21/08/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Mentre non finiscono le critiche verso la Jirga di pace afgana senza Talebani, i ribelli islamici portano la rivolta nel Paese confinante
di gianluca Ursini
 
Solo negli ultimi quattro giorni, ci sono stati 70 morti, tra ribelli islamici e agenti di diverse divise. I kamikaze lanciatisi contro stazioni di polizia imbottiti di tritolo, o a bordo di jeep bomba, sono stati tre. Agguati a caserme di polizia, con le postazioni assediate, conquistate o bruciate, ben tre in diverse parti del Paese, dal Waziristan al Belucistan. Le imboscate a suon di bazooka sono state cinque, contro pattuglie o posti di blocco militari. E infine tre compagnie di esplorazione petrolifera, Schlumbergen, Tilo e Mool, più la cinese Bjp, hanno deciso di lasciare la regione a meridione della frontiera afgana in seguito alle minacce dei Talebani.
 
ferito da un attentato talebanoWelcome to Talebanistan. Si tratta del Pakistan, non dell’Afganistan. Le Provincie di frontiera, attaccate al confine con il Paese occupato dalle truppe Isaf, sono da tempo fuori dal controllo delle truppe legittime del presidente Pervez Musharraf. Il Sud e il Nord del Waziristan, le province Beluce a Sud, e la Nwfp (Provincia della frontiera a Nord ovest) subiscono oramai le regole talebane, più che semplici infiltrazioni dalle vicine province afgane di Helmand, Kandahar, Paktia e Paktika, come sostenuto dagli alti comandi della missione Nato a Kabul. I gruppi talebani cominciano anche a combattere per il controllo del territorio, come successo tra elementi delle formazioni "Lashkar i Islam" e "Ansaar ul Islam" nella zona tribale vicino il passo Khyber, valle del Tirah, metà strada tra l’afgana Kandahar e la pachistana Quetta. Il gruppo Lashkar i Islam, vicino ai Talebani, ha chiaramente avuto il sopravvento, mentre i suoi tribunali e le sue prigioni che funzionano secondo i dettami islamici della Sharia sono già attivi da tempo.
 
capu waziri in arrivo a KabulUna Jirga di pace tra chi? E mentre le regioni a sud dell’Afghanistan si ribellano alle autorità di Islamabad, il presidente-dittatore pachistano volava a Kabul per una quattro giorni di riunione tribale tra i vari capi locali, sotto la direzione del presidente Hamid Karzai. Una Jirga mirata a trovare una soluzione alla situazione esplosiva afgana, ma nella quale mancavano gli attori principali per arrivare alla pace: talebani e capi delle regioni meridionali infuocate dall’incendio islamico, come ricorda Mahmud Khan, capotribù nel Nord Waziristan. “Se non sono una controparte per le trattative di pace i talebani, con chi dovremmo trattare?” come riporta il ‘Dawn’ maggiore quotidiano pachistano. Maulana Fazlur Rahman, capo del Jamaat i Ulema i Islam, maggior partito islamista e di opposizione a Musharraf, ha rinunciato a partecipare alla Jirga internazionale, proprio per la mancanza di credibilità dovuta all’assenza degli ‘studenti coranici’. La Jirga, istituzione tribale Pashtun, mirava a riunire in questo caso tribù della etnia dai due lati del confine, come architettato nel settembre scorso alla Casa Bianca in Washington da un incontro a tre tra Karzai, Musharraf e il presidente Usa G.W. Bush.
 
militari pachistani alla frontieraGli studenti coranici sono parte integrante dell’Afghanistan”. Musharraf dixit. Riconoscendo che”fanno parte della cultura di questo Paese” ha certificato l’importanza di una partecipazione di rappresentanti dei Talebani ad una eventuale trattativa di pace. “Alcuni potranno essere ignoranti o in mala fede, ma non tutti tra loro sono pericolosi ribelli o briganti sanguinari, e credono in una interpretazione veritiera e profonda della nostra fede (islamica)”; così il presidente pachistano ha sdoganato il principale incubo del suo collega Karzai. Un po’ per liberarsi dell’accusa ricorrente di Kabul, che il servizio segreto pachistano aiuterebbe e sovvenzionerebbe le tribù ribelli di frontiera; o forse un po’ perché tra i due presidenti non è mai corso buon sangue, fin dall’elezione di Karzai, che ha sempre denunciato come scarsi i tentativi pachistani di contrastare il diffondersi della ribellione islamica.
 

Gianluca Ursini

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