stampa
invia
Le ragioni dietro il patto. L'avvicinamento tra Australia e India non riguarda solo il nucleare. In ballo
ci sono un progetto per un accordo di libero scambio, esercitazioni navali comuni,
la cooperazione in materia di anti-terrorismo e peacekeeping, l'appoggio di Canberra
alla richiesta di Nuova Delhi per un seggio permanente al Consiglio di Sicurezza
dell'Onu. Sembra proprio essere passato tanto tempo rispetto al 1998, quando l'Australia
sospese le relazioni diplomatiche con l'India dopo che questa aveva effettuato
dei test nucleari. Ma come ha scritto un analista sul quotidiano The Australian, “l'espresso indiano sta lasciando la stazione. L'unico posto buono per noi
è a bordo”. In altre parole, il governo ha deciso di puntare sull'India e sulla
sua ascesa economica: dopo una crescita degli scambi del 30 percento l'anno nell'ultimo
decennio, oggi l'India è il quarto mercato per le esportazioni australiane.
Le proteste del Pakistan. L'intesa tra Australia e India, ma soprattutto il fatto che il governo indiano
abbia ventilato la possibilità di riprendere i test di armi nucleari, ha messo
in allarme anche il Pakistan. Dopo gli esperimenti effettuati da entrambi nel
1998, quando la tensione tra i due Paesi faceva temere una quarta guerra, Nuova
Delhi e Islamabad si accordarono per una moratoria che finora ha tenuto. “Qualsiasi
sviluppo che modifichi l'equilibrio strategico nell'Asia meridionale è una questione
di vitale importanza per noi”, ha detto un portavoce del ministero degli esteri
pachistano. “La ripresa dei test nucleari da parte dell'India creerebbe una situazione
grave, obbligando il Pakistan a rivedere la sua posizione e agire in modo coerente
con i nostri interessi nazionali”, ha aggiunto.
Il patto tra Usa e India. Nella cooperazione nucleare con l'India, l'Australia giunge comunque seconda.
A fine luglio sono stati completati i negoziati tra Nuova Delhi e l'amministrazione
Bush per un accordo in cantiere da anni: gli Stati Uniti forniranno uranio a uso
civile, senza che l'India firmi il Tnp e senza contestarle il diritto di possedere
la bomba atomica. Il patto, che deve ancora essere approvato dal Congresso di
Washington, è stato criticato da molti politici e osservatori negli Stati Uniti:
l'accusa è quella di mettere a repentaglio gli obiettivi di non proliferazione,
e di concedere all'India un diritto che viene negato all'Iran, sospettato di voler
dotarsi della bomba ma pur sempre firmatario del Tnp. Ma anche il governo indiano
di Manmohan Singh è nella bufera per l'accordo: i nazionalisti all'opposizione
lo accusano di aver ceduto agli Usa su troppe condizioni, e i quattro partiti
comunisti nella coalizione di governo minacciano di non votare la ratifica. Alessandro Ursic