22/08/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Teharan ammassa truppe al confine con l'Iraq, mentre bombarda le postazioni dei separatisti curdi iraniani
L'Iran si starebbe preparando a un attacco massiccio contro le roccaforti curde in territorio iracheno.
Secondo quanto riferiscono fonti curde locali, ieri sono stati distribuiti dei volantini scritti in curdo nei villaggi dell'Iran nordoccidentale, al confine con l'Iraq, nei quali s'invitava la popolazione ad abbandonare le proprie case. L'invito era riferito alla possibilità di un attacco contro i miliziani curdi del Partito per la Libertà e la Vita (Pjak).

il logo del pjakScontri di confine. Le fonti ufficiali di Teheran non hanno rilasciato nessun comunicato in questo senso, ma non hanno neanche smentito la notizia, continuando a parlare di 'operazioni anti-crimine' nella zona. Già nei giorni scorsi, sulle pagine del quotidiano britannico The Guardian, era apparsa un'intervista a Jabar Yawar, viceministro degli Interni del governo della regione autonoma irachena del Kurdistan, che aveva denunciato bombardamenti intermittenti da parte dell'Iran in territorio iracheno, nel quale erano rimaste ferite due donne ed erano stati uccisi molti capi di bestiame. Migliaia di abitanti dei villaggi curdi di confine, secondo Yawar, avevano abbandonato le proprie abitazioni, in fuga dai combattimenti tra i Guardiani della Rivoluzione iraniani e i miliziani curdi del Pjak, appoggiati dai miliziani curdi turchi del Partito Curdo dei Lavoratori (Pkk). Sabato scorso, in quella zona, è precipitato un elicottero militare iraniano. In un primo momento, Teheran aveva parlato di un incidente, ma dopo un comunicato del Pjak, che rivendicava l'attacco, l'agenzia stampa Mehr aveva reso noto che le vittime partecipavano a un'azione militare contro i curdi. Secondo fonti iraniane della diaspora, sono almeno 17 i miliziani del Pjak uccisi negli scontri.

regione curda al confine tra iran, iraq e turchiaUn nuovo focolaio. Regione che, da tempo, è anche nel mirino della Turchia. Il governo del premier Erdogan è infatti convinto, come quello di Teheran, che i guerriglieri curdi utilizzino il Kurdistan iracheno, praticamente indipendente, come retrovia sicuro. Il governo di Ankara, nei mesi scorsi, era arrivato a minacciare un intervento armato nell'Iraq settentrionale, cosa che l'Iran pare aver già fatto. E' da domenica scorsa che, secondo fonti dell'opposizione iraniana all'estero, al confine tra Iran e Iraq, si ammassano truppe e corpi speciali iraniani per inseguire i miliziani del Pjak, e nella zone si troverebbero già almeno 100mila militari iraniani. Alcuni analisti ritengono che il gruppo armato curdo, negli ultimi tempi, abbia visto crescere i suoi effettivi a oltre 3mila uomini, sostenuti da una rete di appoggi locali in Kurdistan iraniano. Il governo iraniano ritiene, come hanno spesso dichiarato membri dell'esecutivo di Teheran, che dietro la recrudescenza del separatismo curdo in Iran ci siano gli Stati Uniti, che tentano di destabilizzare il regime dei mullah sostenendo finanziariamente e militarmente i curdi iraniani. “Mi auguro che il governo di Baghdad e i militari Usa in Iraq protestino con Teheran per la palese violazione della sovranità territoriale irachena”, ha dichiarato Yawar, secondo cui “le azioni militari degli iraniani mettono in pericolo tutta la regione”.
 
Christian Elia 
Parole chiave: iran, iraq, turchia, curdi, pkk, pjak, christian elia
Categoria: Guerra, Politica, Popoli
Luogo: Iran