parvenza della presenza statale; si scontra in quotidiani far west con
bande rivali per il controllo del territorio ed si guarda le spalle da bande
paramilitari, che si improvvisano tutori dell'ordine a suon di mitra. Tutto
questo, alla faccia di donne, bambini, anziani, famiglie che tentato di vivere
una vita decente in una zona che di decente ha ormai ben poco.
Almeno i corpi. Le famiglie degli scomparsi non si danno pace. Da anni
reclamano informazioni sui loro congiunti, generalmente giovani, molti dei
quali minorenni. Le regole del gioco criminale sono spietate: i cadaveri
scomodi vengono sotterrati alla zitta in luoghi ameni per evitare problemi con
la polizia. Chi è eliminato non ha nemmeno il diritto a un funerale. E, a
quanto raccontato alla polizia da alcuni narcos
‘pentiti’, prima di essere uccisi, vengono persino torturati. Anzi, durante un
processo, uno di questi delinquenti raccontò, davanti alla madre di uno dei
giovani desaparecidos - la quale svenne - che prima di finirlo, al ragazzo
furono tagliate le narici con le forbici. E, durante il percorso fino al luogo
della sepoltura, li vennero tagliati uno a uno ogni dito, le orecchie e la
lingua. Un'altra volta la vittima venne squartata ancora in vita e i pezzi del
cadavere vennero poi sparpagliate.
Libertà d'informare. Una sorte simile toccò anche a un giornalista. Si chiamava
Tim Lopes e lavorava per O Globo. Prima di venir ucciso a colpi in testa, venne
barbaramente torturato. Poi i suoi resti vennero carbonizzati. A raccontarlo,
uno dei delinquenti che prese parte al commando omicida, arrestato dalla
polizia. Stella Spinelli
Parole chiave: rio de janeiro, favelas, desaparecidos, stella spinelli