Teharan ammassa truppe al confine con l'Iraq, mentre bombarda le postazioni dei separatisti curdi iraniani
L'Iran si starebbe preparando a un
attacco massiccio contro le roccaforti curde in territorio iracheno.
Secondo quanto riferiscono fonti curde
locali, ieri sono stati distribuiti dei volantini scritti in curdo
nei villaggi dell'Iran nordoccidentale, al confine con l'Iraq, nei
quali s'invitava la popolazione ad abbandonare le proprie case.
L'invito era riferito alla possibilità di un attacco contro i
miliziani curdi del Partito per la Libertà e la Vita (Pjak).
Scontri di confine. Le fonti ufficiali di Teheran non hanno
rilasciato nessun comunicato in questo senso, ma non hanno neanche
smentito la notizia, continuando a parlare di 'operazioni
anti-crimine' nella zona. Già nei giorni scorsi, sulle pagine
del quotidiano britannico
The Guardian, era apparsa
un'intervista a Jabar Yawar, viceministro degli Interni del governo
della regione autonoma irachena del Kurdistan, che aveva denunciato
bombardamenti intermittenti da parte dell'Iran in territorio
iracheno, nel quale erano rimaste ferite due donne ed erano stati
uccisi molti capi di bestiame. Migliaia di abitanti dei villaggi
curdi di confine, secondo Yawar, avevano abbandonato le proprie
abitazioni, in fuga dai combattimenti tra i Guardiani della
Rivoluzione iraniani e i miliziani curdi del Pjak, appoggiati dai
miliziani curdi turchi del Partito Curdo dei Lavoratori (Pkk). Sabato
scorso, in quella zona, è precipitato un elicottero militare
iraniano. In un primo momento, Teheran aveva parlato di un incidente,
ma dopo un comunicato del Pjak, che rivendicava l'attacco, l'agenzia
stampa Mehr aveva reso noto che le vittime partecipavano a un'azione
militare contro i curdi. Secondo fonti iraniane della diaspora, sono
almeno 17 i miliziani del Pjak uccisi negli scontri.
Un nuovo focolaio. Regione che, da tempo, è anche
nel mirino della Turchia. Il governo del premier Erdogan è
infatti convinto, come quello di Teheran, che i guerriglieri curdi
utilizzino il Kurdistan iracheno, praticamente indipendente, come
retrovia sicuro. Il governo di Ankara, nei mesi scorsi, era arrivato
a minacciare un intervento armato nell'Iraq settentrionale, cosa che
l'Iran pare aver già fatto. E' da domenica scorsa che, secondo
fonti dell'opposizione iraniana all'estero, al confine tra Iran e
Iraq, si ammassano truppe e corpi speciali iraniani per inseguire i
miliziani del Pjak, e nella zone si troverebbero già almeno
100mila militari iraniani. Alcuni analisti ritengono che il gruppo
armato curdo, negli ultimi tempi, abbia visto crescere i suoi
effettivi a oltre 3mila uomini, sostenuti da una rete di appoggi
locali in Kurdistan iraniano. Il governo iraniano ritiene, come hanno
spesso dichiarato membri dell'esecutivo di Teheran, che dietro la
recrudescenza del separatismo curdo in Iran ci siano gli Stati Uniti,
che tentano di destabilizzare il regime dei mullah sostenendo
finanziariamente e militarmente i curdi iraniani.
“Mi auguro
che il governo di Baghdad e i militari Usa in Iraq protestino con
Teheran per la palese violazione della sovranità territoriale
irachena”, ha dichiarato Yawar, secondo cui “le azioni militari
degli iraniani mettono in pericolo tutta la regione”.
Christian Elia