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Spedizione punitiva. ''Quelli di
al-Qaeda hanno fatto saltare in aria tre abitazioni civili e una
moschea, e hanno rapito sette bambini e cinque donne'', ha dichiarato
il maggiore dell'esercito iracheno Ali Dalian. La popolazione locale,
di confessione sunnita, ha reagito all'attacco dei miliziani ed è
scoppiata una vera e propria battaglia tra le viuzze dei due
villaggi. Alla fine, tra milizie integraliste e milizie di
autodifesa, sono rimasti sul terreno 25 vittime. Una battaglia,
dovuta alla reazione della popolazione locale a quella che sembra una
vera e propria spedizione punitiva. ''I terroristi hanno fatto uscire
tre giovani e un Imam da una moschea, e gli hanno sparato in testa, a
sangue freddo'', ha raccontato un cittadino all'agenzia di stampa
siriana Sana. La polizia ha fatto sapere che è in corso la
caccia al gruppo, mentre i soccorritori scavano tra le macerie della
case distrutte per recuperare eventuali feriti.
Spaccatura sunnita. Sunniti
contro sunniti, almeno stando alla prima ricostruzione dei fatti. Un
elemento nuovo in Iraq, in uno scenario che, da anni, vede i sunniti
e gli sciiti contrapposti. Ma anche all'interno dello schieramento
sunnita ci sono delle divisioni, come conferma Muhammad Ayash
al-Kubaisi, vice segretario del Consiglio degli Ulema iracheni,
massima autorità religiosa per i sunniti, che ha raccontato
all'agenzia Sana come ''questa situazione si è venuta a
creare quando gli integralisti hanno dato vita al cosiddetto Stato
Islamico in Iraq. Da quel momento al-Qaeda ha iniziato ad agire in
modo violento e indiscriminato contro tutte le tribù che si
sono rifiutate di giurare fedeltà a questo presunto stato. Si
sono vendicati uccidendo molte persone delle province sunnite di
al-Anbar e di Diyala. Il popolo iracheno non può giurare
fedeltà a loro perché è un popolo libero''.
Il re di fiori. Un'alleanza a
geometria variabile quindi, e nella lotta al radicalismo islamico in
Iraq gli Usa potrebbero trovarsi accanto dei partner inattesi. E' da
tempo, peraltro, che i vertici militari statunitensi in Iraq si sono
resi conto che, in qualche caso, devono stringere alleanze non
preventivate in prima battuta. Anche perché, da Moqtada
al-Sadr alle milizie sciite, si sono resi conto che non sono solo i
sunniti a combattere l'occupazione. Christian Elia
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