22/08/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



L'Europa lascia senza corrente la Striscia per boicottare Hamas, poi ritratta
La gente di Gaza è abituata da anni alle crisi umanitarie. Dopo il disimpegno israeliano dell'estate 2005 e la vittoria di Hamas del gennaio 2006 la popolazione della Striscia ha affrontato ogni genere di privazioni, dovute all'embargo internazionale e alla distruzione delle infrastrutture da parte dell'esercito israeliano. Ma dalla fine della guerra civile dei mesi scorsi la situazione è ulteriormente peggiorata. Con la formazione del governo di emergenza di Fatah in Cisgiordania la comunità internazionale sembra aver voltato le spalle alla Striscia di Gaza, diventata sinonimo di Hamas, per sostenere con ogni mezzo il presidente Abu Mazen.

La centrale elettrica di GazaAl buio. L'ultima crisi è iniziata venerdì scorso, quando la principale centrale elettrica ha chiuso per mancanza di combustibile, lasciando al buio un terzo della popolazione. Circa 600 mila persone si affannano da quattro giorni per cercare corrente elettrica, essenziale non solo per l'illuminazione. La gente gira in cerca di generatori per ricaricare i telefoni, ascoltare le ultime notizie in televisione e cucinare. Ma senza elettricità non funzionano nemmeno le pompe dei pozzi e i sistemi di depurazione dell'acqua. Anche gli ospedali hanno seri problemi ad assistere i malati. La centrale elettrica di Gaza è alimentata con combustibile che viene pagato dall'Unione Europea all'ìnterno del meccanismo temporaneo, Tim, ideato per fornire aiuti umanitari alla Striscia senza passare per le casse di Hamas. Ma nel fine settimana la Commissione Europea ha deciso di sospendere i pagamenti per il sospetto che Hamas si stia finanziando con le bollette elettriche. “Il Tim è un programma di finanziamento molto delicato. É importante che il finanziamento sia trasparente - ha spiegato il responsabile del programma Mario Mariani –. Quando saremo sicuri che i fondi sono usati solo a beneficio della popolazione, riprenderemo a erogarli nell'arco di poche ore“. Israele si è detto disponibile a consentire la consegna del carburante attraverso il valico di Nahal Oz, chiuso nei giorni precedenti per ragioni di sicurezza, ma la compagnia israeliana Dor Alon, che rifornisce la centrale, ha sospeso le forniture di carburante finchè non riceverà i pagamenti dall'Unione Europea.
 
In risposta ai dubbi europei il premier di Hamas, Ismail Haniyeh, ha invitato l'Unione a indagare liberamente i bilanci della compagnia elettrica e, martedì sera, rappresentanti dell'Ue hanno annunciato che le forniture verranno provvisoriamente ripristinate a partire da mercoledì 22.

Anziano palestinese con lanternaAccuse. Hamas accusa Fatah di aver fatto pressione sull'Unione Europea affinché sospendesse i pagamenti, mentre dalla Cisgiordania il vice ministro dell'Economia del governo di emergenza ha replicato sostenendo che “Hamas raccoglie i soldi delle bollette e non paga l'elettricità”. “Hamas ha la piena responsabilità su quel che sta succedendo perchè ha la sovranità su Gaza” ha dichiarato il ministro dell'informazione del governo di Fatah, Riyadh al Maliki. “La società elettrica è indipendente” lo ha contraddetto Fawzi Barhum, il portavoce di Hamas, secondo cui la voce non confermata sulla tassa applicata sulle bollette elettriche sarebbe un'invenzione di Salam Fayyad, il premier del governo di emergenza, per spingere la popolazione di Gaza a voltare le spalle al partito islamico. A luglio, dopo la fine della guerra civile nella Striscia, gli uomini di Hamas arrestarono il direttore della compagnia elettrica, affiliato con Fatah, accusandolo di corruzione e di essersi appropriato dei fondi della compagnia e dell'Unione Europea. Le indagini sul suo conto inizieranno nei prossimi giorni, hanno fatto sapere esponenti di Hamas, ma non é escluso che il suo arresto abbia contribuito a infiammare la vicenda. “Il governo di Ramallah – ha dichiarato Jehad Hamad, un analista politico di Gaza – potrebbe temere che Hamas abbia le prove che gli ufficiali di fatah hanno sottratto fondi alla compagnia elettrica in passato”.
 

Naoki Tomasini

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